Sanità siciliana, l’Ars vota compatta: nuove tutele per malati oncologici e donne con endometriosi

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Il parlamento siciliano

L’Assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità il ddl stralcio in materia sociosanitaria. Cinquantatré voti favorevoli, nessun contrario, nessun astenuto: un risultato raro a Sala d’Ercole, dove la seduta era presieduta dal presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno. Il clima è stato di ampia concordia, con diversi emendamenti della minoranza accolti e messi ai voti dall’Aula. Il provvedimento interviene su più fronti: parcheggi ospedalieri, endometriosi, controlli sull’attività privata dei medici pubblici, tutela dei lavoratori ex Almaviva e riorganizzazione dei laboratori d’analisi.

Oncologici e specializzandi esonerati dal ticket

Tra le norme più immediate, il ddl introduce il parcheggio gratuito negli ospedali per i pazienti oncologici e per gli specializzandi in Medicina. Una misura di portata simbolica ma concreta, che alleggerisce il peso economico di chi affronta percorsi di cura prolungati o è impegnato nella formazione post-laurea. Agganciato al testo è passato anche un emendamento che tutela i lavoratori ex Almaviva: potranno essere reimpiegati nel nascente servizio 116-117, il numero europeo di assistenza sociosanitaria non urgente. Una soluzione che coniuga il riassorbimento occupazionale con il potenziamento di un’infrastruttura pubblica ancora in fase di avvio.

Il terzo polo sull’endometriosi sorge a Enna

La norma forse più attesa riguarda l’endometriosi, patologia cronica che colpisce circa il dieci per cento delle donne in età fertile e che in Sicilia disponeva finora di soli due centri di riferimento regionali, a Palermo e a Catania. Con la legge approvata nasce il terzo polo, che sorgerà all’ospedale Umberto I di Enna. L’apertura di una struttura nel capoluogo della provincia più interna dell’isola risponde a un’esigenza di prossimità geografica, riducendo la distanza tra le pazienti delle aree interne e i centri specializzati. La misura si inserisce nel quadro più ampio delle politiche regionali sulla salute della donna, ancora segnate da ritardi strutturali rispetto alle regioni del Nord.

Intramoenia sotto osservatorio, liste d’attesa nel mirino

Il provvedimento istituisce un Osservatorio regionale con il compito di monitorare l’attività libero-professionale intramuraria dei dirigenti sanitari delle aziende del servizio sanitario regionale. L’obiettivo è garantire un rapporto paritario tra prestazioni erogate in ambito pubblico e prestazioni private svolte negli spazi aziendali. Il meccanismo di controllo punta a disincentivare il ricorso strumentale all’intramoenia come fattore di allungamento delle liste di attesa: un fenomeno diffuso, difficile da quantificare, ma da tempo al centro del dibattito sulla sanità siciliana. Dare piena attuazione operativa all’Osservatorio, come prevede la norma, significa dotare la Regione di uno strumento concreto di verifica, non solo di principio.

Chiude il pacchetto una proroga tecnica: il termine per la riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi siciliani viene spostato al 31 dicembre 2026. L’obiettivo rimane quello di garantire la soglia minima di efficienza fissata in 200mila prestazioni annue per struttura. L’emendamento è a firma di Antonio De Luca, capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars.

Cracolici contro la Dc: “Irrilevante”

A margine del dibattito sul ddl, la seduta ha registrato un momento di tensione tra il deputato del Partito democratico Antonello Cracolici e i banchi della Democrazia cristiana. Il casus belli sono state le dichiarazioni in Aula dei deputati Dc Ignazio Abbate e Andrea Messina, che hanno rivendicato la “lealtà” del gruppo parlamentare centrista nei confronti dell’Esecutivo regionale e della maggioranza. “La Democrazia cristiana è qua, tutta, compatta, a sostenere l’attività del governo e della maggioranza”, ha detto Abbate, evocando “senso di responsabilità” e coerenza di linea.

Cracolici ha risposto con tono tagliente: “Non sappiamo se queste parole suonino come minaccia o come promessa. Da settimane continuiamo a sentire il tema relativo alla Dc, se faccia parte o meno del centrodestra. Risolvano questo problema, ma non scarichino questa questione sul Parlamento. La Sicilia potrà fare a meno del gruppo della Dc, non se ne accorgerà nessuno.”

La replica del deputato Dc Messina è stata secca: “Nessuno è qui per caso. Siamo qui perché eletti dal popolo siciliano e se questo Parlamento può fare a meno di noi può fare a meno anche di lei e di voi.” Lo scontro, al di là delle battute, riflette una tensione reale all’interno del centrodestra siciliano, dove il posizionamento della Dc — partito con un gruppo autonomo ma organico alla coalizione di governo — resta una variabile politica che nessuno, a Palazzo dei Normanni, sembra voler ignorare del tutto.