Cosa c’è dietro lo scontro tra Udc e Pd?

6 febbraio 2014

La quiete dopo la tempesta, verrebbe da dire citando il grande Leopardi. In meno di quarantotto ore, tutto come prima. Tra il Partito Democratico e l’Udc sembra che sia scoppiata la pace. Qualora guerra ci sia stata. A colpi di comunicati, di certo, i toni di queste ultime ore, non erano amichevoli. Ora, invece, gli animi sembrano rasserenati. Il saggio e navigato, Mirello Crisafulli, Democratico, dice: “In questo momento di tutto c’era bisogno, tranne che di una polemica fra il Pd e l’Udc: in Sicilia siamo il primo partito della coalizione di governo, dovremmo avere altre priorità”. Sulla carta è proprio così. Ma sono noti i ‘capricci’ che da alcuni messi fa il Pd al governatore Crocetta: “non siamo più in maggioranza”, “è scaduto il tempo degli assessori tecnici” e da qui il lungo pressing per entrare in giunta. E via dicendo. Ma in quest’ultimo periodo i problemi del Pd sono ben altri. La corsa alla poltrona da segretario regionale sembra essere questione più importante anche del ritorno di Pier Ferdinando Casini tra le braccia del Cavaliere. La lotta tra le correnti all’interno del partito di Renzi si esaspera sempre più. E in questo scenario tutto può accadere. La prima manche vinta dal giovane, Fausto Raciti, non ha fatto altro che alimentare la lotta intestina in via Bentivegna. L’uscente Giuseppe Lupo (foto), dà un assaggio: “Alla prima prova dei fatti lo schieramento che sostiene la candidatura di Fausto Raciti è andato in frantumi esprimendo, in merito ai rapporti con l’Udc, posizioni diverse e inconciliabili”.  E’ lo stesso Lupo a sottolineare che “c’è, infatti, chi chiede un vertice di maggioranza urgente e chi no”. Insomma, per dirla con il segretario Pd, “tutto il contrario di tutto all’interno di una ‘ammucchiata’ che pretendeva di rappresentare una candidatura unitaria”. Fino a giorno 16, quando si svolgeranno le primarie per la carica di segretario, gli scontri saranno sempre più aspri. Non c’è dubbio che la causa delle schermaglie tra Pd e Udc è anche il mai interrotto pressing del Pd per qualche posto a Palazzo D’Orléans. Eloquente, Antonello Cracolici, Democratico di peso: “E’ evidente che c’e’ bisogno di un chiarimento con l’Udc, ma senza fretta ne’ ultimatum. Alla Sicilia non serve una crisi di governo, serve semmai un nuovo patto che passi anche da profondi cambiamenti nell’esecutivo regionale”. A questo punto, le polemiche e scaramucce andate in scena in queste quarantotto ore, tra Udc e Pd, sanno di copione già scritto. Intanto, il governatore, Rosario Crocetta, mentre continua a lavorare per far quadrare i conti di una nuova Finanziaria che sta per entrare a Sala d’Ercole, ha già messo in agenda un vertice di maggioranza in programma per venerdì. Staremo a vedere. (G. Min.)

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