“Roma Elastica”, il sogno decadente di Mandico conquista Cannes: Ornella Muti tra memoria del cinema e visioni felliniane
Redazione 21 Maggio 2026
Ornella Muti
Sfarzo, decadenza, pulsioni underground e un’estetica volutamente artificiale che richiama la Roma cinematografica degli anni Ottanta. È questo l’universo di “Roma Elastica”, il nuovo film del regista francese Bertrand Mandico presentato in anteprima alla 79esima edizione del Festival di Cannes, dove ha attirato attenzione per il suo immaginario visionario e per un cast internazionale guidato da Marion Cotillard.
Il film, che sarà distribuito in Italia da Europictures, è ambientato nella Roma del 1982 e segue Eddie Mars, ex diva americana sul viale del tramonto che arriva a Cinecittà per interpretare un improbabile film di fantascienza dai toni pulp. Accanto a lei c’è la fedele truccatrice interpretata da Noémie Merlant. Ma il viaggio romano della protagonista si trasforma presto in una deriva onirica, dove realtà e finzione si mescolano fino a dissolversi nel paesaggio ambiguo della città.
Un omaggio al grande cinema italiano
Dentro “Roma Elastica” convivono echi di Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e Mario Bava. Mandico costruisce una Roma artificiale e sensuale, teatrale e decadente, che guarda apertamente alla tradizione del cinema italiano senza limitarsi all’operazione nostalgica. Tra i protagonisti spiccano numerosi interpreti italiani: Ornella Muti, Isabella Ferrari, Franco Nero e Maurizio Lombardi.
È soprattutto Ornella Muti, interprete di un personaggio volutamente eccentrico, a sintetizzare lo spirito del progetto. “Questo regista è molto speciale, è un regista unico, all’avanguardia, e ormai non ce ne sono tantissimi che esprimono i loro concetti come vogliono loro. Ogni personaggio non è scontato, anzi”, ha raccontato l’attrice a Cannes.
Poi la riflessione sul metodo di Mandico e sulla libertà creativa del film: “È un regista fantastico, perché finalmente c’è qualcuno che ha il coraggio di rappresentare ciò che vede, ciò che sente. Oggi un po’ ci si conforma per cercare di avere successo. Lui no. Ha fatto un film visionario, felliniano, eccentrico come il mio personaggio. È meraviglioso per il cinema”.
Ornella Muti: “Gli italiani dimenticano il loro cinema”
Accanto alla promozione del film, Muti ha anche offerto una riflessione più ampia sul rapporto dell’Italia con il proprio patrimonio cinematografico. Secondo l’attrice, il Paese tende a dimenticare troppo rapidamente la propria tradizione culturale.
“Secondo me gli italiani non hanno tanta memoria”, ha osservato. “Abbiamo insegnato a fare il cinema, abbiamo avuto autori, attori, scrittori che hanno fatto storie meravigliose. Però è come se ce lo dimenticassimo e non ci va di ricordarlo, di esserne orgogliosi. E dovremmo esserlo”.
Il discorso inevitabilmente si sposta su Cinecittà, luogo simbolo del cinema italiano e scenografia centrale anche di “Roma Elastica”. Muti ricorda gli anni trascorsi negli studios romani e un incontro rimasto impresso nella memoria con Fellini durante le riprese di E la nave va.
“Ho girato tantissimo a Cinecittà. Una volta siamo andati a vedere Fellini che girava “E la nave va”, una roba che non puoi dimenticare. Abbiamo fatto la pioggia, la neve, il sole, gli animali, la terra, i carri. Qualcosa di speciale. Un po’ questo mi manca, questo si è un po’ perso”.
Tra nostalgia e nuovi progetti
Eppure l’attrice rifiuta apertamente l’idea di vivere di nostalgia. “Bisogna sempre andare avanti, conformarsi, perché altrimenti vivi nei ricordi. A che serve? Noi dobbiamo stare bene: abbiamo una vita sola”.
Non a caso, la carriera di Muti continua a muoversi tra cinema, televisione e teatro. Prima di arrivare a Cannes ha terminato le riprese di “The Label”, nuova serie diretta da Luca Miniero con Christian De Sica. All’orizzonte ci sono anche una partecipazione alla nuova serie di Pupi Avati e un progetto teatrale previsto per l’inverno.
Sul tappeto rosso del Festival hanno sfilato Cotillard, Merlant, Isabella Ferrari, Franco Nero e Ornella Muti, accolti da fotografi e curiosi. Tra gli ospiti presenti anche Kevin Spacey, che a margine dell’evento ha salutato e applaudito il cast del film.
Con il suo immaginario barocco e disturbante, “Roma Elastica” si candida così a diventare uno degli oggetti cinematografici più eccentrici emersi da Cannes 2026: un viaggio nella Roma della finzione che finisce per interrogare, tra luci artificiali e decadenza glamour, la memoria stessa del cinema italiano.
