Codacons: pignorati i nostri beni, rischiamo la chiusura

Codacons: pignorati i nostri beni, rischiamo la chiusura
Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi
11 agosto 2018

Dopo oltre 30 di battaglie a tutela dei cittadini e dei consumatori e migliaia di cause vinte in favore dei più deboli, il Codacons rischia di chiudere e scomparire dal panorama dell’associazionismo italiano. Lo denuncia l’associazione dei consumatori, che ha subito un pignoramento da 300mila euro da parte dell’Agenzia delle entrate, con conseguente blocco delle risorse.

Il Codacons ha lanciato un appello al premier Giuseppe Conte, ai vicepremier e ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini e al ministro dell`Economia, Giovanni Tria. Al centro della questione il contributo unificato che il Codacons, in qualità di onlus, dice di non dover pagare. “I consumatori – si legge in una nota – rivolgono un appello a Tria affinché intervenga personalmente sul caso salvando il Codacons dall’estinzione e chiarendo che le associazioni onlus che portano avanti azioni legali a tutela dei diritti di utenti e consumatori o in generale iniziative che rientrano nella categoria del sociale, non sono tenute al pagamento del contributo unificato.

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Solo nell’ultimo anno il Codacons ha avviato più di 300 ricorsi nei tribunali di tutta Italia tesi ad affermare i diritti dei cittadini, azioni che ora, a causa del pignoramento dei beni dell’associazione, dovranno essere interrotte. Non solo. Se il ministro Tria non spiegherà in modo chiaro all’Agenzia delle entrate che il contributo unificato non si può applicare alle realtà onlus, dal prossimo settembre la più importante organizzazione dei consumatori italiana sarà costretta a chiudere progressivamente tutte le proprie sedi fino ad arrivare a portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento”.

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