Israele torna alle urne, Netanyahu corre per quinto mandato ma Lieberman resta decisivo

Israele torna alle urne, Netanyahu corre per quinto mandato ma Lieberman resta decisivo
Avigdor Lieberman e Benjamin Netanyahu
13 settembre 2019

Israele il prossimo martedi’ torna alle urne per cercare di uscire dall’impasse venutasi a creare dopo le elezioni dello scorso 9 aprile, ma lo scenario dipinto dai sondaggi tratteggia nuovamente una situazione di stallo, con i due blocchi principali fermi in una condizione simile alle precedenti consultazioni. Per il premier Benjamin Netanyahu, queste elezioni sono cruciali: non si tratta solo di conquistare il quinto mandato, superando i 13 anni al potere tra il primo incarico nel 1996-1999 e i successivi governi, guidati ininterrottamente dal 2009 ad oggi, confermando cosi’ il primato anche sul padre della patria David Ben Gurion come premier piu’ longevo. Sulla sua testa pende la spada di Damocle di tre inchieste giudiziarie e il procuratore generale Avichai Mandelblit ha gia’ fatto sapere che intende incriminarlo per frode, corruzione e abuso di fiducia.

Per evitare l’aula di tribunale – e una condanna al carcere sicura, sostiene Netanyahu, convinto di essere gia’ spacciato perche’ inviso alla magistratura – la strada migliore e’ quella di restare alla guida del governo, ottenere dalla Knesset l’immunita’ e poi far passare una legge che impedisca all’Alta Corte di Giustizia di revocargliela. Ma per far funzionare questo piano, ha bisogno di conquistare la maggioranza di 61 seggi in Parlamento, mettendo insieme una coalizione di governo che regga. Gli ultimi sondaggi non sono tranquillizzanti, con il blocco di centro-sinistra che totalizza 54 seggi, mentre il blocco della destra si ferma a 59, nonostante i 4 seggi in piu’ che dovrebbero arrivare dal partito di estrema destra Otzma Yehudit che stavolta potrebbe riuscire a superare la soglia di sbarramento del 3,25%.

Decisivo resta Avigdor Lieberman, leader del partito ultranazionalista russofono Yisrael Beiteinu, ex alleato oggi acerrimo nemico di Netanyahu che, con i suoi 7 seggi in dote (di piu’ rispetto ai 5 del voto di aprile, ma scesi rispetto ai 10 dati dalle indicazioni di voto della scorsa settimana), sara’ probabilmente l’ago della bilancia. Ed e’ per questo che il leader del Likud e’ impegnato in una strenua campagna elettorale per acchiappare ogni singolo voto, cannibalizzando i partiti minori a destra, agitando lo spettro minaccioso dei partiti arabi al potere grazie a una coalizione con Blu e Bianco, affermazione gia’ smentita piu’ volte dal leader Benny Gantz, e cercando di sottrarre voti ‘russi’ a Yisrael Beiteinu, vedi l’incontro ieri con il presidente russo Vladimir Putin a Sochi alla ricerca dell’endorsement.

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