Bufera procure: Anm contro Greco, immeritate sue parole

Bufera procure: Anm contro Greco, immeritate sue parole
20 giugno 2019

“Le parole del Procuratore di Milano, per come riportate dagli organi di stampa, non rendono merito alla risposta immediata e sincera delle migliaia di magistrati italiani che, anche negli uffici piu’ gravati del meridione, amministrano la giustizia in condizioni assai critiche. In momenti gravi come quello che stiamo vivendo bisogna fare ricorso ai valori che ci uniscono”. Cosi’ l’Anm replica al Procuratore Francesco Greco che ha criticato il ‘modus’ operandi’ delle “retrovie” della “burocrazia romana” dicendo, con riferimento all’inchiesta condotta dalla Procura di Perugia che ha sconvolto il Csm, che questo modo di procedere “non appartiene ai magistrati del Nord”. L’Associazione nazionale magistrati che ha appena avviato un nuovo corso con il presidente Luca Poniz, ha subito respinto la distinzione ‘territoriale’ tra magistrati ‘buoni e ‘magistrati ‘cattivi’ insita nelle parole di Greco.

“L’onda di sdegno per i gravissimi fatti riportati in queste settimane dalla stampa – ha fatto notare l’Anm – ha travolto tutti gli uffici giudiziari italiani, dal nord al sud, provocando immediate reazioni tra i magistrati che, riuniti in assemblee spontanee e gremite, hanno dato voce alla loro incredulita’ ed al loro sconcerto”. Insomma, il ‘sindacato’ delle toghe ricorda che e’ stata la magistratura tutta a insorgere con riunioni e mailing list di sdegno e protesta contro il tentativo di pilotare le nomine delle Procure, soprattutto quella della capitale, da parte dei consiglieri ‘infedeli’ del Csm che si riunivano nelle ‘notti carbonare’, in albergo, con i parlamentari dem Luca Lotti e Cosimo Ferri sotto la regia dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara. A quanto si e’ appreso, l’Anm non ha ritenuto sufficienti le precisazioni di Greco alle parole che lo stesso magistrato milanese ha pronunciato oggi pomeriggio alla commemorazione del magistrato di Bergamo Walter Mapelli, scomparso lo scorso aprile.

Riferendosi all’inchiesta che ha scoperchiato il Csm spingendo alla dimissioni quattro consiglieri, Greco aveva detto che il ‘metodo’ emerso per l’assegnazione degli incarichi direttivi “ci ha lasciato sconcertati, umiliati. Abbiamo capito che le logiche sono altre. Sono quelle di un mondo che vive nel buio degli alberghi, nei corridoi e nelle retrovie della burocrazia romana e che non ci appartiene e non appartiene ai magistrati del Nord”. La nota e’ stata infatti scritta dopo che la Giunta dell’Anm ha preso visione del ‘passo indietro’ di Greco. “E’ sorta una polemica per la distinzione fatta tra magistrati del nord e del sud che non era mia intenzione sollevare. L’uso della parola nord aveva un valore metaforico”, aveva spiegato Greco. “Quello che mi premeva sottolineare e’ che il lavoro svolto negli uffici non viene adeguatamente valutato in quanto prevalgono altre logiche. E questo avviene sia per i magistrati del nord che per quelli del sud che faticano quotidianamente”, aveva aggiunto il procuratore di Milano.

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