Comunali 2026, il centrodestra consolida Venezia e domina a Reggio Calabria. Affluenza in calo

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Le prime proiezioni delle elezioni amministrative confermano un quadro favorevole al centrodestra nei principali comuni osservati. A Venezia il candidato Simone Venturini, secondo la rilevazione Opinio Italia per Rai con copertura campionaria iniziale, raggiunge il 50,7% dei consensi. Distaccato Andrea Martella, sostenuto dal centrosinistra, fermo al 37%. Più indietro Michele Boldrin, candidato di Ora!, al 3,6%.

A Venezia il dato assume un valore politico che supera il perimetro comunale. La città lagunare rappresentava uno dei test più osservati della tornata amministrativa, sia per il peso simbolico del comune sia per il confronto diretto tra i due principali schieramenti nazionali. Il margine emerso dalle prime proiezioni riduce sensibilmente l’ipotesi di un recupero del centrosinistra nelle successive rilevazioni.

Il peso dei capoluoghi

Il dato più netto arriva però da Reggio Calabria. La prima proiezione del Consorzio Opinio per Rai accredita Francesco Cannizzaro del 68,8%, con una copertura del campione pari al 6%. Domenico Battaglia, candidato del centrosinistra, si ferma al 21,7%, mentre il civico Eduardo Lamberti Castronuovo raggiunge il 5%.

Uno scarto così ampio consegna al voto reggino una dimensione quasi plebiscitaria. La distanza tra i candidati evidenzia una forte polarizzazione del consenso e conferma il radicamento del centrodestra in un territorio storicamente strategico per gli equilibri politici del Mezzogiorno.

Anche a Salerno il risultato appare definito sin dalle prime rilevazioni. Vincenzo De Luca ottiene il 58,5% secondo la proiezione Rai con copertura del campione al 5%. L’ex presidente della Regione Campania e già sindaco della città precede Franco Massimo Lanocita, sostenuto da Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, al 15,6%. Più indietro Gherardo Maria Marenghi, candidato del centrodestra, al 12,2%.

Partecipazione sotto quota 61

Accanto ai risultati politici emerge il dato strutturale dell’affluenza. Nei 6.278 seggi coinvolti nel rinnovo di 748 sindaci e consigli comunali, la partecipazione definitiva si attesta al 60,06%. Nella precedente tornata, negli stessi comuni, aveva votato il 64,91% degli aventi diritto. Il calo complessivo è dunque del 4,85%.

La diminuzione della partecipazione attraversa quasi tutte le regioni coinvolte. Solo l’Umbria supera la soglia del 70%, attestandosi al 70,78%, pur restando sotto il 76,01% registrato nelle precedenti amministrative. All’estremo opposto il Molise, fanalino di coda della consultazione: nei 44 comuni chiamati al voto l’affluenza si ferma al 47,71%, contro il 52,30% della tornata precedente.

Il dato nazionale conferma una tendenza ormai consolidata nelle elezioni locali: una progressiva erosione della partecipazione, anche in presenza di competizioni considerate politicamente rilevanti. In questo scenario, il peso dell’organizzazione territoriale e della mobilitazione degli elettorati più fidelizzati continua a incidere in maniera decisiva sugli equilibri finali.