L’addio di Legnano a Bruno Gulotta: applausi e fiori

L’addio di Legnano a Bruno Gulotta: applausi e fiori
24 agosto 2017

Sulla bara, avvolta da tricolore, c’è una sua foto che ritrae Bruno Gulotta (foto) felice e sorridente. Accanto al feretro due corone floreali, una inviata dalla presidenza del Consiglio del ministro e l’altra dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In prima fila, davanti all’altare, siedono la compagna Martina, che non riesce e trattenere il dolore e più volte scoppia in lacrime, il fratello Lorenzo, le sue due sorelle e gli altri familiari. Non ci sono invece figli, il maggiore di 5 anni e la piccola di 7 mesi. Accanto a familiari e parenti ci sono le autorità civili e militari: il ministro Maurizio Martina in rappresentanza del governo, il presidente della Regione Roberto Maroni, il sindaco di Legnano Giambattista Fratus, il vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo e molti altri primi cittadini dei comuni circostanti. Sempre nelle prime file anche diversi suoi colleghi di lavoro, tutti in nera con il logo aziendale. Ma è soprattutto tanta gente comune a gremire la basilica di San Magno nel giorno dei funerali del 35enne rimasto ucciso nell’attentato terroristico di Barcellona davanti alla compagna e a suoi due figli. Troppi per trovare posto all’interno dell’antica chiesa romanica. In molti restano fuori: alcuni sul sagrato, sotto il sole rovente di questo pomeriggio di fine agosto, altri sotto i portici della piazza principale, alla ricerca di un po’ d’ombra. Ed è un lungo e commosso applauso quello che accoglie l’uscita del feretro al termine della cerimonia officiata dal vescovo Franco Agnesi: si accalcano tutti attorno alla bara, a rendere l’estremo addio all’ennesima vittima italiana del terrorismo islamico. Ed è proprio agli esecutori della strage che si rivolge monsignor Angelo Cairanti in un passaggio della sua toccante omelia: “Non si può uccidere in nome di Dio. La nostra prima parola è di ferma e decisa condanna, senza se e senza ma, nei confronti di qualsiasi tipo di violenza. Soprattutto di quella perpetrata nel nome di Dio. La vita non si toglie, ma si dona”. Poi un messaggio di speranza, destinato soprattutto alla compagna Martina: “C’è ancora tanta brava gente come te. E il mondo è ancora un bel posto, davvero. Non è brutto e dobbiamo difenderlo”. Monsignor Cairati conosceva bene Bruno. Lo ha incontrato a luglio scorso, al battesimo della sua bambina. E oggi lo ricorda come un uomo che “teneva molto alla sua famiglia. Al primo posto c’erano i suoi affetti, e questo è bellissimo”. Tanto che “quando quel folle, quell’uomo malvagio, quella mente distorta gli si è scagliato addosso la prima cosa che lui ha fatto è allontanare da sè suo figlio, per proteggerlo”. Poi, ancora, una riflessione più generale di carattere sociale: “Dobbiamo rieducare le giovani generazioni ai valori della legalità, della solidarietà e della democrazia, al di là del credo religioso di ciascuno”. Bruno ora verrà cremato. Le sue ceneri saranno conservate nel cimitero di Legnano, città che oggi ha celebrato la seconda delle due giornate di lutto cittadino proclamate dal sindaco. Le serrande dei negozi sono rimaste abbassate in segno di lutto per tutta la durata della cerimonia. Sull’ingresso principale della basilica resta una scritta bianca su sfondo blu: “Preghiamo per Bruno Gulotta, anni 35”.

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