Navalny dimesso dall’ospedale. Cremlino: Navalny può tornare in Russia quando vuole

Navalny dimesso dall’ospedale. Cremlino: Navalny può tornare in Russia quando vuole
Alexei Navalny e la moglie Julia
24 settembre 2020

Alexei Navalny, l`oppositore russo avvelenato lo scorso 20 agosto con un agente da guerra chimica, è stato dimesso dall`ospedale Charité di Berlino dove era ricoverato dal 22 agosto. Un evento importante, non una semplice buona notizia sulla salute dell’avvocato blogger, ma anche un evento decisivo sulle sorti delle indagini. Già perchè, come sottolineava nei giorni scorsi la “Sueddeutsche Zeitung”, le indagini sull’avvelenamento in Russia da parte tedesca sarebbero state possibili soltanto se Navalny fosse deceduto in Germania o comunque se le condizioni fossero peggiorate. “La Germania non può e non deve diventare il poliziotto del mondo e invocare la cosiddetta giurisdizione universale ai sensi del Codice penale internazionale”. Il governo federale – continua diplomaticamente la gazzetta – “ha fatto di tutto” per ottenere prove che Navalny fosse stato avvelenato ma è convinto che la sua vita non sia stata salvata solo dai medici tedeschi.

Anche il fatto che gli sia stato somministrato immediatamente il principio attivo atropina nell’ospedale di Omsk ha contribuito in modo significativo. E soprattutto il fatto che i piloti dell’aereo dove Navalny avvelenato si contorceva urlando, abbiano deciso di fare subito un atterraggio di emergenza. Navalny però ha già scritto chi ritiene gli abbia realmente salvato la vita. La moglie Julia, con la quale è sposato da 20 anni, e che in queste settimane non lo ha mai lasciato: “Non importa quanto siano interessanti le spiegazioni scientifiche e mediche, ora lo so per certo solo per esperienza personale: l’amore guarisce e ti riporta in vita. Julia, mi hai salvato e lascia che sia scritto nei libri di testo di neuroscienza”.

Subito dopo le dimissioni dell’oppositore russo, il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha fatto sapere che Navalny può tornare in Russia “in qualsiasi momento, come qualsiasi altro cittadino russo”, ma non sono previsti incontri con le autorità, a meno che “non esprima il desiderio di condividere le informazioni che attivamente fornisce ai loro colleghi tedeschi e di altri Paesi”. Tuttavia, ha aggiunto il Cremilino, “restiamo molto cauti sulle notizie in merito, perché non sappiamo quali siano vere e quali no. In ogni caso è certamente ottimo quando un paziente migliora. Gli auguriamo una pronta guarigione”.

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Navalny si era sentito male a bordo di un aereo in Russia il 20 agosto ed era stato inizialmente soccorso a Omsk, in Siberia, poi trasferito su richiesta della famiglia in Germania, dove specialisti militari hanno stabilito che è stato avvelenato da un agente chimico della famiglia del Novichok. Oggi i medici tedeschi lo hanno dimesso e hanno reso noto che è possibile una completa guarigione. L’avvocato-blogger anticorruzione aveva dichiarato di voler tornare in patria appena possibile, una volta terminate le terapie in Germania. Peskov ha detto che per il Cremlino resta “un grande mistero” cosa sia accaduto a Navalny, visto che i medici russi non hanno trovato tracce di agenti chimici nel suo corpo.

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