Forest detective per caso, Abatantuono ex bandito: la nuova commedia di De Biasi
Il film riunisce al cinema due amici e interpreti già insieme in due commedie natalizie, affiancati da Max Angioni in una storia ambientata nell’Emilia delle piccole attività e delle vecchie conoscenze.
Max Angioni, Diego Abatantuono e Michele Foresta (Mago Forest)
Diego Abatantuono e Michele Foresta, il Mago Forest, sono i protagonisti de “Il Malloppo”, la nuova commedia diretta da Volfango De Biasi e in uscita nelle sale il 3 settembre. Il film li porta nella provincia emiliana, dove un ex rapinatore costretto a fare i conti con il proprio passato diventa il principale sospettato dell’omicidio di un vecchio complice.
Il passato torna a Ferrara
Abatantuono interpreta Diego, un ex rapinatore noto negli anni Ottanta per i suoi colpi “a mano disarmata”. Dopo una lunga detenzione, il personaggio ha lasciato il crimine e ha costruito una nuova esistenza aprendo un’osteria a Ferrara. La tregua con il passato si interrompe quando ricompare Salamandra, un vecchio complice che lo accusa di avere sottratto il bottino dell’ultimo colpo compiuto insieme.
La vicenda cambia direzione con la morte di Salamandra. Diego diventa il principale sospettato e il vecchio furto torna a essere il centro dell’indagine. Per difenderlo entra in campo Michele, l’amico di sempre, che di mestiere fa l’investigatore privato e sopravvive soprattutto occupandosi di casi di infedeltà coniugale.
Michele non è il detective risolutivo della tradizione cinematografica. È un investigatore scalcinato, affiancato da un tirocinante altrettanto imbranato, interpretato da Max Angioni. La ricerca della verità li porta fuori dai casi di routine e dentro una storia costruita su vecchie conoscenze, sospetti e colpi di scena.
Un’indagine tra equivoci e pedinamenti
La componente gialla sostiene una commedia costruita sulla coppia Abatantuono-Foresta. I due avevano già lavorato insieme in due film di Natale e tornano ora a confrontarsi in una storia nella quale il rapporto personale tra i personaggi diventa parte della macchina comica.
Abatantuono ha sottolineato proprio questo legame: “Siamo amici sia nel film sia nella vita”. E ha descritto il suo personaggio come un uomo che, pur avendo commesso un reato, conserva un atteggiamento positivo: “Ruba dei soldi ma è sempre positivo”.
Foresta risponde sullo stesso registro, giocando sulla fiducia tra i due personaggi: “Potevo essere io che t’ammazzavo, eravamo amici lo stesso”. Nel film, ha ironizzato, il suo investigatore può persino mangiare a sbafo grazie all’amicizia con Diego.
La battuta sulla familiarità tra i due personaggi prosegue anche sul terreno degli equivoci sentimentali. Abatantuono ha aggiunto: “Adesso sto con sua moglie, e lui non dice niente, cioè, l’ha presa bene”. L’ironia serve a definire un rapporto nel quale il vincolo tra i due resta saldo anche quando le circostanze mettono in discussione fiducia, fedeltà e interessi personali.
La provincia come scena del giallo
La storia si sviluppa in una provincia emiliana lontana dall’immagine del grande crimine organizzato. Osterie, lavanderie a gettoni e automobili sgangherate diventano gli spazi nei quali si muovono i personaggi e si costruisce l’indagine.
Il tono del film nasce dall’incrocio tra la componente criminale e quella quotidiana. L’ex rapinatore ha scelto un’attività ordinaria per ricominciare; l’investigatore privato vive di piccoli incarichi; il tirocinante cerca di imparare un mestiere che lo mette davanti a situazioni più grandi delle sue capacità.
Dentro questo ambiente, pedinamenti e indagini convivono con equivoci e incontri inattesi. La morte di Salamandra trasforma una storia di vecchie amicizie e piccoli casi privati in un’inchiesta che costringe Diego e Michele a ricostruire il passato.
Due attori, una coppia consolidata
Il film punta sulla combinazione tra la comicità di Foresta e il contrappeso di Abatantuono. La coppia non viene utilizzata soltanto come presenza comica: il rapporto tra i due personaggi sostiene anche la progressione dell’indagine, perché Michele deve capire se l’amico sia davvero coinvolto nella morte di Salamandra e, insieme, ricostruire la storia del vecchio bottino.
La presenza di Max Angioni completa il trio investigativo con un personaggio destinato a produrre ulteriori equivoci. Il meccanismo resta quello della crime comedy: un delitto fornisce la domanda narrativa, l’indagine permette di attraversare una serie di ambienti e incontri, la comicità nasce dal divario tra la gravità del caso e l’impreparazione di chi deve risolverlo.
“Il Malloppo” arriva così nelle sale il 3 settembre come prima commedia del dopo-vacanze, affidando a due interpreti con una collaborazione già avviata una storia che combina passato criminale, amicizia e investigazione. Il punto di partenza è il vecchio bottino; quello dell’indagine è la morte di Salamandra. La soluzione passa invece dall’amicizia tra Diego e Michele.
