Narváez è il padrone del Giro: secondo successo in solitaria sui muri marchigiani di Reputolo

Jhonatan Narváez

Jhonatan Narváez

La pioggia non ha cambiato il copione. Jhonatan Narváez ha vinto la sua seconda tappa al Giro d’Italia 2026, l’ottava frazione da Chieti a Fermo, replicando con identica lucidità quanto già fatto vedere in questa edizione: fuga selezionata, lavoro di squadra, affondo solitario nel finale più duro.

Il corridore ecuadoriano della UAE Team Emirates-XRG ha tagliato il traguardo marchigiano con 32 secondi di vantaggio sul norvegese Andreas Leknessund e 42 sul connazionale Martin Tjøtta, terzo per la Uno-X Mobility. Una doppietta costruita con metodo, non con fortuna.

Il Muro di Reputolo fa la selezione

La giornata si è decisa, come spesso accade su queste strade, negli ultimi chilometri. I “muri” del finale marchigiano — Capodarco e il Muro di Reputolo, con punte di pendenza al 22% — hanno ridotto la corsa a un confronto diretto tra poche gambe.

La fuga decisiva si era formata a circa 50 chilometri dall’arrivo con Narváez, il compagno di squadra Mikkel Bjerg e Leknessund. Bjerg ha svolto il lavoro di protezione; Narváez ha colpito quando la strada ha alzato il tiro. L’ecuadoriano ha progressivamente guadagnato terreno sugli avversari, che non hanno mai avuto la risposta giusta alle sue accelerazioni.

Eulalio conserva la rosa, classifica ferma

In maglia rosa Afonso Eulalio non trema. Il giovane portoghese arriva a Fermo con 3’15” su Jonas Vingegaard e 3’34” su Felix Gall: margini invariati, classifica generale che non ha registrato scossoni. Il gruppo dei favoriti ha concluso la tappa con 1’51” di ritardo, regolato allo sprint da Jai Hindley davanti allo stesso Vingegaard. Nessuna crisi, nessuna accelerazione, nessuna variazione significativa in vetta alla graduatoria. I big si sono limitati a gestire, consapevoli che le giornate che contano davvero devono ancora arrivare.

Domenica il Giro cambia registro. La nona tappa, da Cervia a Corno alle Scale, introduce il primo vero arrivo in quota dell’edizione: l’Appennino bolognese metterà alla prova gli uomini di classifica e comincerà a dire qualcosa di più definitivo sugli equilibri della corsa rosa. Narváez, intanto, ha già detto la sua.