Beatificazione di don Giussani, Apeciti: “Ci sono notizie di veri miracoli”

don Luigi Giussani

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La causa di beatificazione di don Luigi Giussani potrebbe avere individuato un caso di guarigione da sottoporre all’esame della Santa Sede. Monsignor Ennio Apeciti, delegato dell’arcivescovo di Milano per la causa, ha parlato di “veri miracoli” e ha indicato un episodio che, tra quelli esaminati, considera in modo particolare. La dichiarazione è arrivata in un’intervista alSussidiario.net e al TgMeeting.

Alla domanda sulla presenza di casi che lo abbiano colpito, Apeciti ha risposto in modo netto: “Sì, sì. Soprattutto uno, che mi piacerebbe proporre alla Santa Sede come miracolo tipico. Ma di più non posso dire”. Il riferimento lascia intendere che esista già una documentazione relativa a una presunta guarigione attribuita all’intercessione del fondatore di Comunione e Liberazione.

La documentazione passa alla fase romana

Il procedimento ha già superato la fase diocesana e si trova ora all’esame della Santa Sede. È in questa fase che la documentazione raccolta sulla vita, sulle virtù e sugli eventuali fatti ritenuti miracolosi viene sottoposta alle verifiche previste dal procedimento canonico.

Apeciti segue da anni l’iter della causa e aveva conosciuto personalmente Giussani. Il suo ruolo lo colloca dunque direttamente all’interno del percorso avviato per verificare se esistano le condizioni necessarie per procedere verso la beatificazione.

La cautela sulle informazioni è però ancora totale. Il delegato arcivescovile non ha indicato la natura della malattia, la persona interessata dalla presunta guarigione, né le circostanze nelle quali sarebbe avvenuto il fatto. Non sono quindi ancora stati resi noti i dettagli che consentirebbero di valutare il caso nel merito.

Il vaglio richiesto per un miracolo

Il riconoscimento di un miracolo costituisce un passaggio necessario nel percorso verso la beatificazione. La presunta guarigione deve essere sottoposta a un esame specifico, distinto dalla valutazione complessiva sulla figura del candidato agli altari.

Per questo l’indicazione di Apeciti non equivale ancora al riconoscimento ecclesiastico di un miracolo. Il caso, secondo quanto emerge dalle sue parole, dovrebbe essere eventualmente proposto alla Santa Sede per le verifiche previste. Soltanto al termine dell’iter canonico si potrà stabilire se la guarigione possieda i requisiti richiesti.

L’espressione utilizzata dal delegato, “miracolo tipico”, segnala dunque un giudizio preliminare sulla rilevanza di quel caso, non una decisione già assunta dagli organismi competenti.

Il percorso avviato dopo la fase diocesana

Don Luigi Giussani, sacerdote milanese e fondatore di Comunione e Liberazione, è al centro di una causa di beatificazione che viene seguita dall’arcidiocesi di Milano. La conclusione della fase diocesana ha aperto il passaggio successivo, affidato agli organismi della Santa Sede.

È in questo quadro che assume rilievo la dichiarazione di Apeciti. Il sacerdote non ha annunciato una decisione definitiva, ma ha confermato che almeno un episodio viene considerato meritevole di essere presentato come possibile miracolo. “Mi piacerebbe proporre alla Santa Sede”, ha precisato, mantenendo però riservati gli elementi identificativi del caso.

Il prossimo passaggio dipenderà quindi dall’esame della documentazione e dalle valutazioni delle autorità ecclesiastiche competenti. Fino a quel momento, la guarigione resta una presunta guarigione attribuita all’intercessione di Giussani, in attesa delle verifiche previste dalla procedura.