Caos in Rai: la redazione di Report prepara la protesta, Ranucci apre il fronte legale
Martedì l’incontro tra il direttore Paolo Corsini e Iovene e Valesini, mercoledì il confronto con la redazione. Il programma resterà comunque nel palinsesto di Raitre dall’8 novembre.
Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci, attraverso il suo collegio legale, ha chiesto ieri alla Rai di spiegare le ragioni della rimozione dalla conduzione di Report, mentre si avvicinano le decisioni definitive sul futuro del programma. Nella lettera, articolata in sei pagine, gli avvocati propongono anche tre possibili collocazioni per il giornalista: Rainews, Tg3 o la corrispondenza dal Cairo, con una scelta da compiere entro trenta giorni.
Roberto De Vita, che coordina il team legale, ha chiarito il punto centrale della contestazione: “Se Ranucci è incompatibile con la conduzione di Report, bisogna spiegare il perché”. L’avvocato chiede quindi di individuare i fatti alla base della decisione aziendale e di distinguerli dalle vicende già note che hanno riguardato il giornalista.
De Vita ha richiamato in particolare tre questioni: il rapporto con Valter Lavitola, già noto dal 2023; l’attentato subito da Ranucci, che secondo il legale lo rende la vittima dell’episodio; e le presunte avances, che, sostiene, “andrebbero dimostrate”. Sull’eventualità che la Rai non risponda alla contestazione, l’avvocato ha aggiunto: “Sarà l’autorità giudiziaria a tenerne conto”.
Ranucci, intanto, ha respinto le alternative prospettate dall’azienda e ha scelto di mantenere pubblicamente aperto il confronto. Durante un incontro ad Agrigento ha affermato: “I cittadini hanno capito, la politica dovrebbe capire. Mi hanno ammazzato, hanno tentato per 23 anni. Sono strutturato per difendermi da solo”.
Il giornalista ha anche replicato con sarcasmo alla deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina, che lo aveva incontrato ad Agrigento assicurandogli: “Noi ci siamo!”. Ranucci ha risposto: “Sì, dopo… al funerale”.
La vicenda entra nello scontro politico
La questione della conduzione di Report si è ormai trasferita dal confronto tra giornalista e azienda al terreno politico. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha sostenuto di non avere mai chiesto la sostituzione di Ranucci, distinguendo però il giornalista dalla metodologia adottata dalla trasmissione.
“Non ho mai chiesto la sostituzione di Ranucci, semmai andava abolita la metodologia di Report”, ha dichiarato La Russa a EtnaForum. E ha aggiunto: “Io ho detto tenetelo Ranucci perché qualunque inchiesta di Report adesso tutti capiranno che è una bufala, che Dio ce lo conservi”. Alla domanda se intendesse tutte le inchieste, ha precisato: “Non tutte? Molte”.
Di segno opposto la posizione di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che ha collegato la vicenda Rai al confronto sulle regole elettorali. Bonelli ha parlato di un disegno volto a “occupare l’informazione, alterare le regole del voto e mettere le istituzioni al servizio del governo”.
Anche Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, ha collocato la vicenda nel confronto politico, ma con una posizione distinta da quella di Bonelli. Secondo Faraone, Report deve essere “salvato due volte”: tanto da chi considera Ranucci “un santone infallibile e insostituibile” quanto da una destra che, a suo giudizio, potrebbe utilizzare gli errori del giornalista per colpire la trasmissione e il servizio pubblico.
La mobilitazione si sposta nelle piazze
Ranucci continua intanto a mantenere un rapporto diretto con il pubblico attraverso il suo tour teatrale e la presentazione dei libri. Il 4 settembre sarà a Desio; il 9 settembre è atteso sul palco della festa di Alleanza Verdi e Sinistra, alla Città dell’altra economia di Roma.
Attorno alla vicenda si prepara anche la mobilitazione di Articolo 21. Giuseppe Giulietti ha annunciato sui social due manifestazioni, una a Torino e una a Napoli. Altre iniziative saranno definite dopo la riunione dell’associazione prevista domani.
La mobilitazione si intreccia con la protesta interna alla redazione di Report, dove le prospettate dimissioni hanno aperto un secondo fronte. Gli appuntamenti con la direzione sono concentrati nei primi giorni di settembre e potrebbero determinare il livello dello scontro tra redazione e azienda.
Gli inviati incontrano il direttore
Il primo passaggio sarà martedì 1 settembre, quando Bernardo Iovene e Giulio Valesini incontreranno Paolo Corsini, direttore Approfondimento. I due giornalisti erano stati indicati come capi autori della nuova edizione di Report, ma si sono dimessi dopo circa mezz’ora dall’ufficializzazione della scelta.
L’incontro rappresenta un tentativo di mediazione prima del confronto con l’intera redazione, fissato per mercoledì 2 settembre. Gli inviati storici hanno fatto sapere che, in caso di esito negativo, la protesta potrebbe assumere forme pubbliche.
Sul fronte aziendale, però, la Rai sembra orientata a mantenere la linea adottata. Il punto decisivo è che il marchio Report appartiene alla Rai e il format resterà nel palinsesto di Raitre anche senza Ranucci alla conduzione.
La nuova edizione è infatti prevista dall’8 novembre e la scelta dei conduttori appare indirizzata verso Giulia Presutti e Davide Piervincenzi. Il confronto dei prossimi giorni riguarderà dunque soprattutto le modalità con cui accompagnare il passaggio dalla precedente gestione alla nuova, mentre il giornalista continua a contestare formalmente le ragioni della sua esclusione.
