Collisione a Venezia, Msc Opera sperona battello. “Pensavo che arrivasse fino a casa mia”. Si accelera su stop grandi navi

2 giugno 2019

Collisione a Venezia tra una nave da crociera della Msc e un battello da turismo nel canale della Giudecca: quattro turiste straniere tra i 67 e i 72 anni di eta’ sono rimaste ferite, nessuna in modo grave, ma gli attimi di terrore vissuti sulle due imbarcazioni e sulla banchina hanno riacceso le polemiche sul transito delle grandi navi nella laguna veneziana. La Msc Opera e’ andata a sbattere contro la banchina a San Basilio-Zattere e ha speronato cosi’ il battello fluviale “River countess” che vi era ormeggiato. La nave da crociera ha riportato lievi scalfiture allo scafo mentre nel battello si e’ aperta una piccola falla all’altezza della linea di galleggiamento, ma non ci sono verificati sversamenti di idrocarburi. Tra le ipotesi delle cause dell’incidente un’avaria o la rottura del cavo d’acciaio utilizzato da uno dei rimorchiatori della Msc: la nave, a quel punto ingovernabile, sarebbe stata trascinata dall’abbrivio contro la banchina. I feriti sono uno a bordo della Opera, gli altri a bordo del natante piu’ piccolo.

La Msc Crociere ha assicurato “massima collaborazione”. E mentre infuriano le polemiche, il governo ha promesso che entro la fine di giugno si dovrebbe trovare una soluzione per allontanare le grandi navi dalla Giudecca e San Marco. “Sulle grandi navi a Venezia il tavolo istituzionale e’ da tempo in corso”, sottolineano fonti del Mit, “i ministri interessati si vedranno a breve scadenza per tirare le somme sulle opzioni progettuali individuate, allo scopo di trovare la soluzione definitiva migliore, che arrivera’ presumibilmente entro il mese di giugno, per allontanare le grandi navi da crociera dalla Giudecca e da San Marco”. Il Mit aggiunge che nel frattempo si sta per completare il lavoro sul protocollo ‘fanghi’. “L’incidente di oggi al porto di #Venezia dimostra che le #grandinavi non devono piu’ passare dalla Giudecca. Dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva per tutelare sia la laguna che il turismo”: scrive su Twitter il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Sulla stessa linea Sergio Costa, ministro dell’Ambiente e il ministro delle Attivita’ culturali, Alberto Bonisoli.

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Ma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia attacca: per allontanare le grandi navi dal centro “giace da anni un progetto di Regione e Comune, il ministro dell’infrastrutture decida qualcosa; non si puo’ piu’ attendere”. L’evento “avrebbe potuto risolversi in una tragedia”, sottolinea il governatore, “gli incidenti sono assolutamente possibili nella marina mercantile ma devono avvenir fuori da contesi storici e abitati senza mettere repentaglio vite umane e in condizioni generali di sicurezza”. Anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ribadisce che e’ “l’ennesima dimostrazione che nel canale della Giudecca non e’ piu’ possibile il passaggio delle grandi navi e chiediamo immediatamente, come diciamo da otto anni l’apertura del canale Vittorio Emanuele”. Scendono in campo anche gli ex sindaci della citta’. Secondo Massimo Cacciari “il ministero competente, cioe’ quello dei Trasporti, non ha fatto nulla, ha chiacchierato e basta”. Mentre Paolo Costa, evidenzia di aver chiesto lo stop delle grandi navi dal 2004 come sindaco e dal 2012 come presidente dell’autorita’ portuale della citta’. “Sette anni di non risposta da parte del governo – afferma – sono la parabola dell’incapacita’ decisionale del nostro Paese”.

LE TESTIMONIANZE 

“Vedevo questa punta avvicinarsi e ho pensato che arrivasse fino a casa mia, dico la verita’” racconta una signora residente a Santa Marta, vicino al luogo dell’incidente. “Ero nella mia terrazza, al quarto piano e vedo benissimo il canale della Giudecca – prosegue – quando ho visto la nave che si avvicinava verso di noi, sembrava venisse fin qui, infatti si e’ incuneata nella banchina. Un rumore assordante, tutti i clacson suonavano. Si puo’ dire che e’ andata bene”. Dopo anni di proteste dei ‘No Navi’, dibattiti in citta’, proposte e contro-proposte che attendono il via libera, e’ stata la cronaca, in diretta, a spazzare dubbi e resistenze. Se l’e’ vista brutta un marinaio in servizio sul battello fluviale, il “River Countess”. “Quando abbiamo visto lo nave che stava avanzando – dice – tutti hanno iniziato a gridare, tutti correvano. Eravamo nella zona reception, non sapevo cosa fare, mi sono allontanato in fretta, facendo un salto per scendere”.

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Nel fuggi-fuggi ha riportato una ferita ad un braccio, “ma adesso sto bene” spiega. “Il capitano – prosegue – mi ha preso e mi ha portato al sicuro, la nave, vicina, era grandissima”. Dai video amatoriali, fatti da chi era a terra e dagli stessi turisti sulla nave da crociera, si coglie la paura di quei momenti. “Oh mio Dio!, oh mio Dio..! Qualcuno e’ caduto in acqua, tenete duro” dice spaventata una turista sul ponte della ‘Msc’, mentre la prua prosegue senza freno verso la banchina, coprendo con l’enorme sagoma il battello piu’ sotto. “Non dobbiamo scendere dalla nave…” prosegue la donna, interrotta da altri “oh my God”, ed espressioni di terrore degli altri croceristi.

Dall’isola della Giudecca c’e’ stato il tempo per vedere l’intera sequenza dell’incidente, con la Msc che sbandava, trattenuta dai rimorchiatori, e poi puntava a dritta verso la banchina. “Abbiano sentito un rumore fortissimo delle nave che suonava le sirene e sganciava l’ancora. Ha iniziato a curvarsi gia’ all’altezza delle Zattere, verso San Basilio, finche’ e’ andata a sbattere contro il battello, scardinandolo e facendo correre via tutta le gente a bordo”, racconta Andrea, un residente nell’isola. “Credo sia la prova – conclude – che nessuno e’ in grado di gestire emergenze come questa, che rischiano di essere una tragedia. Mi auguro sia l’ultimo campanello d’allarme”.

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