Coni boccia Testo sport: crea sovrapposizioni, disperde risorse

Coni boccia Testo sport: crea sovrapposizioni, disperde risorse
23 settembre 2020

 Un documento giudicato disarmonico”, che crea “sovrapposizioni, duplicazioni e dispersioni di risorse”, attribuisce “compiti e ruoli a soggetti estranei all’ordinamento sportivo, con grande danno alla funzionalità di tutti gli enti interessati”. E’ durissimo il documento approvato a larghissima maggioranza dal Consiglio nazionale del Coni in merito alla legge delega sulla riforma dello Sport. Cinque pagine in cui il Testo è analizzato approfonditamente ma del quale se ne dà un giudizio decisamente negativo. “Il cambiamento – è scritto – è sempre auspicato se migliorativo e se realizzato con il consenso dei soggetti interessati: Coni e suoi organi territoriali, federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, associazioni benemerite, atleti, tecnici. Se viceversa è fatto per creare divisioni e ispirato a logiche dirigiste, moltiplicando soggetti di riferimento e di potere gli uni sovrapposti agli altri, si crea la paralisi e si aumentano indebitamente i costi, senza reali benefici per il mondo dello sport”.

L’analisi lascia poi spazio alle richieste. Il Consiglio nazionale è “pronto a ogni forma di azione” per il raggiungimento degli obiettivi e dà mandato al presidente e alla Giunta nazionale di “stabilire le modalità ed i tempi in rapporto alle risposte che arriveranno dal Governo”. In particolare il Coni chiede di “assicurare il rispetto e l’applicazione della Carta Olimpica, facendo riferimento all’autonomia, alle funzioni e alla responsabilità del Coni”; di “assumere 12mila laureati in ‘Scienze e tecniche delle attività motorie preventive ed adattative’ o in ‘Scienze e tecniche dello sport per integrare così al meglio l’offerta formativa alle giovani generazioni della pratica dello sport oggi di fatto a carico solo dell’associazionismo sportivo”. “Questo significa garantire una dotazione organica non inferiore a 238 unità – come attestato dal Ministero della Funzione Pubblica – confacente all’Ente pubblico quale Confederazione delle Federazioni sportive nazionali”. “L’ente pubblico – si sottolinea – deve altresì essere dotato dei beni mobili, immobili e strumentali coerenti alle sue funzioni e alla sua autonomia”.

E ancora è necessario “programmare per il prossimo triennio uno stanziamento pari al raddoppio dell’attuale cifra (410 milioni l’anno ndr) prevista dal finanziamento allo sport, di cui alle entrate incassate dal bilancio dello Stato derivanti dal versamento delle imposte nei settori di attività sportiva. La differenza tra l’attuale stanziamento ordinario e la misura invocata deve essere interamente destinata alle associazioni e società sportive dilettantistiche attraverso gli Organismi di loro affiliazione (federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate e Enti di promozione sportiva). Anche questo è un modo di far rientrare lo sport nel rilancio del Paese e nel recovery fund”. Infine il tema delle palestre scolastiche. Nel documento si chiede di “risolvere in tempi certi e rapidi il problema delle palestre scolastiche in uso alle migliaia di associazioni e società sportive dilettantistiche che altrimenti cesserebbero le loro attività con effetti disastrosi per l’intera società italiana”. “E’ mortificante dover assistere ad una competizione di priorità tra il mondo della didattica e quello dello sport”.

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