Arriva il cerotto smart per curare i coralli danneggiati

Arriva il cerotto smart per curare i coralli danneggiati
14 febbraio 2020

L`Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) in collaborazione con il MaRHE Center (Marine Research and High Education Center alle Maldive) dell`Università di Milano-Bicocca ha recentemente pubblicato su Scientific Reports, rivista internazionale del gruppo Nature, lo studio relativo lo sviluppo e l`applicazione di cerotti smart in grado di curare i coralli colpiti da infezioni batteriche, virali o fungine a seguito dei danni causati da inquinamento, cambiamenti climatici e attività umane. Le scogliere coralline rappresentano un habitat fondamentale per l`ecosistema marino e la distruzione di tali ambienti, dovuta a inquinamento, cambiamenti climatici e altre attività umane, porterebbe gravi conseguenze a livello globale. Negli ultimi 50 anni si è assistito ad una riduzione di questo ecosistema del 50%, con le malattie causate da diversi microrganismi patogeni che rappresentano una delle cause principali di questo declino. Le patologie che possono causare la morte di questi animali sono oltre 40 e ad oggi non esistono interventi curativi efficaci per prevenire o curarli, mettendo in serio pericolo l`integrità di questi habitat e l`eccezionale biodiversità associata.

Per questo studio sono stati utilizzati i coralli appartenenti alla specie Acropora muricata, coralli costruttori tipici dei mari tropicali e inseriti dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) tra le specie a rischio di estinzione. Tali organismi a seguito di stress naturali o di origine antropica posso venire lesionati aumentando il rischio di contagio diretto con microorganismi pericolosi, quali batteri, protozoi, funghi e virus, responsabili dell`insorgenza di specifiche patologie potenzialmente fatali. I ricercatori hanno sviluppato un trattamento con cerotti smart, completamente biocompatibili e biodegradabili da applicare sulle “ferite” dei coralli, che rilasciano in modo controllato principi attivi (ad esempio antibiotici e antiossidanti) e che ne permettano l`adesione al corallo, curandolo. Il trattamento consiste nell`applicazione di un primo cerotto che rilascia farmaci direttamente nella ferita del corallo evitando che questi ultimi vengano dispersi nell`ambiente, per poi successivamente sigillare la parte danneggiata dell`organismo con un secondo cerotto in modo da fermare il potenziale ingresso di ulteriori agenti patogeni.

“Questo lavoro rappresenta una novità assoluta nello studio e nel trattamento delle malattie dei coralli. Ad oggi, per limitare l`impatto di queste patologie, la tecnica che viene più comunemente utilizzata è la totale o parziale rimozione della colonia, con conseguente ulteriore danno alle comunità coralline. Grazie a questo studio si potrebbe curare direttamente in loco i coralli malati permettendo una conservazione più efficace di uno degli ecosistemi naturali più meravigliosi del nostro pianeta” dichiara Simone Montano ricercatore del Dipartimento di Scienze dell`Ambiente e della Terra (DISAT) e del MaRHE center dell`Università degli studi di Milano-Bicocca. Il cerotto smart, progetto dal team Smart Materials di IIT, proveniente da tecnologie pensate per la cura delle ferite in campo ospedaliero, si è rivelato un metodo efficace sia su scala medio piccola – in acquario – che potenzialmente su larga scala – nell`ambiente naturale. L`effetto terapeutico del cerotto è stato testato infatti per 10 giorni in ambiente di laboratorio e, successivamente, per un periodo di 4 mesi in mare.

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“Il trattamento consentirà di poter caricare nel primo cerotto farmaci specifici a seconda del tipo d`infezione, da anti-batterici, ad anti-protozoi e anti-fungini, così da creare un trattamento ad-hoc per le specifiche infezioni dei coralli” racconta Marco Contardi ricercatore del team Smart Materials di IIT e primo autore dello studio. I risultati di questo studio suggeriscono, per la prima volta, una tecnica per la cura e il recupero di organismi delicati come i coralli ma tale tecnologia sarebbe applicabile anche per numerose altre specie marine soggette a danni causati dalle attività umane. I prossimi passi dei team di ricerca si focalizzeranno sui metodi di applicazione dei cerotti smart in natura e su larga scala, mentre nel breve periodo questo approccio terapeutico potrebbe essere già utilizzato nel campo dell`acquariologia.

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