Addio a Dorfles, lo sdoganatore del Kitsch. “L’arte e’ l’unica passione a cui sono rimasto fedele”

2 marzo 2018

Sdoganatore del Kitsch, ossia il cattivo gusto in versione colta, ma anche convinto che l’arte non possa prescindere dal tempo e che sia connessa alle mode e al gusto. Gillo Dorfles, nella sua lunga vita (era nato a Trieste il 12 aprile 1910, quando ancora nella città regnava Francesco Giuseppe, ed è scomparso oggi a Milano all’età di 107 anni) ha contribuito probabilmente più di ogni altro suo collega, allo sviluppo dell’estetica italiana del dopoguerra. La sua scomparsa arriva a sorpresa, nonostante l’età. Poco meno di due mesi fa, infatti, inaugurando una mostra alla Triennale di Milano, aveva parlato di molti progetti. E in una recente intervista a un quotidiano aveva affrontato anche il tema della sua longevità. E proprio la Triennale nel 2012 gli aveva dedicato la mostra ‘Gillo Dorfles. Kitsch – Oggi il kitsch’. Rivoluzionario perché in rottura con gli assunti di Benedetto Croce, personalità tra le più poliedriche della critica d’arte italiana, Dorfles fin dalla fine degli anni ’50, abbandonata l’attività pittorica (“Come pittore sono sempre stato un dilettante”), si è dedicato agli studi di estetica e alla critica d’arte. Ha insegnato presso le Università di Trieste, Milano e Cagliari e ha pubblicato il suo primo volume nel ’52, dal titolo ‘Discorso tecnico delle arti’, seguito sette anni dopo da ‘Il divenire delle arti’, ‘Ultime tendenze nell’arte d’oggi’ del 1961 e ‘Nuovi riti, nuovi miti’ del 1965. L’ultimo, ‘Estetica senza dialettica. Scritti dal 1933 al 2014’, è un volume antologico del 2016. Nelle sue indagini sull’arte contemporanea Dorfles ha analizzato anche l’aspetto socio-antropologico, ed è il primo a vedere nell’arte dei nostri giorni le tendenze barocche.

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La sua attività critica l’aveva portato ad attenzionare i fenomeni di comunicazione di massa, il design, la moda, portandolo alla conclusione che l’arte non è avulsa dal suo tempo per esprimere lo spirito della storia universale, ma è legata al gusto e alle mode. Tra i riconoscimenti ricevuti c’è, non a caso, il ‘Compasso d’oro’, il premio dell’associazione per il design industriale. Ma Dorfles è stato anche insignito della Medaglia d’oro della Triennale, del Premio della critica internazionale di Girona, dell’Ambrogino d’oro di Milano, del Grifo d’Oro di Genova e del San Giusto d’Oro di Trieste. Inoltre era accademico onorario di Brera e Albertina di Torino, membro dell’Accademia del Disegno di Città del Messico, Fellow della World Academy of Art and Science, dottore honoris causa del Politecnico di Milano e dell’Università Autonoma di Città del Messico. Nell’aprile 2007, l’Università di Palermo gli ha conferito la laurea honoris causa in Architettura, mentre nel 2012 l’Università di Cagliari gli ha conferito quella in Lingue moderne. Nel 2010, in occasione del centesimo compleanno, Milano gli ha dedicato la mostra ‘Gillo Dorfles. L’avanguardia tradita’, a Palazzo Reale. Nel 2015 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

MATTARELLA  “Gillo Dorfles e’ una personalita’ di grande spessore, che ha saputo esplorare i termini della cultura moderna nelle sue diverse espressivita’. La sua morte priva la comunita’ internazionale della sua creativita’, artistica e intellettuale, che ha avuto il dono della longevita’ rendendone partecipe, fino agli ultimi giorni di vita, l’intero Paese. Desidero esprimere vicinanza e solidarieta’ alla famiglia di Dorfles, a quanti a lui erano legati da affetto, stima e amicizia, ai tanti che lo hanno conosciuto e ne hanno tratto insegnamenti, idee, spirito critico per arricchire il proprio pensiero e il proprio talento”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La sua ricerca ha attraverso il secolo, da quando la sua Trieste non era ancora italiana ad oggi, confrontandosi sempre con la modernita’, per comprenderla criticamente, per sfidarla. E’ stato uomo di avanguardia, non alla moda. La molteplicita’ dei suoi interessi e la grande sensibilita’ lo hanno spinto, molto presto, a un approccio multidisciplinare, a tenere insieme la pittura con la filosofia, la poesia con l’architettura e le nuove scienze della comunicazione. Ha guardato avanti e lo ha fatto senza accondiscendenza, talvolta con spirito provocatorio, sempre con intuito e genialita’. La sua opera e’ apprezzata e studiata nel mondo. Il nostro Paese lo annovera tra i suoi artisti e i suoi pensatori illustri”, conclude il capo dello Stato.

FRANCESCHINI  “Gillo Dorfles ha condotto nel corso della sua lunga esistenza una lucida e penetrante opera in favore della cultura italiana. Dalle colonne del Corriere della Sera, nelle sue tele, tra le pagine dei suoi autorevoli saggi traspare la documentata sapienza di una personalita’ curiosa e poliedrica. La sua scomparsa priva l’Italia di un artista e un intellettuale capace di gettare uno sguardo profondo sull’estetica del Novecento e dei nostri tempi”. Lo dichiara il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, Dario Franceschini.

SALA “Questa mattina ci ha lasciato Gillo Dorfles, un uomo di cultura e un critico d’arte di fama internazionale. La nostra città perde una figura fondamentale, a cui eravamo tutti molto legati. La sua vita, di cui la longevità è l’elemento forse meno straordinario se confrontato alle sue infinite esperienze, è stata una ricerca continua della bellezza, in ogni sua forma. Ora resta un grande vuoto, che tenteremo di colmare continuando ad amare l’arte nel modo in cui ci ha insegnato”. Lo scrive su Facebook il sindaco Giuseppe Sala.

DEL CORNO “Il suo sguardo attento, la sua capacita’ di ascolto, l’acutezza del suo pensiero e la forza, che sembrava inesauribile, della sua vitalita’ ne hanno fatto un uomo difficile da dimenticare, la cui lucidita’ di interpretazione manchera’ a tutti coloro che guardano alla realta’ e al mondo dell’arte con la curiosita’ intelligente di chi la vuole comprendere profondamente”. Cosi’ l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, ha commentato la morte del critico d’arte e intellettuale Gillo Dorfles. “Un secolo di vita trascorso a cercare sempre nuovi modi per esprimere e razionalizzare il pensiero e le sue espressioni. Dalla pittura alla filosofia, dalla critica all’architettura, Gillo Dorfles ha intersecato la storia e molte storie – ha aggiunto -, ha visto nascere e contribuito a creare movimenti e tendenze, e ha avuto il tempo di riconoscerle, a volte abbracciarle, a volte stigmatizzarle, fino a vederle archiviate nei libri di storia dell’arte e dei costumi del Novecento”.

MELANDRI “Ci eravamo abituati all’idea che fosse immortale e oggi la notizia della sua morte ci rattrista molto, perche’ di uomini straordinari c’e’ sempre bisogno. E lui straordinario lo era davvero: critico d’arte, pittore, filosofo ma anche medico, pianista, scultore, poeta e professore. La dimostrazione che la giovinezza sta nella curiosita’ per la vita. Ci manchera’”. E’ l’omaggio di Giovanna Melandri, presidente della fondazione Maxxi, a Gillo Dorfles.

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