Mappare l’impatto psicologico del Covid, un progetto innovativo

Mappare l’impatto psicologico del Covid, un progetto innovativo
14 giugno 2020

Un progetto che utilizza le neuroscienze per mappare l’impatto psicologico della pandemia di Coronavirus e promuovere il contatto con la Natura come percorso terapeutico democratico ed accessibile, in uno scenario che, si stima, vedrà milioni di persone affette da disturbo post traumatico da stress. Con questa idea l’azienda Thimus, nata a Brescia nel 2016, è stata premiata da B-Heroes, ecosistema di start-up innovative, in una specifica call legata al Covid.

“Può sembrare di nicchia usare le neuroscienze oggi per alleviare alcuni effetti del Covid-19 sulle popolazioni italiane e internazionali – ha detto Mario Ubiali, co-fondatore di Thimus – può sembrare un disegno un po’ improbabile. In realtà io penso che B-Heroes abbia dimostrato una grande lungimiranza, perché ha deciso di sostenere un progetto che si propone di fare qualcosa che si sviluppa nel tempo dopo la fine della pandemia e del suo picco.: questo significa preoccuparsi veramente di avere un impatto di medio-lungo termine”.

Il progetto sostenuto da B-Heroes è il primo capitolo di un più ampio disegno che Thimus ha chiamato Thalea: un corpus di ricerche ad alto impatto sociale, interamente declinato sul recupero di un rapporto autentico e rispettoso tra esseri umani e Natura. “In tempi come questi che stiamo vivendo, che sono estremamente complicati e difficili – ha aggiunto Andrea Bariselli, altro fondatore dell’azienda – il legame che c’è tra gli esseri umani e l’ambiente naturale può essere la chiave di volta anche solo per riuscire a far capire a moltissime persone quale può essere una delle possibili chiavi risolutive per quello che riguarda il loro umore, la loro debolezza o fragilità”. Con l’obiettivo di mappare il disagio psicologico e usare la tecnologia, partendo dal territorio della Lombardia, per ricostruire una relazione positiva con la natura.

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