Guerra social, Wanda Nara accusa Icardi: “Rifiuta il passaporto alle figlie”
Il calciatore avrebbe impedito alle bambine di 11 e 9 anni di lasciare l’Italia dopo il furto nella villa di famiglia, mentre il Tribunale di Milano gli dava ragione sulla richiesta di mantenimento da 500mila euro.
Mauro Icardi e Wanda Nara
Wanda Nara ha rotto il silenzio a poche ore dalla vittoria giudiziaria di Mauro Icardi: la showgirl argentina, 39 anni, accusa l’ex marito di rifiutarsi di firmare il passaporto delle figlie Francesca e Isabella, 11 e 9 anni, trattenendole di fatto in Italia dopo il furto subito nella casa di Galliate dieci giorni fa.
Il Tribunale di Milano aveva appena dichiarato inammissibile il ricorso della Nara, dopo aver respinto la richiesta di un assegno di mantenimento provvisorio di quasi 500mila euro mensili. La sentenza ha aperto una nuova fase della guerra giudiziaria tra i due, che ora si riaccende sui social con accuse che mescolano questioni economiche, diritti delle figlie e delegittimazione personale.
Il lungo sfogo della showgirl sui figli e il furto
Nella sua storia Instagram, la 39enne ha spostato il centro del conflitto dalle cifre richieste al tribunale alla gestione delle bambine dopo il furto subito nella villa di famiglia. “L’unica verità è che un padre, debitore del mantenimento, iscritto nel registro dei genitori inadempienti e con beni sottoposti a pignoramento, ora si rifiuta di firmare il passaporto dei suoi figli, impedendo loro di viaggiare dopo il traumatico furto subito nella casa di Galliate”, ha scritto.
L’accusa si fa più personale nel secondo messaggio: “Avvisano il patrigno dei figli degli altri di firmare i documenti dei suoi figli. Sono già passati 10 giorni dal furto e lui si fa vedere mentre brinda e festeggia a soli 20 minuti da dove eravamo noi, quando avrebbe potuto firmare tranquillamente via WhatsApp dall’Argentina”. La showgirl ha poi rivendicato il proprio ruolo economico: “Io devo lavorare, perché sono l’UNICA che lavora e mantiene i bambini… O pensi forse che aspettino il tuo assegno quando ti viene voglia di pagarlo?”.
La vittoria di Icardi e le cifre della discordia
Il calciatore, ora legato a Eugenia China Suarez, aveva esultato poche ore prima per la decisione del giudice, che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dopo il rigetto dell’assegno provvisorio. Nelle motivazioni, il Tribunale ha ritenuto che Wanda Nara disponga di una situazione patrimoniale solida e sia perfettamente in grado di mantenersi con il proprio lavoro.
Icardi ha elogiato “il meraviglioso funzionamento della giustizia italiana” e ha rivelato le cifre che, a suo dire, gli sarebbero state richieste: 250mila euro mensili per l’ex moglie, 65mila per ciascuna figlia e 100mila come risarcimento per il divorzio. “Il giudice, il 1° giugno 2026, ha respinto questa follia”, ha scritto. “Non soddisfatti, hanno presentato ricorso con l’avidità di continuare a rubarmi i soldi. Il 27 luglio 2026 la decisione è stata chiarissima: il ricorso dichiarato inammissibile. Così hanno chiuso la porta a ogni tipo di richiesta e pretesa.”
Le reazioni incrociate e l’ultimo passo del divorzio
Icardi ha ricordato di aver presentato tutto in tribunale in Italia già nel 2024, quando “mi davano del pazzo”. “Per la decisione finale sul divorzio resta solo l’ultimo passo”, ha concluso, indicando che il procedimento si avvia verso la chiusura. La Nara, dal canto suo, ha ribadito la condizione di Icardi come “debitore del mantenimento” e “iscritto nel registro dei genitori inadempienti”, un dato che il calciatore non ha contestato.
L’ultima frecciata della showgirl lo ha invitato a “usare le energie per andare a correre e trovarti una squadra, invece di rendere la vita difficile a tutti noi”, un riferimento alla situazione professionale dell’attaccante, svincolato dopo l’esperienza al Galatasaray e in cerca di una nuova sistemazione.
Un conflitto che si consuma in pubblico
Quella tra Nara e Icardi è una delle separazioni più seguite e più esposte del calcio italiano, con una lunga scia di accuse reciproche andate ben oltre le aule giudiziarie. La scelta di entrambi di utilizzare i social come cassa di risonanza trasforma ogni passaggio processuale in un capitolo pubblico della loro vicenda, con le due figlie minorenni al centro di una tensione che sembra non trovare tregua.
Il Tribunale di Milano, con la decisione del 27 luglio, ha segnato un punto a favore dell’ex attaccante dell’Inter e del Paris Saint-Germain, ma la battaglia legale – e mediatica – non è ancora conclusa: resta da definire la sentenza definitiva sul divorzio, mentre la richiesta di passaporto per le bambine potrebbe aprire un nuovo fronte giudiziario.
