La Notte della Taranta celebra il Mediterraneo con 150 mila persone a Melpignano

Il Concertone del 2026, diretto da Ermal Meta, ha riunito sabato a Melpignano 150 mila spettatori attorno alla pizzica e a un programma dedicato agli incontri tra culture mediterranee.

Notte Taranta 2026

Alessandra Amoroso è tornata sul palco dopo la maternità e ha conquistato il pubblico della Notte della Taranta 2026 a Melpignano, davanti a 150 mila spettatori, soprattutto giovani, nella ventinovesima edizione del Concertone affidato alla direzione musicale di Ermal Meta. Con lei l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta ha ospitato Levante, Maria Mazzotta, Sayf, Giulia Vecchio e Welo, in una serata costruita tra tradizione salentina, contaminazioni contemporanee e musica mediterranea.

Il ritorno di Amoroso ha avuto nella piazza di Melpignano il suo centro emotivo. La cantante salentina ha cantato e ballato con un’energia rinnovata, raccogliendo l’accoglienza del pubblico che la attendeva al suo ritorno all’attività dal vivo. La serata ha confermato il rapporto particolare tra l’artista e il territorio nel quale è cresciuta.

Sayf, già emerso al Festival di Sanremo, ha trovato una forte risposta tra i giovani presenti, insieme a Levante e Welo. Maria Mazzotta e Giulia Vecchio hanno completato un programma nel quale la matrice popolare della manifestazione è stata affiancata da linguaggi e generazioni differenti.

La conduzione è stata affidata a Ema Stokholma e ad Aurora Leone, al debutto nella lunga diretta del Concertone su Rai 3 e, per la prima volta, in Eurovisione. Rai Radio2 ha seguito la serata con il commento di Martina Martorano; lo spettacolo è stato inoltre reso disponibile su RaiPlay e San Marino Rtv.

Il Mediterraneo come tema

Il Mediterraneo ha fornito il filo conduttore dell’edizione 2026. Il Concertone lo ha presentato non come una frontiera, ma come uno spazio attraversato nei secoli da popoli, commerci, migrazioni e contaminazioni culturali.

Il riferimento è alla lettura storica di Fernand Braudel, secondo cui sulle sue sponde si sono incontrate e influenzate civiltà diverse. La scelta tematica ha dato alla serata una direzione precisa: in un presente segnato da guerre e contrapposizioni, la musica è stata proposta come linguaggio di ascolto, cooperazione e riconoscimento reciproco.

Il messaggio ha trovato una traduzione scenica nelle coreografie di Fredy Franzutti e nei costumi, caratterizzati da colori e richiami alla tradizione mediterranea. La componente visiva ha accompagnato l’impianto musicale senza separarsi dalla dimensione popolare della festa.

Il brano dedicato all’Albania

Il passaggio più legato all’attualità sociale è stato affidato a Ermal Meta, Maestro Concertatore dell’edizione 2026. Cantautore, autore, polistrumentista e produttore, Meta ha presentato “Nun Simu niente”, un inedito scritto in salentino e ispirato alla Flamingo Revolution in Albania.

Il movimento, secondo il contenuto della manifestazione, nasce dalla protesta contro lo sfruttamento della terra da parte dei ricchi. Meta ha trasferito quel tema nel linguaggio della canzone, collegando una tradizione musicale locale a una vicenda civile che riguarda un altro Paese affacciato sul Mediterraneo.

Il brano ha ampliato così il significato della serata oltre la dimensione dello spettacolo. La scelta del salentino ha mantenuto il legame con Melpignano, mentre il riferimento all’Albania ha portato sul palco una delle molte relazioni che attraversano storicamente il bacino mediterraneo.

Una piazza tra tradizione e novità

L’Orchestra Popolare La Notte della Taranta è rimasta il cuore musicale del Concertone, garantendo continuità alla tradizione della manifestazione mentre il programma ha cercato il confronto con generi, artisti e pubblici differenti. La formula ha tenuto insieme pizzica, canzone d’autore, pop e nuove esperienze musicali.

La presenza di Amoroso, Levante, Sayf, Welo, Maria Mazzotta e Giulia Vecchio ha reso evidente questa scelta. La tradizione non è stata proposta come repertorio immobile, ma come base per una serata costruita sull’incontro tra interpreti e sensibilità diverse.

La risposta della piazza ha accompagnato il programma per tutta la serata. I 150 mila spettatori hanno trasformato Melpignano nel punto di convergenza di un pubblico prevalentemente giovane, confermando la capacità della manifestazione di mantenere una dimensione popolare mentre rinnova il proprio cast e i propri temi.

Verso il trentennale

L’edizione 2026 si chiude con un risultato di pubblico che apre già il percorso verso il trentennale della Notte della Taranta. Il prossimo appuntamento rappresenterà il traguardo dei trent’anni della manifestazione, nata attorno alla valorizzazione della musica tradizionale salentina e progressivamente diventata un appuntamento nazionale.

Non sono ancora stati resi noti i dettagli artistici dell’edizione del trentennale. Resta invece definita la traiettoria indicata quest’anno: conservare il ruolo centrale dell’Orchestra Popolare e della pizzica, affiancandovi nuovi interpreti e temi capaci di collegare il Salento al resto del Mediterraneo.