Coppa Italia, Palermo ribalta il Mantova nella ripresa: tripla sostituzione di Inzaghi decide la partita

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(foto palermofc.com)

Pippo Inzaghi trasforma un possibile ribaltone in un successo netto per 5-2. La gestione della gara da parte del tecnico rosanero diventa il tema centrale di Palermo-Mantova: una lettura tempestiva della flessione strutturale della squadra, seguita da un intervento a gara in corso capace di ridisegnare inerzia tattica ed emotiva dell’incontro.

La crisi della mediana rosanero

Nei primi 45 minuti il Palermo domina al “Barbera” sfruttando le transizioni veloci e l’ampiezza offerta da Strefezza sulla destra e da Vavassori sulla sinistra. L’avvio di ripresa mostra però il limite di un assetto che, forte del doppio vantaggio, abbassa la linea di pressione e perde le distanze tra i reparti. Il Mantova consolida il possesso palla e sfrutta le sovrapposizioni interne, cogliendo impreparata la mediana avversaria. Tra il 52′ e il 55′ la squadra di Inzaghi subisce le ripartenze centrali che portano al 2-2: la difficoltà nello schermare la zona tra la linea difensiva e la trequarti lascia a Kouda e Ruocco libertà di manovra eccessiva.

Tre cambi, tre correzioni

Preso atto dello sbandamento, Inzaghi non attende. Al 61′ effettua un triplo cambio: dentro Pohjanpalo, Hernani e Peda, fuori Gabrielloni, Palumbo e Magnani. La mossa incide su tre direttrici. Hernani, subentrato a un Palumbo esausto, restituisce peso specifico e ordine al centrocampo: rafforza la fase sui palloni da fermo e nei duelli aerei, sfiora il gol di testa da corner colpendo la traversa al 67′, e garantisce tempi di giocata verticali più puliti, sottraendo al Mantova il controllo del gioco. Peda riorganizza la linea arretrata, offrendo maggiore copertura nelle letture preventive contro i palloni filtranti che avevano messo in difficoltà la retroguardia sui due gol lombardi. Pohjanpalo, al posto di un Gabrielloni che nel primo tempo aveva lavorato molto da sponda, cambia la percezione della difesa ospite: il centravanti finlandese attira costantemente due marcatori, abbassa la linea del Mantova e apre spazi per gli inserimenti di esterni e mezze ali.

Il Palermo si trasforma in contropiede

Con l’ingresso di Pohjanpalo e il contestuale avanzamento di Johnsen – subentrato a inizio ripresa al posto di Strefezza – il Palermo abbandona la ricerca del possesso sterile per diventare una macchina da ripartenza. Il Mantova, costretto a tenere la linea alta nel tentativo di vincere la partita, cade nella trappola tattica preparata da Inzaghi. I tre gol che chiudono l’incontro nascono tutti da transizioni verticali e dirette.

Le tre reti che chiudono l’incontro

Al 70′ arriva il 3-2: recupero palla sulla trequarti e affondo immediato di Johnsen sulla corsia esterna, che sfrutta lo spazio lasciato dal terzino avversario salito in sovrapposizione e serve al centro Pohjanpalo, preciso nell’occupare l’area di rigore. All’89’ il Mantova si sbilancia ulteriormente: Segre riconquista il pallone, spezza in conduzione il raddoppio centrale e crea una superiorità numerica di 2 contro 1, conclusa con l’assist a porta vuota per Johnsen e il 4-2. Al 95′, con la difesa lombarda ormai sfiancata, l’ennesimo ribaltamento di fronte vede Vavassori e Pohjanpalo combinare nello stretto con tempi perfetti per il gol del definitivo 5-2.

Inzaghi dimostra che la profondità della rosa è una risorsa tattica attiva: i cambi non servono soltanto a far rifiatare i titolari, ma stravolgono il piano gara del Mantova, trasformando una possibile crisi psicologica in una dimostrazione di forza netta. G. Min.