Il peso dell’isolamento umano, a Cannes il nuovo film di Fukada

Koji Fukada

Koji Fukada

La solitudine come condizione originaria dell’esistenza, più che come conseguenza sociale o geografica. È questo il nucleo di “Nogi Notes”, il nuovo film del regista giapponese Koji Fukada, in concorso al Festival di Cannes per la Palma d’oro. In un’intervista all’Afp, l’autore ha spiegato come l’opera affronti il tema dell’isolamento individuale attraversando sia la vita rurale sia quella urbana, fino ad arrivare alle difficoltà vissute dalle minoranze sessuali nel Giappone contemporaneo.

Per Fukada, il punto centrale non è la distanza fisica dagli altri, ma la natura stessa della vita umana. “Credo che la cosa più importante da rappresentare sia il fatto che nasciamo soli e moriamo soli”, ha dichiarato il regista, spiegando di avere costruito il film attorno a questa consapevolezza. La campagna, presente nell’opera, non viene quindi trattata come simbolo esclusivo di marginalità o abbandono, ma come una delle possibili forme di un disagio che riguarda chiunque.

Una condizione universale

Secondo il cineasta, la difficoltà dell’esistenza non cambia sostanzialmente tra metropoli e province. “Che si viva in campagna o in città, il semplice atto di vivere è solitario e difficile”, ha spiegato. Da qui la scelta di realizzare un’opera che non cerca soluzioni o consolazioni, ma si limita a riconoscere quella realtà e a renderla materia narrativa.

Nel film convivono personaggi eterosessuali e appartenenti alle minoranze sessuali. Fukada insiste però sul fatto che, per lesbiche e gay, il superamento della solitudine diventa ancora più complesso. La possibilità di costruire una relazione stabile, convivere o sposarsi rappresenta infatti uno degli strumenti principali per uscire dall’isolamento, ma in Giappone il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è ancora riconosciuto a livello nazionale.

Il nodo dei diritti civili

Il regista collega così la dimensione privata a quella politica e sociale. L’assenza di un riconoscimento giuridico produce ostacoli concreti nelle relazioni e nella vita quotidiana, alimentando una condizione di esclusione che il film prova a raccontare senza enfasi ideologica. Fukada sottolinea inoltre quanto sia ancora difficile dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale in una società che, a suo giudizio, mantiene una forte tendenza all’isolamento individuale.

“Nogi Notes” si inserisce così nel percorso di un autore che negli ultimi anni ha spesso indagato le tensioni invisibili della società giapponese, privilegiando storie intime e relazioni fragili. A Cannes, il film porta in concorso un racconto essenziale, costruito attorno alla convinzione che la solitudine non sia un’eccezione, ma una componente stabile dell’esperienza umana.