Incendio in Spagna, almeno 12 morti e 19 dispersi.

La giunta guidata da Juanma Moreno ha cancellato eventi pubblici, incluse le proiezioni dei Mondiali, in segno di rispetto per le famiglie colpite.

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Un incendio scoppiato nel comune di Los Gallardos, in provincia di Almería, ha causato almeno dodici morti accertati e oltre venti dispersi. Le fiamme hanno colpito soprattutto la frazione di Bedar, dove alcune vittime sono state trovate all’interno dei propri veicoli mentre tentavano di allontanarsi dal rogo.

Il bilancio più grave dal 2025

Il bilancio, secondo il servizio di emergenza 112 Andalucía, resta provvisorio. “In questo momento potremmo parlare di dodici morti confermati, perché ce n’è ancora uno da confermare, ma purtroppo il bilancio potrebbe aumentare, perché ci sono persone ancora non localizzate” nel perimetro del fuoco, ha dichiarato il governatore dell’Andalusia, Juanma Moreno, all’emittente radiofonica Canal Sur. Il numero delle vittime supera già quello registrato nell’intero 2025 in Spagna per incendi boschivi.

Moreno ha precisato che dalle sei del mattino i servizi di emergenza tentano di contattare i residenti dispersi, concentrati in zone isolate all’interno del perimetro colpito dal rogo. Il governatore ha aggiunto che l’ultima vittima individuata è stata trovata sotto il corpo di un’altra persona, all’interno di un gruppo che procedeva a piedi nel tentativo di allontanarsi dalle fiamme. Secondo Moreno, sia questo gruppo sia le quattro persone ritrovate in auto non avrebbero seguito le indicazioni di evacuazione diffuse dalle autorità.

Vittime in prevalenza straniere

Il governatore ha confermato che la maggioranza delle vittime sono cittadini stranieri, di nazionalità diverse tra loro, alcuni provenienti da Regno Unito e Belgio. Il ministro della Sanità andaluso, Antonio Sanz, ha definito l’episodio “una tragedia senza precedenti”, definendolo l’incendio più devastante mai registrato nella regione.

La giunta regionale ha proclamato tre giorni di lutto. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha scritto su X di provare “immensa tristezza e desolazione per le terribili conseguenze dell’incendio che sta colpendo la provincia di Almería”, esprimendo condoglianze alle famiglie delle vittime e invitando alla “massima prudenza”.

Origine del rogo in un fossato

Secondo quanto riportato da El País, che cita le dichiarazioni dello stesso Moreno, l’incendio sarebbe divampato in un fossato a causa di un cavo rotto tra due punti di accesso alla rete elettrica. Le prime segnalazioni al numero di emergenza, oltre 150 in totale, indicavano le fiamme al chilometro 511 della strada N-340A, da dove si sarebbero propagate rapidamente all’area boschiva adiacente.

Nella notte tra giovedì e venerdì le autorità regionali hanno attivato la fase di emergenza, situazione operativa 2, del piano antincendio, alla luce dell’evoluzione e dell’elevato potenziale del rogo. Sono stati mobilitati circa 150 vigili del fuoco e cinque autobotti, e l’Unità Militare di Emergenza (Ume) è stata dispiegata sul posto per rafforzare le operazioni di soccorso ed evacuazione.

Evacuazioni e feriti

Oltre mille persone sono state evacuate dai complessi residenziali Parque Botánico e Los Flamingos, per un totale di circa 400 appartamenti coinvolti. Una cinquantina di sfollati è stata ospitata in un centro culturale e nei centri sportivi di Garrucha e Mojar. Nel pomeriggio, militari dell’Ume hanno inoltre sfollato una cinquantina di residenti dalla località di El Marchal de Lubrín per l’avanzata delle fiamme.

Alcune persone con ustioni e intossicazione da fumo sono state trasportate in ospedale o curate sul posto per problemi respiratori e ustioni lievi, secondo quanto riferito dalle autorità andaluse. A causa dell’emergenza sono state chiuse diverse strade nella provincia.

Altri due incendi in Andalusia

Nella stessa giornata di giovedì un secondo incendio è divampato nei pressi di Estepona, alimentato dal vento, ed è avanzato verso nord fino al territorio del comune di Benahavís: una colonna di fumo era visibile da gran parte della costa di Málaga. Le autorità hanno disposto in via precauzionale l’evacuazione di un centinaio di residenti della Costa del Sol e la chiusura di alcune strade. Un terzo rogo, a Córdoba, ha interrotto temporaneamente la circolazione dei treni ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia, poi ripristinata.

Il lutto ferma anche i Mondiali

L’emergenza ha avuto ripercussioni anche sul piano sportivo: la giunta andalusa ha cancellato le proiezioni pubbliche su maxi schermo della partita dei quarti di finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Belgio, in programma alle 21 e valida per l’accesso alla semifinale contro la Francia. Le trasmissioni erano previste in diversi comuni della provincia, tra cui Albox, Berja e Huércal de Almería, ma sono state sospese nei tre giorni di lutto “in segno di rispetto del dolore delle famiglie delle vittime del devastante incendio di Los Gallardos”, ha confermato il governo locale in una nota.

Il cordoglio dell’Italia

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al re di Spagna, Filippo VI, esprimendo “profonda tristezza e preoccupazione” per l’incendio e ricordando che “i fenomeni estremi originati dall’emergenza climatica in atto si stanno abbattendo, purtroppo sempre più frequentemente, sul fragile ecosistema del Mediterraneo”. Mattarella ha aggiunto sentimenti di “cordoglio e vicinanza all’amico popolo spagnolo” a nome della Repubblica Italiana, rivolgendo un pensiero alle famiglie delle vittime “di tutte le nazionalità”.

Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scritto su X di esprimere, a nome proprio e del governo italiano, “profondo cordoglio per le vittime del tragico incendio che ha colpito l’Andalusia”, assicurando la vicinanza dell’Italia “al popolo andaluso in questo momento di grande dolore”.

Un’estate segnata dal caldo

La Spagna è interessata da un’ondata di calore che nei giorni scorsi ha portato diverse zone dell’Andalusia in allerta arancione. A fine maggio Sánchez aveva annunciato che il Paese avrebbe schierato durante l’estate “il più imponente” dispositivo antincendio mai mobilitato. Negli ultimi anni le ondate di calore in Spagna si sono allungate, con temperature che in alcuni casi hanno superato i 40 gradi già in primavera, creando condizioni favorevoli a incendi di grandi dimensioni. Nel 2025, secondo il Sistema europeo d’informazione sugli incendi boschivi (Effis), le fiamme avevano devastato oltre 393.000 ettari in Spagna, il bilancio peggiore della storia recente del Paese — un dato che l’incendio di Almería, per numero di vittime, ha ora superato.