Consumo latte, ecco i 6 miti da sfatare

Consumo latte, ecco i 6 miti da sfatare
29 giugno 2020

Fake news, bufale, falsi miti. Il mondo dell’agroalimentare non ne è immune. Tra i prodotti colpiti da questi pregiudizi c’è il latte . Ecco i “Sei falsi miti”, un elenco di risposte a credenze popolari ed errate convinzioni su questo prodotto, con i contenuti scientifici della Fondazione Umberto Veronesi.

Il primo riguarda il consumo di latte da adulti: fa male? Secondo la Fondazione Veronesi: “Il latte è un alimento naturale e completo che possiamo consumare a tutte le età: dall`infanzia all’età adulta offre un valido apporto di nutrienti come proteine di alto valore biologico e calcio, importanti per il nostro organismo”.

Secondo mito da sfatare: latte vaccino o latte in polvere per i neonati? Quando non è possibile l’allattamento materno, “il latte ‘formulato’ appositamente per lattanti, controllato, sicuro e standardizzato, è un ottimo sostituto per le esigenze nutrizionali del bambino. Il latte vaccino è anch’esso sicuro e controllato, e può essere consumato a partire dall’anno di età”.

Terzo mito: è una bufala il ruolo del latte nella prevenzione dell’osteoporosi? “Dopo i 50 anni, e soprattutto nelle donne, aumenta il rischio osteoporosi. Assumere un’adeguata quantità di calcio (1,5g al giorno) attraverso alimenti che, come il latte, lo contengono diventa fondamentale”.

Quarto mito: lattosio sì o no? “In alcune persone la produzione dell’enzima lattasi, utile per digerire il lattosio contenuto nel latte, è scarsa o assente. Il latte delattosato è una valida alternativa per gli intolleranti al lattosio”.

Quinto mito: elimino il latte per iniziare a dimagrire? “L’aumento di peso non dipende da un singolo alimento ma da un’alimentazione eccessiva e/o sbilanciata e dalla sedentarietà. Per perdere peso, è consigliabile una costante attività fisica e una corretta alimentazione ricca di vegetali”.

Sesto mito: c’è un legame tra il latte e l’insorgenza dei tumori? “Un consumo equilibrato di latte e derivati in generale non aumenta il rischio di sviluppare patologie tumorali e non comporta rischi per la salute”.

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