M5s porta Fraccaro a Chigi, ora si apre partita deleghe. Usa: “Fiducia in Italia, non vediamo l’ora di collaborare”

M5s porta Fraccaro a Chigi, ora si apre partita deleghe. Usa: “Fiducia in Italia, non vediamo l’ora di collaborare”
Giuseppe Conte
4 settembre 2019

Archiviata la partita dei ministeri, tra i contraenti del patto di governo si apre ora la partita delle deleghe. La nomina a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di Riccardo Fraccaro potrebbe essere letta come un ulteriore tassello, dopo la scelta di puntare sul premier Giuseppe Conte, per costruire un governo a trazione M5s. Tuttavia, fonti parlamentari Pd invitano alla cautela e ad aspettare di vedere come andranno distribuite le deleghe. Non e’ detto, infatti, che un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – e’ il ragionamento – abbia piu’ peso politico di un altro sottosegretario, a Palazzo Chigi come in qualche ministero. Il primo, come e’ accaduto anche in passato, potrebbe avere anche la sola funzione di segretario del Consiglio dei ministri, con il compito di verbalizzarne le sedute. Certo, viene fatto notare, il fatto di essere fisicamente a Palazzo Chigi e lavorare a stretto contatto con il presidente del consiglio ha un peso, ma questo peso potrebbe essere controbilanciato da deleghe importanti. Da questo punto di vista sara’ cruciale l’assegnazione della delega ai servizi segreti che puo’ essere attribuita, a norma di legge, a un ministro senza portafoglio o a un sottosegretario.

“E di ministri senza portafoglio ce ne sono”, aggiungono le stesse fonti. Inoltre, aggiunge il legislatore, “non e’ richiesto il parere del Consiglio dei ministri per il conferimento delle deleghe di cui al presente articolo al Ministro senza portafoglio”. Tra i temi ancora aperti c’e’, poi, quello relativo al Copasir. Con Lorenzo Guerini alla Difesa, occorrera’ eleggere un nuovo presidente per il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, per prassi tra le fila dell’opposizione. Ma non e’ detto che debba andare proprio in questo modo. Il precedente e’ quello di Massimo D’Alema che diresse il Copasir dal 2010 al 2013, eletto in quota opposizione con il governo Berlusconi e rimasto dopo il 2011, con il governo Monti. Ora, e’ impossibile immaginare che da ministro della Difesa si possa presiedere il Copasir, ma a capo del comitato – regolamento alla mano – potrebbe andare anche un esponente della nuova maggioranza. In caso contrario, si dovra’ cercare tra i parlamentari di opposizione. Quindi tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e i gruppi piu’ numerosi, cioe’ quelli della Lega.

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Dove siede anche l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Il premier e i 21 ministri (14 uomini e 7 donne, 10 M5S, 9 Pd, 1 di Leu, un tecnico) giureranno domani alle 10 al Quirinale, poi si terra’ la prima riunione dell’esecutivo. Nei prossimi giorni verranno nominati tutti gli altri sottosegretari e i viceministri. Lunedi’ sara’ votata la fiducia alla Camera, martedi’ al Senato. Intanto, L’amministrazione Trump saluta la nascita del nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Fiducia e voglia di continuare la collaborazione con l’Italia: e’ il messaggio che arriva dalla Casa Bianca a poche ore dalla formazione del Governo Conte. “Abbiamo fiducia nelle solide istituzioni democratiche dell’Italia e non vediamo l’ora di proseguire la nostra stretta collaborazione con il nuovo Governo italiano. L’Italia e’ una saldo e attivo partner d’oltre oceano, oltre che alleato nella Nato e membro del G7”, si legge in una nota trasmessa alle agenzie di stampa da un portavoce del Dipartimento di Stato.

I MINISTRI

Ecco l’elenco dei componenti del secondo governo presieduto da Giuseppe Conte: Federico d’Inca’ – Rapporti con il Parlamento; Paola Pisano – Innovazione tecnologica e la digitalizzazione; Fabiana Dadone – Pubblica amministrazione; Francesco Boccia – Affari regionali e le autonomie; Giuseppe Provenzano – Sud; Vicenzo Spadafora – Politiche giovanili e sport; Elena Bonetti – Pari opportunita’ e la famiglia; Enzo Amendola – Affari Europei; Luigi Di Maio – Esteri; Luciana Lamorgese – Interno; Alfonso Bonafede – Giustizia; Lorenzo Guerini – Difesa; Roberto Gualtieri – Economia e Finanze; Stefano Patuanelli – Sviluppo economico; Teresa Bellanova – Politiche agricole alimentari e forestali; Sergio Costa – Ambiente; Paola De Micheli – Infrastrutture e trasporti; Nuncia Catalfo – Lavoro e politiche sociali; Lorenzo Fioramonti – Istruzione; Dario Franceschini – Beni culturali e turismo; Roberto Speranza – Salute.

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