Venezuela, due terremoti seminano distruzione e vittime. Confermata la morte di un italo‑venezuelano
Due scosse telluriche consecutive di magnitudo superiore a 7, la maggiore di intensità 7.5, hanno colpito il Venezuela provocando almeno 190 morti, 1.500 feriti e oltre 200 dispersi sotto le macerie di 250 stabili crollati.
Tra le vittime accertate figura un cittadino italo-venezuelano a La Guaira. Il sisma ha semidistrutto le reti idriche ed elettriche della capitale Caracas e imposto la chiusura dell’aeroporto internazionale Simon Bolivar, mentre i siti estrattivi petroliferi non registrano danni.
Il governo di Roma, gli Stati Uniti e il Fondo Monetario Internazionale hanno attivato i primi stanziamenti logistici e finanziari d’emergenza. Il bilancio provvisorio rappresenta l’episodio tellurico più grave negli ultimi 126 anni di storia dello Stato sudamericano. La prima sollecitazione ha destabilizzato gli edifici, mentre la seconda ha determinato i cedimenti strutturali definitivi, concentrati principalmente nei quartieri densamente popolati.
Danni strutturali nella capitale
I servizi di emergenza segnalano la parziale interruzione delle condotte idriche principali e della rete di distribuzione elettrica a Caracas, isolando ampi settori residenziali. La chiusura dello scalo Simon Bolivar impedisce il normale afflusso dei voli civili, limitando gli accessi ai soli velivoli autorizzati per i soccorsi.
Le ferrovie urbane e le linee sotterranee rimangono sospese per consentire le verifiche statiche dei tunnel e scongiurare ulteriori incidenti legati alle costanti repliche sismiche. Al contrario, i nodi strategici del settore energetico e petrolifero non mostrano lesioni rilevanti, garantendo la continuità operativa dei principali impianti industriali del Paese. Questa stabilità evita un immediato tracollo finanziario legato alle esportazioni di idrocarburi, risorsa primaria per l’erario nazionale. La mobilitazione dei vigili del fuoco locali si concentra sui circa 250 edifici distrutti nel centro urbano.
Soccorso diplomatico e assistenza consolare
Il ministero degli Affari Esteri italiano segue l’evoluzione della crisi attraverso l’Unità di Crisi e le rappresentanze diplomatiche a Caracas. Nicola Minasi ha confermato l’estensione del potenziale impatto sulla comunità straniera: “ci sono oltre 140mila italiani in Venezuela, solo a Caracas sono 65mila. La Guaira è una delle aree più colpite e proprio lì stiamo registrando molte segnalazioni di persone che non rispondono”.
In questa specifica località costiera, situata a trenta chilometri dalla capitale, si registra il decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, i cui familiari risiedono in Italia. Il connazionale è rimasto coinvolto nel crollo completo del proprio condominio. Il personale del Consolato Generale coordina le verifiche sul campo, utilizzando sistemi di comunicazione satellitare per superare il blackout delle reti telefoniche mobili e fisse commerciali.
Iniziative finanziarie e stanziamenti globali
La risposta degli attori internationalen si articola su canali bilaterali e multilaterali per accelerare i soccorsi. Gli Stati Uniti hanno formalizzato l’invio di contingenti tecnici per le ricerche e il salvataggio sotto le macerie. “Le necessità economiche verranno valutate in seguito”, ha precisato il Segretario di Stato Marco Rubio, posticipando la quantificazione dei supporti finanziari alla seconda fase dell’emergenza.
Sul fronte multilaterale, il Fondo Monetario Internazionale ha deliberato lo sblocco immediato di un fondo iniziale di duecento milioni di dollari per coprire le spese sanitarie urgenti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avviato un colloquio directo con la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez, confermando la piena operatività dell’Ambasciata italiana a Caracas per garantire la sicurezza e l’assistenza logistica immediata a tutti i residenti.
Meccanismi europei di protezione civile
L’esecutivo italiano ha avviato le procedure per richiedere il coinvolgimento delle strutture di coordinamento umanitario dell’Unione Europea. “Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e delle vittime prodotte dal sisma, siamo pronti a prestare supporto e chiederemo alla Ue di attivare il ‘meccanismo di protezione civile’ per coordinare e finanziare interventi di emergenza”, ha dichiarato Tajani.
Il piano operativo nazionale prevede l’invio immediato di personale specializzato dell’Unità di crisi, del ministero della Difesa, dei Vigili del fuoco e della Protezione civile. Il ministero degli Esteri ha inoltre confermato la partenza di velivoli speciali dell’Aeronautica militare per sostenere le operazioni. “Il governo farà tutto il possibile per aiutare il popolo venezuelano ed essere vicino alla grande comunità italiana che vive lì”, ha concluso il capo della diplomazia di Roma.
