Gli acquerelli del presente (misterioso) di Andrey Esionov

20 gennaio 2020

“Ogni figura è illuminata” e vive anche “oltre la realtà”. Possiamo rubare due titoli ai testi presenti nel catalogo per provare a raccontare la mostra di Andrey Esionov, “Realismo visionario”. Una raccolta di acquerelli che sono in grado, al tempo stesso, di identificare chiaramente il nostro essere nel mondo contemporaneo – con le posture della vita digitale, le mode, i drammi della società, i gesti di ogni giorno – e, contestualmente, spalancare associazioni visive che portano altrove, in una dimensione che ha molte sfumature di fantastico, in un modo più da Tommaso Landolfi che non da Philip Dick, ma che contiene, chiarissime, le domanda che contano, oltre l’apparenza di cui spesso ci ammantiamo.

La mostra, ai Musei di San Salvatore in Lauro a Roma, sta volgendo al termine e gli organizzatori esprimono grande soddisfazione per la risposta del pubblico, soprattutto di giovani e con molti, per così dire, non specialisti dell’arte. E’ chiaro che i lavori di Esionov, pur nella perfezione tecnica e nella grande abilità evocativa, hanno anche una componente accattivante, perché mostrano il nostro modo di essere come poche altre opere riconducibili alla pittura fanno, e questo genera curiosità, riconoscimento e da qui, ovviamente, l’immedesimazione.

Ma poi il gioco si fa più complesso, perché, per esempio, accanto alla giovane in sneaker bianche che fuma circospetta (o rabbuiata) compaiono sia il David di Michelangelo, sia, a terra, sul nostro marciapiede, la testa mozzata di un uomo che potrebbe essere Golia. Oppure finiamo per ritornare in una qualche versione suburbana del Paradiso terrestre, nella quale alla giovane coppia, ogni giovane coppia sente in un certo senso di essere “la prima”, delle misteriose mani offrono mele della tentazione (la cita il titolo dell’acquerello la parola tentazione), che però poi se ne cadono già morse a terra, chissà quanto anche in riferimento al più celebre brand al mondo di tecnologia. Qualcosa non torna, insomma, la riconoscibilità (da cui l’idea di “facilità”) è solo apparente e sottende ragionamenti più complessi, mistici in molti casi, che potremmo forse pure leggere come il solo possibile contraltare all’appiattimento e al conformismo – estetico e digitale – del presente.

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