Céline Dion riprende i concerti dopo la malattia: a Parigi oltre due ore sul palco
Celine Dion
Céline Dion è tornata a cantare dal vivo a Parigi davanti a oltre 33 mila spettatori, inaugurando alla Plenitude Arena di Nanterre la nuova residency dopo il ritiro dalle scene legato alla diagnosi della sindrome della persona rigida. Il concerto è durato più di due ore e un quarto, con oltre 25 canzoni, e apre una serie di appuntamenti destinati a proseguire nei prossimi mesi.
La cantante canadese ha aperto lo spettacolo con “On ne change pas”. Poco dopo, visibilmente emozionata, si è rivolta al pubblico: “Mi ero ripromessa di non piangere, ma non mantengo le promesse”. Poi ha aggiunto: “Sono così felice di vedervi. Mi siete mancati”.
La scaletta ha attraversato i principali momenti della sua carriera, da “The Power of Love” a “Because You Loved Me”, da “Pour que tu m’aimes encore” a “All By Myself”, fino a “I’m Alive” e “My Heart Will Go On”. Ampio spazio è stato riservato anche al repertorio francese, con “On ne change pas” e “J’irai où tu iras”.
Dopo il primo brano Dion ha sintetizzato così il significato della serata: “Eccomi qui”. E rivolgendosi ancora agli spettatori ha spiegato: “Sono su un palco in questa città che amo così tanto, grazie al vostro sostegno e al vostro amore”.
Una serie di concerti dopo il ritiro
La residency rappresenta il ritorno a una continuità di esibizioni dopo l’interruzione della carriera dal vivo. Nei prossimi mesi sono previsti altri concerti nella stessa arena, secondo il modello della residency adottato negli ultimi anni da numerosi artisti internazionali.
Il ritorno era stato preparato nei mesi precedenti. Le prime indiscrezioni erano state riportate dalla stampa canadese, mentre a Parigi erano comparsi manifesti con i titoli di alcune delle canzoni più note della cantante. Dion aveva poi confermato personalmente il progetto il 30 marzo, nel giorno del suo 58esimo compleanno: “Quest’anno riceverò il miglior regalo di compleanno della mia vita. Avrò la possibilità di vedervi e di esibirmi per voi”.
I biglietti sono stati venduti rapidamente, anche grazie al rapporto costruito da Dion con il pubblico francofono. Nata in Québec, nella regione di Montréal, la cantante ha iniziato la carriera esibendosi soprattutto in francese e ha raggiunto il successo in Francia prima della consacrazione internazionale degli anni Novanta. “My Heart Will Go On”, legata alla colonna sonora di “Titanic”, ha poi ampliato la sua popolarità a livello mondiale.
La malattia e il ritorno alle esibizioni
Nel 2022 Dion aveva annunciato di essere affetta dalla sindrome della persona rigida, una rara patologia neurologica autoimmune che può provocare rigidità muscolare e spasmi involontari. Nel suo caso i sintomi hanno compromesso attività quotidiane e capacità motorie, rendendo anche il canto difficile da sostenere con continuità.
La cantante ha raccontato le conseguenze della malattia nel documentario “Io sono: Céline Dion”, mostrando le difficoltà incontrate anche durante le sessioni di registrazione. Gli spasmi possono essere innescati da stimoli come rumori improvvisi, contatti inattesi o emozioni intense. Nelle forme più gravi possono limitare la capacità di camminare e muoversi senza assistenza.
La sindrome è considerata una condizione autoimmune perché il sistema immunitario attacca componenti dell’organismo. In molti pazienti sono stati individuati anticorpi contro la decarbossilasi dell’acido glutammico, un enzima coinvolto nella produzione del GABA, un neurotrasmettitore che contribuisce a regolare l’attività nervosa e muscolare. Le terapie disponibili puntano soprattutto a controllare i sintomi; la patologia resta rara e non dispone di una cura risolutiva.
Per Dion, la preparazione al ritorno sul palco ha richiesto un percorso di riabilitazione articolato. In un’intervista pubblicata ad agosto da “Harper’s Bazaar”, la cantante ha riferito di seguire un programma che comprende fisioterapia, terapia vocale, farmaci, immunoterapia, pilates e balletto.
Dalle Olimpiadi alla nuova prova dal vivo
Il precedente ritorno davanti a un grande pubblico era avvenuto nel 2024, proprio a Parigi, durante la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici. Dion aveva interpretato “Hymne à l’amour” di Édith Piaf, in una performance che aveva segnato la sua prima grande esibizione dopo l’annuncio della malattia.
Quella apparizione aveva però lasciato aperta la questione della possibilità di sostenere nuovamente un concerto completo. Il nuovo appuntamento alla Plenitude Arena costituisce quindi una prova diversa: non una singola esibizione inserita in un evento, ma l’avvio di una sequenza di spettacoli distribuiti nel tempo.
Sul palco di Nanterre Dion ha fatto riferimento proprio al percorso seguito negli ultimi anni: “La strada è stata difficile. Il viaggio è durato più del previsto, con fermate impreviste lungo il percorso. Ma ho resistito”.
La cantante ha poi collegato la malattia alla scelta di continuare a esibirsi: “Ho deciso di farne la mia ragione di vita”. Al termine dello spettacolo ha ribadito il significato personale del ritorno: “Avevo promesso che sarei tornata sul palco. Ed eccomi qui, a cantare per voi e per me stessa, dal vivo!”.
