Anci attacca Crocetta: “Cantieri di servizio strumento propagandistico. 50 milioni sprecati”

26 marzo 2014

I cantieri di servizio voluti dal presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, “non sono lo strumento adeguato” a dare risposte “al dramma del lavoro che manca e ad un disagio sociale sempre piu’ dilagante”. Di piu’ sono stati decisi “calpestando ancora una volta l’autonomia degli Enti locali, coinvolgeranno appena il 10% degli aventi diritto, innescando una guerra tra poveri, che alimentera’ le divisioni in una Sicilia straziata e allo sbando”. A sostenerlo e’ Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni e vice presidente dell’AnciSicilia, che chiede ai colleghi primi cittadini di rinunciarvi. Una forte provocazione, quella lanciata dal vice presidente dell’associazione dei Comuni siciliani, che da tempo denuncia l’inadeguatezza degli interventi assunti dal Governo regionale per quanto riguarda le politiche sociali, tra “tagli ai fondi della legge 328 e i ritardi nella programmazione”, e la necessita’ di riprendere il dialogo con gli Enti locali “rispettandone l’autonomia”.

Per Amenta, dunque, i cantieri di servizio sono “solo interventi propagandistici ed affidati a metodi di selezione burocratici, spesso poco veritieri, e per nulla rispondenti alla fotografia reale del territorio e dei bisogni. Lasciare fuori i Comuni, gli unici a conoscere a fondo il dramma dei propri cittadini, significa allargare ancora di piu’ una piaga che gronda sangue, e lasciare tutto come prima”. Insomma, per il sindaco di Canicattini Bagni saranno “50 milioni di euro sprecati che, in un momento di totale carenza di risorse, potrebbero invece essere aggiunti ai fondi per i Piani di zona della 328, magari all’azione 5, che e’ la misura destinata alla lotta alla nuova poverta’, permettendo cosi’ ai Comuni, che ben conoscono la portata ed i soggetti veri del disagio, di poter attivare strumento piu’ incisivi, come le borse lavoro, per una platea molto piu’ ampia. Siamo, purtroppo, di fronte ad un’altra occasione perduta per questa nostra Regione – conclude Amenta -. Servono interventi forti e dirompenti, il reddito minimo garantito, un piano casa per chi non ce l’ha e una fattiva collaborazione con i Comuni e di conseguenza con i sindaci”.

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