Minacce dall’Iran ai leader occidentali, anche Giorgia Meloni nella “lista della vendetta”
L’Iran porta nuovamente lo scontro con l’Occidente sul terreno della propaganda politica e delle minacce. Il quotidiano Hamshahri, controllato dal Comune di Teheran e tra i principali organi di informazione del Paese, ha pubblicato un’immagine intitolata “La vendetta è inevitabile”, nella quale compare un elenco dei presunti responsabili dell’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei. Tra i leader raffigurati figura anche la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, insieme al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, al premier israeliano Benjamin Netanyahu e ai principali rappresentanti politici e militari di Stati Uniti, Israele ed Europa.
L’immagine mostra Trump e Netanyahu con un mirino disegnato sulla testa, mentre tutti i protagonisti sono raffigurati in uniforme arancione da detenuti. Il sottotitolo è esplicito: “I criminali si porteranno nella tomba il desiderio di una morte tranquilla”.
Il messaggio della nuova Guida
La pubblicazione arriva poche ore dopo un messaggio attribuito a Mojtaba Khamenei, succeduto al padre Ali Khamenei alla guida della Repubblica islamica dopo la sua uccisione durante l’Operazione Roaring Lion. Nel testo, diffuso dai media iraniani, la nuova Guida Suprema promette una rappresaglia. “Vendicare il sangue di mio padre e di tutti i martiri è la volontà della nostra nazione e questa vendetta deve arrivare presto”, afferma il messaggio. Mojtaba Khamenei non compare in pubblico da mesi. Secondo diverse ricostruzioni diffuse durante il conflitto sarebbe rimasto ferito nell’attacco che ha provocato la morte del padre, ma Teheran non ha mai fornito conferme ufficiali sulle sue condizioni.
Oltre a Meloni, Trump e Netanyahu, nella rappresentazione pubblicata da Hamshahri figurano il segretario di Stato americano Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il comandante del Centcom Brad Cooper e l’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee. Tra gli esponenti israeliani compaiono il ministro della Difesa Israel Katz, il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar e il capo di Stato maggiore Eyal Zamir.
Nella parte dedicata all’Europa sono raffigurati anche il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro britannico Keir Starmer. La grafica rappresenta un’ulteriore escalation della comunicazione iraniana. Già nelle settimane precedenti Hamshahri aveva dedicato una copertina a Donald Trump accompagnata dalla scritta “Vendetta certa”.
La risposta di Trump
Il presidente americano ha rilanciato la propria denuncia sostenendo di essere da tempo il principale obiettivo di un piano iraniano per assassinarlo. Dopo aver affrontato il tema durante il vertice Nato e in un’intervista al New York Post, Trump è tornato sull’argomento con un messaggio pubblicato su Truth Social.
Secondo il presidente, “mille missili” sarebbero già puntati contro la Repubblica islamica e gli ordini alle forze armate statunitensi sarebbero pronti nel caso di un attentato contro il capo della Casa Bianca.
Trump ha inoltre ribadito che, qualora Teheran tentasse di assassinarlo, gli Stati Uniti sarebbero pronti a colpire militarmente l’Iran con una risposta di ampiezza senza precedenti.
La reazione della politica italiana
La pubblicazione dell’immagine ha provocato una reazione immediata delle istituzioni italiane.
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha espresso “piena solidarietà e vicinanza” alla presidente del Consiglio definendo la rappresentazione “grave e inquietante”.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di “episodio che colpisce non soltanto la persona del presidente del Consiglio, ma i valori democratici e le istituzioni che rappresenta”, chiedendo una condanna unanime contro ogni forma di intimidazione.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sintetizzato la posizione del governo con una dichiarazione netta: “Massima solidarietà a Giorgia Meloni, che certamente non si fa intimidire”.
Anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito l’iniziativa del quotidiano iraniano “un attacco gravissimo” alle istituzioni della Repubblica, mentre dai gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione sono arrivati messaggi di sostegno trasversale. Tra gli interventi figurano quelli di Matteo Salvini, Maurizio Lupi, Carlo Calenda, Osvaldo Napoli, Tommaso Foti e Deborah Bergamini.
Diplomazia sotto pressione
L’episodio si inserisce in una fase di forte tensione tra Iran, Stati Uniti e Israele, aggravata dalla morte di Ali Khamenei e dalla prosecuzione dello scontro militare e diplomatico nel Golfo Persico. Parallelamente continuano i tentativi di mediazione sul dossier nucleare e sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz, dove Qatar e Oman stanno cercando di mantenere aperto un canale di dialogo tra Teheran e Washington.
La pubblicazione della “lista della vendetta” rischia tuttavia di irrigidire ulteriormente il confronto, alimentando un clima di crescente ostilità nei confronti dei principali leader occidentali.
