Allegri al Milan: “Ordine e cattiveria contro il Genoa, ci giochiamo la Champions”
Il tecnico rossonero chiede lucidità alla vigilia della sfida decisiva per la qualificazione europea: recuperati Modric e Ricci, in attacco ballottaggio Nkunku-Pulisic, mentre il tecnico ridimensiona le tensioni con Ibrahimovic e difende il ds Tare.
Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri presenta la sfida contro il Genoa con la lucidità di chi sa che da domenica dipende molto – forse troppo – del presente e del futuro rossonero. La partita vale un posto in Champions League. Vale anche qualcosa di più difficile da quantificare: la tenuta di un ambiente che nelle ultime settimane ha mostrato crepe profonde, tra contestazioni dei tifosi, polemiche sulla gestione tecnica e voci di tensione interna che Allegri si sforza di minimizzare.
Il tecnico sceglie il registro della compattezza. “Farsi prendere dall’ansia o dalla fretta non serve”, dice. “Ci vogliono ordine e cattiveria”. Parole semplici, quasi elementari, che in un contesto di pressione come quello attuale suonano come un vero e proprio piano tattico mentale prima ancora che calcistico.
Modric recuperato, ballottaggio in attacco
Sul fronte della formazione arrivano segnali positivi. Luka Modric è tornato ad allenarsi con il gruppo dopo due settimane di stop: ha provato la maschera protettiva ed è convocabile. Recuperato anche Samuele Ricci, che sarà della partita nonostante una distorsione alla caviglia patita nei giorni scorsi. Segnali di ritrovata disponibilità che Allegri accoglie come un elemento stabilizzante in una settimana complicata.
In attacco resta invece un ballottaggio aperto: a contendersi una maglia da titolare sono Christopher Nkunku e Christian Pulisic. La scelta dipenderà probabilmente dalle condizioni fisiche e dalla lettura tattica della gara, considerato che il tecnico stesso ha ammesso come nelle ultime partite il Milan abbia subito troppi gol – un’anomalia difensiva che il confronto con il Genoa impone di correggere con equilibrio e solidità collettiva.
Allegri e il caso Ibrahimovic-Tare
Inevitabile, in sala stampa, il ritorno sulle voci di frizione interna. I rapporti tra Allegri e Zlatan Ibrahimovic – attualmente nell’organigramma rossonero con un ruolo dirigenziale – erano stati descritti da alcune fonti come tesi. Il tecnico glissa: “Ho sempre avuto rapporti professionali con tutti i dirigenti. Nei confronti è normale essere d’accordo o meno”. Una non-smentita formulata con l’economia verbale di chi non vuole alimentare il caso, ma nemmeno certificare un’armonia che forse non esiste.
Più nette, invece, le parole di sostegno nei confronti del direttore sportivo Igli Tare, finito sotto pressione nelle ultime settimane. “Siamo entrati subito in sintonia”, dice Allegri, “e credo che gli attacchi ricevuti non siano giusti”. Una presa di posizione che ha il sapore di una solidarietà pubblica e intenzionale, in un momento in cui il ds albanese appare isolato nel dibattito interno al club.
Allegri chiude con un invito alla sospensione del giudizio: “Bisogna finire il campionato e poi analizzare tutto a 360 gradi. Tutti sbagliamo, io più di tutti, ma la professionalità che mettiamo nel club non deve mai mancare”. Parole che suonano insieme come autocritica calibrata e come richiesta implicita di una tregua. Almeno fino a domenica sera.
