Iran, Trump condivide bozza accordo con Israele e altri alleati ma resta il nodo Stretto di Hormuz

Washington valuta il memorandum condiviso con gli interlocutori occidentali, dopo nuovi episodi militari nel Golfo Persico e tensioni diplomatiche che coinvolgono Kuwait, Oman, Pakistan e Nazioni Unite, nel tentativo di evitare il collasso del cessate il fuoco.

Donald Trump

Donald Trump

Donald Trump ha distribuito tra gli alleati degli Stati Uniti, compreso Israele, una bozza di accordo destinata a congelare il confronto militare con l’Iran e ad aprire una nuova fase negoziale sul programma nucleare di Teheran. La decisione finale della Casa Bianca, tuttavia, è stata rinviata. Secondo Axios, il presidente americano avrebbe chiesto ulteriore tempo prima di autorizzare formalmente il memorandum.

Il documento arriva mentre il cessate il fuoco continua a mostrare segnali di fragilità. Teheran ha colpito una base aerea statunitense in Kuwait dopo un’operazione americana contro droni iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz. L’episodio ha confermato quanto il quadro resti instabile nonostante i tentativi diplomatici in corso.

Parallelamente, il Pakistan ha intensificato la propria mediazione. Il ministro degli Esteri Mohammad Ishaq Dar è atteso a Washington per un incontro con il segretario di Stato Marco Rubio, con l’obiettivo di accelerare la definizione dell’intesa.

Equilibri nel Golfo Persico

La bozza circolata nelle ultime ore ricalca in larga parte i contenuti già discussi nelle cancellerie mediorientali. Il piano prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz alla navigazione commerciale, la revoca del blocco statunitense sui porti iraniani e lo sblocco di circa 12 miliardi di dollari di beni congelati appartenenti a Teheran.

L’obiettivo indicato dai negoziatori è riportare il traffico marittimo ai livelli precedenti al conflitto entro trenta giorni. Contestualmente dovrebbero aprirsi colloqui della durata prevista di sessanta giorni sul futuro del programma nucleare iraniano.

Sul tavolo restano le questioni più sensibili: le scorte di uranio altamente arricchito, la sospensione temporanea delle attività di arricchimento e il sistema di supervisione affidato all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. L’Iran, secondo la bozza, dovrebbe rinunciare all’utilizzo di armi nucleari.

Il vicepresidente americano JD Vance ha confermato che le parti sarebbero vicine a un’intesa, pur ammettendo la presenza di “un paio di punti critici” ancora irrisolti. Le divergenze riguardano soprattutto il linguaggio relativo all’arricchimento dell’uranio e alle garanzie richieste dagli Stati Uniti.

Pressioni regionali contrapposte

La Cina sta lavorando affinché un eventuale accordo venga ratificato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mossa che aumenterebbe il peso internazionale dell’intesa e ne renderebbe più complessa una futura revisione unilaterale.

Israele osserva invece con forte preoccupazione il contenuto della bozza. Secondo indiscrezioni riportate dal Guardian, il governo israeliano considera inaccettabile il rinvio di impegni definitivi sul nucleare iraniano e giudica rischiosa la previsione di un cessate il fuoco permanente esteso anche al Libano.

Il testo, inoltre, appare meno dettagliato rispetto alle richieste avanzate da Teheran sulla rimozione delle sanzioni relative alle esportazioni petrolifere e petrolchimiche. Resta invece confermata la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, punto centrale dell’intera trattativa.

In parallelo, l’Iran sta cercando un accordo separato con l’Oman per introdurre tariffe legate ai “servizi di navigazione” nello Stretto. Donald Trump ha reagito minacciando pubblicamente Muscat, dichiarando che avrebbe “fatto saltare in aria” il Paese nel caso di un’intesa considerata favorevole a Teheran.

Controllo navale e tensione interna

La marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha ribadito il proprio controllo operativo sullo Stretto di Hormuz. In una nota ufficiale, l’IRGC ha riferito di avere autorizzato il transito di ventisei navi mercantili e petroliere nelle ultime ventiquattro ore, precisando che ogni passaggio deve essere preventivamente autorizzato.

I pasdaran hanno inoltre annunciato di essere intervenuti contro quattro imbarcazioni che tentavano di attraversare l’area con i transponder disattivati. Due navi sono state sequestrate, mentre altre due sono state respinte.

Sul fronte interno, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, assente dalla scena pubblica dal 28 febbraio dopo il ferimento subito durante un attacco, ha invitato la classe dirigente iraniana a evitare divisioni politiche. Khamenei ha accusato Stati Uniti e Israele di voler “mettere in ginocchio il Paese” e ha chiesto che il Parlamento affronti le difficoltà economiche della popolazione.

Le dichiarazioni confermano il tentativo della leadership iraniana di mantenere compatto il fronte interno mentre la trattativa internazionale entra nella fase più delicata.