Il ministro russo torna al G20 e incontra Bessent sul piano di Trump, l’Europa protesta e salta la foto

L’esponente del governo di Mosca partecipa ad Asheville per la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina. A margine incontra il segretario al Tesoro americano Scott Bessent, mentre i delegati europei minacciano il boicottaggio della foto ufficiale.

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Anton Siluanov

Il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov partecipa in presenza ai lavori del G20 Finanze ad Asheville, nella Carolina del Nord, per la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina. Il ritorno di un rappresentante di Mosca al tavolo dei ministri finanziari ha provocato la protesta delle delegazioni europee, mentre Siluanov ha incontrato a margine il segretario al Tesoro americano Scott Bessent per discutere anche della possibile soluzione del conflitto.

La presenza russa non era stata confermata fino alla vigilia dell’appuntamento. Il ministro non ha poi partecipato alla tradizionale fotografia di gruppo dopo che il vicecancelliere tedesco Lars Klingbeil e altri rappresentanti europei avevano minacciato di boicottare lo scatto se Siluanov fosse rimasto nella formazione.

Il confronto tra Mosca e Washington

L’incontro tra Siluanov e Bessent ha dato alla riunione di Asheville anche un rilievo diplomatico. Il ministero delle Finanze russo ha confermato il colloquio, precisando che i due hanno affrontato la cooperazione finanziaria tra Russia e Stati Uniti e le questioni relative al G20. Secondo il Dipartimento del Tesoro americano, nel confronto si è parlato anche del piano di pace in 28 punti proposto dal presidente Donald Trump per il conflitto russo-ucraino.

Il ritorno di Siluanov segna una discontinuità rispetto agli anni successivi all’invasione russa dell’Ucraina. L’ultima partecipazione del ministro a una riunione dei ministri delle Finanze del G20 risaliva all’aprile 2022, quando l’incontro si svolse in modalità virtuale e alcuni funzionari occidentali lasciarono la sala durante il suo intervento.

Anche Donald Trump è intervenuto sulla presenza russa. Interpellato nello Studio Ovale sulla partecipazione di Siluanov al vertice finanziario, il presidente americano ha ridimensionato le contestazioni: “Ci piace andare d’accordo con tutti. Uno dei motivi per cui ho così tanto successo è che vado d’accordo con tutti”.

La protesta delle delegazioni europee

La reazione europea si è concentrata sulla fotografia ufficiale del G20. Klingbeil e altri rappresentanti dei governi europei hanno contestato la presenza del ministro russo e minacciato di non prendere parte alla foto di famiglia. Siluanov ha infine rinunciato allo scatto.

La vicenda riflette la posizione dei Paesi europei, che continuano a sostenere l’Ucraina e a utilizzare sanzioni economiche e strumenti diplomatici per limitare i rapporti di Mosca con l’Occidente. La partecipazione russa ha assunto un peso ulteriore perché arriva mentre, secondo le valutazioni occidentali riportate nell’input, gli attacchi russi colpiscono sempre più obiettivi civili.

La Germania mantiene una posizione in particolare critica. Berlino considera la presenza russa un affronto all’Ucraina e, oltre al sostegno militare e civile a Kiev, accusa Mosca di una campagna di sabotaggi sul territorio tedesco, compresi attacchi informatici.

La distanza tra Siluanov e gli interlocutori occidentali non è però nuova. Nel 2022 l’allora segretaria al Tesoro americana Janet Yellen lasciò una sessione del G20 quando il ministro russo intervenne da remoto. Nel 2023, durante il G20 in India, Yellen affrontò direttamente i funzionari del ministero delle Finanze russo, collegando alla politica di Mosca le vittime della guerra e le conseguenze economiche internazionali.

Il dossier Iran e la linea americana

Il confronto di Asheville si è svolto mentre Stati Uniti ed Europa cercano una posizione comune anche sull’Iran. Bessent ha ringraziato i partner europei per il sostegno alle sanzioni americane destinate a rafforzare la pressione economica su Teheran e ha sostenuto che l’Iran stia prendendo sul serio le misure adottate da Washington.

Il segretario al Tesoro americano ha escluso che l’obiettivo debba essere il collasso dell’economia iraniana. “L’economia iraniana non deve necessariamente collassare, deve solo rinsavire”, ha affermato, assicurando che gli Stati Uniti continueranno a esercitare pressione. Per Bessent, la soluzione della questione iraniana può contribuire anche a riportare stabilità nell’economia mondiale.

Bruxelles ha ribadito a sua volta la disponibilità ad adottare ulteriori misure contro l’Iran quando necessario, indicando tra gli interessi da proteggere anche la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. La stessa Unione europea ha però sottolineato la necessità di mantenere gli sforzi diplomatici per una soluzione pacifica e per assicurare il transito sicuro attraverso lo stretto.

Giorgetti: restano distanze tra i Venti

Per l’Italia, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato la convergenza con gli Stati Uniti sulle sanzioni all’Iran, ma ha anche sottolineato le difficoltà del vertice. “Speriamo che in questi due giorni ci chiariamo su tante cose”, ha dichiarato, aggiungendo che “bisogna essere ottimisti in tempi complicati”.

Giorgetti ha collegato le difficoltà del confronto all’assenza di un comunicato finale condiviso. “Su alcuni temi decisivi non è che i 20 vadano d’accordo”, ha osservato, definendo il vertice “complicato” e collocandolo in una fase di grandi cambiamenti.

Sul piano economico, Bessent ha indicato nella crescita la principale via per ridurre il peso del debito. “Il mondo è sommerso dal debito, dopo la crisi finanziaria globale e dopo il Covid, e l’unico modo per uscirne è quello di crescere”, ha affermato all’inizio dei lavori, dichiarandosi fiducioso sulla capacità dei leader di accogliere questa impostazione.

Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha sostenuto una lettura positiva delle prospettive dell’economia statunitense, parlando di un passaggio dalla stagnazione secolare a una fase di crescita secolare. Tra i fattori indicati ha richiamato anche l’aumento degli investimenti globali e il ruolo dell’intelligenza artificiale nel sostenere i flussi di cassa delle imprese.

Giorgetti ha infine difeso la posizione italiana sul debito pubblico. “Il debito italiano non è più un problema come in passato”, ha dichiarato, osservando che altri Paesi presentano livelli di indebitamento che rappresentano elementi di squilibrio. Il ministro ha aggiunto che l’Italia non presenta difficoltà sul rifinanziamento e che, tra i Paesi del G7, non tutti si trovano nella stessa condizione.