Al via campagna vaccini anti Covid, Gran Bretagna apripista in Europa. Johnson irrita Bruxelles

Al via campagna vaccini anti Covid, Gran Bretagna apripista in Europa. Johnson irrita Bruxelles
La prima persona ad essere vaccinata in Gran Bretagna e quindi in Occidente è la 91enne Margaret Keenan
8 dicembre 2020

La Gran Bretagna avvia la campagna dei vaccini anti Covid-19, primo Paese occidentale a farlo da oggi, somministrando una dose dell’attesissimo prototipo Pfizer/BioNTech. E così il Paese guidato da Boris Johnson, diviene apripista in Europa del vaccino contro il Covid-19. E per Matt Hancock, ministro della Sanità del governo britannico, è il giorno che segna un presagio di vittoria sulla pandemia, una sorta di nuovo “V-Day”. La cosa certa è che il Regno Unito si riscopre battistrada nel mondo occidentale: primo Paese euroatlantico a dare il via libera alla somministrazione pubblica d’un vaccino anti Covid e primo in tutto il pianeta ad aver autorizzato l’atteso prototipo elaborato dai laboratori tedeschi BioNTech in partnership con il colosso farmaceutico americano Pfizer. Ma non sarà il via a una vaccinazione di massa, per quella ci vorrà più tempo.

La prima persona in Occidente a ricevere il vaccino è la 91enne (compirà gli anni la prossima settimana) Margaret Keenan di Enniskillen. L’ex commessa in una gioielleria dell’Irlanda del Nord, una figlia e 4 nipoti, ha ricevato la sua buona dose di farmaco nello University Hospital di Coventry alle 6:30 ora locale, le 7:30 in Italia.Il primo uomo invece a ricevere il vaccino si chiama a William Shakespeare. Non è uno scherzo, soltanto un caso di (orgogliosa) omonimia con il celebre Bardo della letteratura inglese e mondiale. Il William Shakespeare in questione, Bill per gli amici e i familiari, è un 81enne degente di una casa di cura, inserito dal servizio sanitario nazionale (Nhs) al secondo posto in assoluto fra le persone da vaccinare nel Regno. “Questo farmaco cambierà le nostre vite, e soprattutto il nostro modo di vivere”, ha commentato l’omonimo dopo aver ricevuto il vaccino, posando serio di fronte a fotografi e troupe televisive.

La Gran Bretagna è partita con 800mila dosi (per due somministrazioni a testa) che coinvolgeranno solamente 400mila persone sugli oltre 66 milioni di abitanti presenti in Gran Bretagna. Per questo motivo in molti hanno associato questa partenza anticipata a una mossa politica a un messaggio pro Brexit. Per il primo ministro britannico, Boris Johnson, le persone che rifiutano di vaccinarsi per ragioni politiche o ideologiche “si sbagliano di grosso”. “A tutti coloro che hanno paura (di essere vaccinati, ndr) non dovete averla. Avete visto tante persone ricevere il vaccino questa mattina. Non c’è niente di cui essere nervosi”, ha affermato Johnson. Intanto l’autorizzazione in tempi record del vaccino anti Covid di Pfizer/BioNTech nel Regno Unito si trasforma in una battaglia politica con Bruxelles a meno di un mese dal compimento della Brexit, con l’addio definitivo di Londra all’Ue che rischia di consumarsi senza un accordo.

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A poche ore dal via libera giunto stamane dall’Mhra, l’autorità farmaceutica britannica, l’Agenzia Europea del Farmaco (Ema), ha pubblicato una nota nella quale sottolineava come la procedura di approvazione europea sia “più efficace” e “basata su più dati” di quella d’oltre Manica. L’Europa intende così contraddire la narrazione portata avanti dalla Gran Bretagna, secondo la quale è stata la Brexit a garantire una luce verde così rapida. Il ministro della Salute britannico, Matt Hancock, ha dichiarato senza mezzi termini che un simile risultato è stato possibile una volta venuta meno la necessità di andare “al ritmo degli europei, che si stanno muovendo un po’ più lentamente”. Il ministro della Salute di Berlino, Jens Spahn, ha replicato a distanza ricordando che il vaccino è stato sviluppato da un’azienda tedesca, la BioNTech, contando solo su fondi europei (Pfizer, a differenza di Moderna, non ha attinto ai finanziamenti dell’operazione Warp Speed di Washington). “Quando un prodotto dell’Ue è di valore tale da essere autorizzato così velocemente nel Regno Unito, ciò significa che in questa crisi la cosa più importante è la cooperazione internazionale”, ha dichiarato Spahn.

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