Frank Beard muore a 77 anni: addio al batterista che ha definito il ritmo degli ZZ Top
Frank Beard
Frank Beard, storico batterista degli ZZ Top e per oltre mezzo secolo cuore ritmico del celebre trio texano, è morto oggi all’età di 77 anni. La band ha annunciato la scomparsa sui social con un messaggio firmato da Billy F. Gibbons, compagno di palco e di vita musicale. “Oggi, Elwood ed io abbiamo perso un grande amico e collaboratore, e il mondo ha perso uno dei batteristi più naturalmente innovativi e un grande e vero figlio del Texas”, ha scritto il chitarrista, ricordando il “backbeat inconfondibile” di Beard come la chiave che ha permesso agli ZZ Top di mantenere il proprio carattere nel corso degli anni.
La morte del batterista ha avuto anche una conseguenza immediata sull’attività della band. Gli ZZ Top hanno cancellato i concerti previsti a Salt Lake City e Colorado Springs. Il tour “The Big One!” riprenderà nel weekend con due date ad Austin City Limits, uno dei luoghi preferiti da Beard e una città che per il musicista era diventata una seconda casa.
Una formazione rimasta insieme
Frank Lee Beard era nato l’11 giugno 1949 a Frankston, in Texas. Negli ZZ Top era entrato fin dagli esordi, nel 1969, e per decenni aveva rappresentato la componente ritmica stabile di una formazione diventata riconoscibile in tutto il mondo.
La storia del trio è rimasta legata soprattutto all’immagine di Billy Gibbons e Dusty Hill, entrambi con le lunghe barbe che avrebbero contribuito a trasformare gli ZZ Top in un’icona visiva del rock americano. Beard, invece, era il membro che quella barba non la portava. Il dettaglio aveva finito per diventare una delle ironie più note della band: proprio lui, con un cognome che significa “barba”, era l’unico dei tre a non averla.
La formazione storica comprendeva Gibbons alla voce e alla chitarra, Hill al basso e Beard alla batteria. Una combinazione rimasta sostanzialmente invariata per oltre cinquant’anni, fino alla morte di Hill nel 2021. Da allora Gibbons e Beard avevano proseguito l’attività con Elwood Francis al basso.
Dal blues texano al successo mondiale
Gli ZZ Top si erano formati a Houston nel 1969, dopo le esperienze dei tre musicisti in diverse band texane. Tra queste c’erano i Moving Sidewalks, gruppo nel quale aveva militato Gibbons, e gli American Blues, formazione nella quale avevano suonato i fratelli Dusty e Rocky Hill.
Il loro linguaggio musicale si era definito negli anni Settanta attraverso l’incontro tra blues, rock e psichedelia. Album come “Tres Hombres” avevano consolidato la reputazione del gruppo, mentre brani come “La Grange” erano diventati parte stabile del repertorio del rock americano.
Il ruolo di Beard era centrale proprio nella costruzione di quel suono. Il suo drumming non cercava l’esibizione individuale: sosteneva chitarra e basso, costruendo un ritmo compatto e immediatamente riconoscibile. La batteria diventava così parte integrante dell’identità del trio, più che un semplice accompagnamento.
Con il passaggio agli anni Ottanta, gli ZZ Top avevano però modificato anche il proprio approccio. I sintetizzatori e una produzione più moderna si erano affiancati alla matrice blues, mentre i videoclip avevano trasformato il gruppo in un fenomeno popolare anche al di fuori del pubblico tradizionale del rock.
“Eliminator” e una nuova stagione
Il passaggio decisivo era arrivato nel 1983 con “Eliminator”. L’album aveva portato gli ZZ Top a una nuova dimensione commerciale, combinando il loro suono con le tecnologie della produzione musicale dell’epoca e con una forte identità visiva.
Il successo non aveva cancellato la componente blues del gruppo. L’aveva invece inserita in una formula capace di raggiungere un pubblico molto più ampio. I videoclip erano diventati parte della narrazione degli ZZ Top e l’immagine di Gibbons e Hill, con barbe lunghissime e abiti caratteristici, era entrata nell’immaginario collettivo.
Dietro quella trasformazione c’era anche la continuità ritmica garantita da Beard. Il suo stile, apparentemente semplice, si fondava su precisione, misura e capacità di mantenere il groove senza sovraccaricare la struttura dei brani. Era una batteria essenziale, ma riconoscibile.
Cinquant’anni di dischi e concerti
Nel corso della carriera gli ZZ Top hanno venduto 50 milioni di album, 25 milioni dei quali negli Stati Uniti. Il gruppo ha ottenuto otto successi nella Top 40, sei primi posti nella classifica Mainstream Rock Songs e tre MTV Video Music Awards.
Il riconoscimento più importante è arrivato il 15 marzo 2004, quando Beard, Gibbons e Hill sono stati inseriti insieme nella Rock and Roll Hall of Fame. La consacrazione istituzionale aveva certificato il peso assunto dalla formazione nella storia del rock americano.
Per Beard, però, il dato più significativo restava la continuità. Era rimasto alla batteria degli ZZ Top dalla fondazione del gruppo, attraversando cambiamenti tecnologici, mode musicali e generazioni di pubblico senza abbandonare quella posizione.
La sua forza era stata proprio nella capacità di sostenere l’evoluzione senza rompere l’equilibrio del trio. Il blues texano degli anni Settanta, la svolta produttiva degli Ottanta e il repertorio successivo erano rimasti riconducibili a una stessa architettura ritmica.
Il ritmo come identità
Beard era considerato uno dei batteristi più solidi e riconoscibili del rock americano. Il suo stile non puntava sulla spettacolarità, ma sulla precisione e sulla continuità del groove. In una band costruita sul rapporto tra la chitarra di Gibbons e il basso di Hill, la batteria aveva il compito di tenere insieme le due componenti.
Era un lavoro apparentemente invisibile, ma decisivo. Il ritmo asciutto di Beard aveva contribuito a definire il carattere degli ZZ Top tanto quanto le chitarre, il basso o la voce. La sua batteria teneva ancorato il gruppo alla tradizione blues mentre la produzione si spostava verso sonorità più moderne.
La morte di Beard arriva così al termine di una delle carriere più lunghe e coerenti del rock americano. Con lui scompare l’ultimo componente della formazione originale degli ZZ Top ancora sul palco dopo la morte di Dusty Hill. Billy Gibbons ed Elwood Francis dovranno ora affrontare una nuova fase della storia della band, mentre il tour “The Big One!” è destinato a riprendere dopo le cancellazioni immediate seguite alla scomparsa.
