Courmayeur, ghiacciaio rischia di crollare sulle case

Courmayeur, ghiacciaio rischia di crollare sulle case
7 agosto 2020

Occhi puntati sul ghiacciaio del Planpincieux, sopra la val Ferret, sul Monte Bianco, a nord di Courmayeur, dove ci sono 500 mila metri cubi di neve ghiacciata a rischio crollo. L’allarme è scattato mercoledì pomeriggio, dopo l’ennesimo sorvolo dei tecnici sulla zona. Un ‘biscottone’ di ghiaccio, situato tra i 2.600 e i 2.800 metri di quota, che sta scivolando a valle a causa dello sbalzo di temperature degli ultimi giorni. Così Valerio Segor, responsabile dell’ufficio Assetto Idrogeologico dei bacini montani della Regione Valle d’Aosta, spiega il rischio di crollo di una porzione del ghiacciaio di Planpincieux (Courmayeur) che ha portato all’evacuazione di una parte della val Ferret.

“Con i nostri sistemi di monitoraggio e con le comparazioni fotografiche – sottolinea – abbiamo individuato un settore del ghiacciaio che sta cedendo, con una velocità non eccessiva. Abbiamo fatto un sorvolo quindi giorni fa e uno ieri. Si vede molto bene il comportamento anomalo di questa porzione del ghiacciaio, che è molto marcato”. “L’allarme – aggiunge – non è tanto per il movimento, come era accaduto nell’autunno scorso, ma a causa del trend anomalo delle temperature. Uno shock termico caldo-freddo-caldo che, secondo i nostri consulenti di Zurigo, fragilizza quella parte del ghiacciaio con il rischio di crollo immediato. L’acqua che scorre sotto infatti può fare da ‘scivolo’. E’ la situazione più pericolosa e più predisponente al crollo”.

Intanto, sfollate con urgenza 75 persone nella Val Ferret. Il sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi ha firmato un’ordinanza per ordinare l’evacuazione dei residenti e dei turisti della zona ai piedi del Monte Bianco e per chiudere le strade al traffico. È stato allestito un centro di prima accoglienza al Palaghiaccio. In base ai nuovi rilievi si deciderà se prorogare l’ordinanza. “Lo scenario prospettato in caso di crollo di una porzione del ghiacciaio di Planpincieux coinvolge parzialmente l’abitato. L’evacuazione era urgente e improrogabile – ha detto Miserocchi -. In totale sono state evacuate 75 persone, di cui 15 residenti. Nessuno ha richiesto un supporto per soluzioni abitative alternative. La situazione prevede un’estrema allerta nelle prossime 72 ore”.

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Sul posto stanno operando carabinieri, guardia di finanza, protezione civile, forestale, vigili del fuoco e personale del Comune. Gli sfollati sono radunati nel palaghiaccio di Courmayeur per una prima accoglienza, con la collaborazione della Croce rossa. Una prima allerta era scattata il 24 settembre 2019, quando un tratto della Val Ferret era stato chiuso – fino al 13 novembre scorso – per il pericolo di crollo di una porzione da 250 mila metri cubi). Da allora sono state implementate le misure di monitoraggio del ghiacciaio. Sul movimento della massa glaciale incidono i “trend anomali di temperature”, con un rialzo atteso già da oggi 6 agosto, dopo giorni di relativo freddo. La “situazione di rischio avrà una durata ridotta stimata in almeno tre giorni”, si legge nell’ordinanza comunale. Le persone che si trovano fuori dalle zone rosse e gialle possono scegliere di restare in Val Ferret “se ritengono di essere autonomi (anche rispetto alle scorte alimentari) per il periodo di almeno tre giorni”. Per accedere alla vallata esiste la “strada alternativa “della Montitta a senso unico alternato, con impianto semaforico e sistema radar doppler attivo”: l’accesso è riservato a soccorritori, forze dell’ordine, personale comunale dei servizi essenziali e persone autorizzate dal sindaco.

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