Vannacci lancia la sfida per una destra pura contro le timidezze del governo, la nuova rotta del soldato politico
L’eurodeputato fonda a Bruxelles il movimento “Futuro Nazionale” per intercettare l’astensionismo e contestare le posizioni dell’esecutivo su Ucraina e diritti.
Roberto Vannacci
Il panorama politico nazionale si arricchisce di un nuovo protagonista che intende scuotere le fondamenta del consenso elettorale. Roberto Vannacci, già alto ufficiale e ora parlamentare europeo, ha scelto la tribuna di Bruxelles per annunciare la nascita di “Futuro Nazionale”. Non si tratta di una semplice sigla, ma di un progetto che ambisce a dare voce a quel cinquantadue per cento di cittadini che ha scelto la via del non voto.
“Credo che il mio ruolo sia quello di risvegliare tutte le persone che credono in una destra vera”, ha dichiarato il generale, sottolineando come molti astenuti siano di area, ma “non si sentono rappresentati dall’offerta politica che oggi è presente in Italia”. L’obiettivo dichiarato è il risveglio di una destra che non provi vergogna, capace di porsi come polo di attrazione per realtà sociali e politiche oggi frammentate.
Una destra orgogliosa e identitaria
La cifra stilistica del nuovo movimento è la nettezza. Vannacci non cerca la mediazione, ma la distinzione netta dai partner di coalizione che oggi siedono a Palazzo Chigi. Il richiamo alla purezza funge da spartiacque ideale contro quella che viene percepita come una deriva centrista. “Non mi sono posto come obiettivo quello di collegare tutti i partiti di destra attualmente esistenti”, ha precisato il fondatore, aggiungendo che la sua missione è “riportare una destra che oggi sta governando su delle posizioni veramente di destra”.
Il riferimento polemico è diretto in particolare verso gli esponenti di Forza Italia, colpevoli a suo dire di aver avallato posizioni sui diritti dell’identità di genere non conciliabili con il suo quadro valoriale: “Degli eurodeputati che votano a favore di considerare i trans come delle donne, insomma, ce li vedo un pochettino difficilmente all’interno di questa posizione”.
Critica radicale alle scelte governative
Il solco si approfondisce quando l’analisi si sposta sui temi programmatici. Vannacci contesta apertamente la gestione del fenomeno migratorio, chiedendo non solo il blocco degli approdi clandestini, ma un’attuazione sistematica dei rimpatri: “Abbiamo una stessa posizione ma vorremmo risultati diversi. Noi dobbiamo bloccare l’ingresso in massa dell’immigrazione clandestina”.
Anche sul terreno della cittadinanza la distanza è siderale; la proposta legata al ciclo di studi, caldeggiata da una parte della maggioranza, viene bollata come un cedimento. “Un esponente del governo vuole portare avanti lo ‘Ius scholae’, che sicuramente non si inquadra in quella che è la posizione di una destra pura”, ha sferzato il generale. Nemmeno le politiche ecologiche trovano clemenza; il piano per la transizione verde deve essere integralmente smantellato: “Dobbiamo eliminare qualsiasi provvedimento riferito al Green Deal”.
Realismo geopolitico e questione ucraina
La divergenza più marcata riguarda tuttavia la politica estera e il conflitto ai confini orientali. Vannacci adotta un approccio improntato a un crudo realismo, osservando come la Federazione Russa detenga il controllo di una parte rilevante del territorio conteso. “In Ucraina, purtroppo, la guerra ci ha portato a una vittoria della Russia, perché la Russia sta vincendo”, ha affermato con distacco analitico.
La critica all’Unione Europea è altrettanto severa, evocando il caso di Cipro occupata senza che vi sia un simile fervore per il riarmo. Per l’eurodeputato, prolungare il sostegno militare significa solo “prolungare questa agonia e trasformare questa sconfitta in una disfatta”. La via d’uscita risiede in un tavolo negoziale immediato: “Bisogna arrivare a un accordo di pace oggi, perché domani è già troppo tardi”.
