Anniversario amaro per il Papa, 6 anni di carcere al cardinale Pell. Magistrato: “Atti sessualmente evidenti”

13 marzo 2019

Il cardinale George Pell è stato condannato a sei anni di reclusione per aver commesso abusi sessuali su due ragazzini di 13 anni nel 1996. La sentenza è stata letta in diretta tv dal giudice Peter Kidd della County Court del Victoria, che ha descritto gli abusi di Pell come “un attacco sessuale sfrontato e forzato”. “Dal mio punto di vista gli atti erano sessualmente evidenti, entrambe le vittime erano visibilmente angosciate durate le molestie – ha aggiunto il magistrato -. Vi è stato un ulteriore livello di umiliazione che ciascuna delle tue vittime deve aver provato nel sapere che l’abuso avveniva in presenza altrui”.

La sentenza arriva nel sesto anniversario di pontificato di papa Francesco in queste particolari giornate di meditazione e preghiera, come d’altronde e’ dovuto nella settimana di esercizi spirituali del Pontefice e della Curia romana. A fare gli auguri al Papa, di primo mattino subito dopo la messa, e’ il cardinale piu’ anziano, Giovanni Battista Re, a nome del Collegio cardinalizio e di tutti i presenti. Ma a sei anni esatti da quel 13 marzo 2013 che vide Jorge Mario Bergoglio salire al soglio di Pietro, mentre messaggi di auguri arrivano al Papa dall’Italia e dal mondo, la giornata e’ inevitabilmente segnata dalla notizia che giunge gia’ prima dell’alba dall’Australia: la condanna a sei anni di carcere del cardinale George Pell.

L’alto prelato, ex ministro dell’Economia del Vaticano e numero tre della Santa Sede, si trova in isolamento dopo il suo arresto e si è sempre dichiarato innocente. I suoi legali hanno fatto ricorso alla corte d’appello che deciderà a giugno se vi sono stati vizi di forma nel primo grado. “Il mio cliente non desidera commentare la sentenza, anche se al momento è difficile trovare conforto per quello che è successo grazie a questa condanna, ma apprezza il lavoro fatto dalla Corte” Ha detto Vivian Waller, avvocato di una delle vittime. Le reazioni della gente sono state contrastanti, tra colpevolisti e innocentisti.

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