Germania, AfD sfiora maggioranza assoluta e lascia Cdu isolata in Sassonia. Pesante sconfitta per Merz
Nessuno dei partiti che hanno ottenuto seggi nel nuovo Landtag di Magdeburgo, a eccezione del Bsw, è disposto a collaborare con l’AfD, uscita prima forza con il 44,4% dei voti. La formazione del governo regionale resta senza soluzione.
L’Alternative für Deutschland ha conquistato il 44,4% dei voti alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, quasi il doppio della Cdu, ferma al 18,2%. Il voto di domenica segna la più alta affluenza mai registrata nel Land, all’80%.
Le proiezioni della Zdf confermano i rapporti di forza: AfD al 44,4%, Cdu al 18,3%, Linke al 9,2%, Spd all’8,6%, Verdi all’8,4%, Bsw al 4,8%, Fdp al 2,4%. Secondo l’emittente pubblica, il partito guidato nel Land da Ulrich Siegmund otterrebbe 41 dei 83 seggi del nuovo Landtag di Magdeburgo, uno in meno dei 42 necessari per la maggioranza assoluta. La cifra definitiva dipende dal risultato del Bsw, che oscilla intorno alla soglia di sbarramento del 5%.
Un’affluenza mai vista prima
Circa l’80% degli aventi diritto ha votato, secondo i dati diffusi dalla Zdf: la percentuale più alta mai registrata in un’elezione in Sassonia-Anhalt. Il precedente record risaliva al 1998, quando si era recato alle urne il 71,7% degli elettori. Nel 2021 l’affluenza si era fermata al 60,3%. Alle 16 di domenica il dato parziale, che non comprendeva il voto per corrispondenza, segnava già il 65,3%, contro il 41% registrato alla stessa ora quattro anni prima. A livello nazionale il record per un’elezione in un Land tedesco resta quello del 1983 in Renania-Palatinato, oltre il 90%, ottenuto in coincidenza con le elezioni federali.
Weidel rivendica il mandato

La co-leader dell’AfD, Alice Weidel, ha dichiarato all’emittente pubblica Ard che il partito ha ricevuto “un chiaro mandato per governare” in Sassonia-Anhalt. Weidel ha aggiunto di essere pronta “a discutere con qualsiasi partito ragionevole”. Il candidato di punta del partito nel Land, Ulrich Siegmund, ha escluso la possibilità di un governo di minoranza guidato dall’AfD. Interpellato sulle collaborazioni possibili, Siegmund ha dichiarato: “Da democratico, la mano resta tesa”. Ha però precisato che su alcuni temi non ci sarà margine di compromesso, citando in particolare “immigrazione e sicurezza interna”.
Il crollo generazionale della Cdu
I dati raccolti dall’istituto Infratest dimap per l’Ard, ripresi da Bild, mostrano che l’AfD ha superato il 50% dei consensi nella fascia d’età tra i 35 e i 60 anni, che comprende gran parte della popolazione attiva. Il partito resta sotto il 40% solo tra gli ultrasettantenni, dove si ferma al 31%, la stessa percentuale ottenuta dalla Cdu in quella fascia: gli elettori più anziani rappresentano oggi il bacino di maggiore tenuta per il partito del cancelliere Friedrich Merz. La Cdu crolla invece tra i più giovani, al 5% tra i 18 e i 24 anni e al 6% tra i 25 e i 34: se avesse votato solo questa fascia, il partito avrebbe rischiato di non superare la soglia di sbarramento. Al governo del Land da 24 anni, la Cdu ha dimezzato complessivamente i propri consensi rispetto al 37,1% ottenuto nel 2021.
Il ministro presidente uscente, Sven Schulze, ha riconosciuto la sconfitta davanti ai sostenitori del partito a Magdeburgo. “Prima di tutto, in nome della democrazia, mi congratulo con il vincitore delle elezioni, l’AfD”, ha dichiarato. Schulze ha definito la campagna elettorale “estremamente dura” e ha sottolineato che l’alta affluenza rappresenta comunque un segnale da parte degli elettori, senza indicare quale sarà il proprio futuro politico né quello del partito nel Land.
Alleanze alternative in bilico
La nuova segretaria generale della Cdu, Franziska Hoppermann, ha escluso qualsiasi collaborazione con l’AfD nel nuovo Landtag: “Non collaboriamo con gli estremisti e soprattutto con gli estremisti di destra”. Hoppermann ha inoltre escluso conseguenze per la leadership del cancelliere Merz a livello federale. La ministra della Cancelleria, Nina Warken, ha definito il risultato “una cesura per il partito e per il Land”, pur respingendo l’ipotesi di un rimpasto del governo di Berlino.
Dalla Spd, il segretario generale Tim Klüssendorf ha aperto alla possibilità di costruire “una maggioranza diversa” da quella dell’AfD. Il vicecancelliere e co-leader della Spd, Lars Klingbeil, ha parlato di “una serata che mi rattrista” e ha definito il voto “un punto di svolta”, precisando che il risultato resta comunque “un segnale per Berlino” e non un giudizio definitivo sull’operato del governo federale. Anche la Linke si è detta disponibile a sostenere una maggioranza alternativa: la candidata di punta Eva von Angern ha chiesto però alla Cdu “un cambio di rotta politica”, attribuendo al partito una parte di responsabilità per il successo dell’AfD qualora ne riprenda i temi. I Verdi, tramite la candidata Susan Sziborra-Seidlitz, hanno definito “ottimo” il proprio risultato pur giudicando “preoccupanti” i dati dell’estrema destra.
Il Bsw di Sahra Wagenknecht ha aperto a una collaborazione parziale. La candidata leader nel Land, Claudia Wittig, ha dichiarato all’Ard che alcune questioni, come i prezzi dell’energia, “possono essere affrontate insieme all’AfD”, pur riconoscendo minori punti in comune su altri temi. Wittig ha definito “completamente antidemocratico” non coinvolgere in qualche modo l’AfD nel governo, vista la sua affermazione, ma ha escluso sia Siegmund sia Schulze come possibili premier, chiedendo “un premier non di parte”.
Consensi e allarmi in Europa
Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, ha scritto sui social: “Complimenti all’amica Alice Weidel e a tutta AfD per il trionfo in Sassonia-Anhalt”. L’ex premier ungherese Viktor Orban ha parlato di “una grande serata per la Germania e per l’Europa”, aggiungendo: “Allacciate le cinture, questo è solo l’inizio”. Il presidente statunitense Donald Trump ha ripubblicato sul proprio social una grafica con i risultati, senza commenti.
Toni opposti dal premier polacco Donald Tusk, secondo cui in Polonia “solo gli idioti o i traditori possono rallegrarsi del trionfo dell’AfD”. Il leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, ha definito il voto “una dimostrazione catastrofica della cecità delle politiche europee centristiche”, giudicando “inaccettabile per la Francia” il progetto tedesco di un primo esercito convenzionale europeo. In Italia, il segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha parlato di “una pessima notizia” e ha chiesto all’Unione europea una “presa d’atto” sulla fragilità dei valori occidentali. L’ex leader laburista Jeremy Corbyn, intervenendo a Roma alla festa dell’Alleanza Verdi Sinistra, ha collegato il risultato tedesco al linguaggio dell’estrema destra in Europa che “incolpa le minoranze della crisi economica”.
Proteste e allarme delle comunità ebraiche
Nella serata di domenica, circa 2.500 persone hanno manifestato a Francoforte, secondo i dati della polizia, chiedendo che venga valutata una procedura di messa al bando contro l’AfD. Cortei si sono svolti anche a Berlino, dove centinaia di persone hanno attraversato il quartiere governativo al grido di “Difendiamo la democrazia! Mettiamo al bando l’AfD adesso!”, e a Magonza.
Il presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, Josef Schuster, ha dichiarato a Die Welt di essere “personalmente sconvolto” dal risultato, esprimendo preoccupazione per la possibile influenza dell’AfD sui giovani attraverso la politica scolastica. Charlotte Knobloch, presidente della comunità ebraica di Monaco e sopravvissuta all’Olocausto, ha dichiarato: “In giorni come questo, faccio fatica a riconoscere ancora la mia patria”.
I piani dell’AfD per il Land
Il sistema federale tedesco attribuisce ai Länder ampi poteri in materia di istruzione, sicurezza e media pubblici, ma parte del programma dell’AfD si scontra con i limiti imposti dal diritto federale ed europeo. Secondo un’analisi del Max Planck Institute for Social Anthropology, 21 delle 56 iniziative sull’immigrazione proposte dal partito richiederebbero un intervento a livello nazionale o europeo.
Sul fronte migratorio, Siegmund ha annunciato una “offensiva di espulsioni e remigrazione”, il rifiuto di accogliere chi è entrato in Germania attraverso un Paese terzo sicuro e misure contro le chiese che offrono rifugio a migranti irregolari. In materia di sicurezza, l’AfD propone una radicale riforma, fino alla possibile abolizione, dell’ufficio regionale dei servizi di intelligence interna, che classifica la sezione locale del partito come organizzazione “estremista di destra”. Il programma prevede inoltre gruppi di “vigilanza civica” affiancati alla polizia, un’ipotesi criticata dai sindacati di categoria in quanto metterebbe in discussione il monopolio statale dell’uso della forza.
Tra i primi provvedimenti annunciati figura la revoca del contratto che regola lo status dell’emittente pubblica regionale, accusata di parzialità: gli esperti di diritto dei media avvertono che la misura potrebbe violare l’obbligo costituzionale di garantire un servizio pubblico radiotelevisivo completo. Nella scuola, l’AfD punta ad abolire il divieto di istruzione parentale — riforma che richiederebbe una maggioranza dei due terzi difficile da raggiungere — a introdurre classi separate per alunni disabili e figli di richiedenti asilo, e a vietare le bandiere arcobaleno negli istituti nei primi cento giorni di governo. Sul piano demografico, Siegmund propone incentivi alle nascite ispirati alle politiche ungheresi di Orban, riconoscendo egli stesso che la misura costerebbe “centinaia di milioni di euro”.
Verso una trattativa complessa
Con l’AfD a un solo seggio dalla maggioranza assoluta e tutti gli altri partiti principali che escludono un’alleanza diretta, la formazione del nuovo governo regionale si annuncia articolata attorno al peso residuo del Bsw e ai risultati definitivi dello spoglio. La stampa tedesca ha reso conto della portata del voto con toni diversi: Bild ha titolato online “Gioia e dolore”, la Faz ha parlato di “uno shock per Berlino” accostando un’immagine dell’esponente Cdu Thorsten Frei, mentre Die Zeit ha scelto l’immagine de “la tempesta blu”, riferendosi al colore dell’AfD.
