OnlyFans come fonte di reddito: la scelta di una madre separata con quattro figli
Noemi Rasetti
Rimasta sola a gestire una famiglia numerosa dopo la separazione dal compagno, Noemi Rasetti racconta di aver trovato in OnlyFans una fonte di sostentamento che le consente di mantenere i quattro figli. Intervenuta alla trasmissione radiofonica “La Zanzara” su Radio24, la quarantaquattrenne ha spiegato di aver tentato altre strade professionali senza ottenere entrate sufficienti. Oggi dichiara di percepire circa 16 mila euro al mese attraverso contenuti destinati agli abbonati della piattaforma e rivendica la propria scelta come una risposta a esigenze economiche concrete, respingendo ogni forma di stigma sociale.
Una vicenda personale complessa
Nel corso dell’intervista condotta da Giuseppe Cruciani, Rasetti ha ricostruito le tappe che l’hanno portata ad approdare sulla piattaforma di contenuti a pagamento. La donna ha raccontato di aver trascorso ventiquattro anni con il marito e di aver gestito insieme a lui un bar tabacchi. La fine della relazione avrebbe però modificato radicalmente il quadro familiare ed economico.
“Sono stata 24 anni col mio ex marito, avevamo un bar tabacchi, poi mi ha lasciata con quattro figli”, ha spiegato durante la trasmissione. Da quel momento, secondo il suo racconto, è iniziata la ricerca di un’attività lavorativa in grado di garantire un reddito sufficiente a sostenere le spese della famiglia.
La donna sostiene di aver provato diversi impieghi, senza tuttavia raggiungere una situazione economica considerata adeguata. Da qui la decisione di aprire un account su OnlyFans, una delle piattaforme digitali più conosciute per la vendita di contenuti in abbonamento.
Il modello economico della piattaforma
Negli ultimi anni OnlyFans si è trasformata in un fenomeno globale. Nata come piattaforma che consente ai creatori di monetizzare direttamente i propri contenuti attraverso abbonamenti e pagamenti individuali, è diventata particolarmente nota per la presenza di materiale destinato a un pubblico adulto.
Il sistema permette agli utenti di fissare prezzi per l’accesso ai contenuti, ricevere mance e proporre materiale esclusivo a pagamento. All’interno di questo ecosistema convivono modelli molto differenti: dai creator che pubblicano contenuti artistici, sportivi o di intrattenimento a coloro che puntano su immagini e video destinati a una platea adulta.
Rasetti ha precisato che la propria attività non comprende contenuti di coppia né materiale esplicitamente pornografico. “Mi spoglio e faccio vedere il seno oppure i piedi”, ha affermato, descrivendo il tipo di contenuti offerti agli abbonati.
Secondo quanto dichiarato nel corso della trasmissione, il guadagno medio mensile raggiungerebbe circa 16 mila euro. Una cifra significativa che, se confermata, collocherebbe la sua esperienza tra quelle economicamente più redditizie all’interno della piattaforma.
Tra reddito e sostenibilità familiare
Uno degli aspetti centrali dell’intervento radiofonico riguarda il tema del mantenimento dei figli. Rasetti è madre di quattro ragazzi di 18, 15, 11 e 9 anni. Nel suo racconto, la scelta di aprire il profilo online è strettamente collegata alle esigenze economiche della famiglia.
“Porto avanti quattro figli con dignità”, ha dichiarato. La donna respinge l’idea che il proprio lavoro debba essere considerato motivo di vergogna, sostenendo che la priorità sia garantire stabilità economica ai figli.
La vicenda si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda la trasformazione del lavoro nell’economia digitale. Le piattaforme online consentono infatti di creare nuove fonti di reddito, ma sollevano anche interrogativi sul rapporto tra esposizione personale, privacy e sostenibilità professionale nel lungo periodo.
Molti creator che operano in questo settore sottolineano come la monetizzazione dei contenuti possa offrire opportunità economiche difficilmente raggiungibili attraverso occupazioni tradizionali. Al tempo stesso, il modello comporta una forte dipendenza dalla visibilità online e dall’interesse degli abbonati.
Il rapporto con i figli
Particolarmente delicato è il tema della gestione familiare della sua attività. Durante l’intervista, Rasetti ha spiegato che soltanto la figlia maggiore è a conoscenza del lavoro svolto sulla piattaforma.
“I miei figli hanno 18, 15, 11 e 9 anni. Solo la più grande sa quello che faccio”, ha raccontato. La decisione sarebbe stata presa per ragioni legate all’età dei ragazzi e alla volontà di affrontare l’argomento in modo graduale.
Secondo la donna, la figlia avrebbe compreso le difficoltà economiche attraversate dalla famiglia e le motivazioni alla base della scelta professionale. Rasetti sostiene di aver sempre mantenuto un rapporto improntato alla trasparenza e di non vivere con imbarazzo la propria attività.
Il tema del dialogo tra genitori e figli rispetto alle professioni digitali rappresenta uno degli aspetti più discussi di questo fenomeno. La crescente diffusione delle piattaforme a pagamento ha infatti posto molte famiglie di fronte a questioni nuove, legate alla gestione della privacy, dell’identità digitale e della percezione sociale di questi lavori.
L’identità del pubblico
Tra i passaggi che hanno attirato maggiore attenzione vi è anche il riferimento alla composizione del pubblico che segue la creator. Rasetti ha affermato di avere una platea eterogenea, ma con una presenza significativa di utenti provenienti dall’area napoletana.
“Ho un pubblico variegato, ma la fetta più grossa è formata principalmente da napoletani”, ha dichiarato nel corso della trasmissione.
L’osservazione, presentata in forma aneddotica, evidenzia come molti creator sviluppino nel tempo una conoscenza dettagliata della propria audience grazie agli strumenti di analisi messi a disposizione dalle piattaforme. La capacità di comprendere gusti e preferenze degli abbonati rappresenta infatti uno degli elementi che contribuiscono alla costruzione di un’attività economicamente sostenibile.
La normalizzazione dei lavori digitali
La testimonianza di Rasetti riflette un fenomeno più ampio che interessa numerosi Paesi occidentali. La diffusione delle piattaforme digitali ha progressivamente ampliato il concetto stesso di lavoro autonomo, creando professioni che fino a pochi anni fa non esistevano.
Parallelamente, il dibattito pubblico si è concentrato sul riconoscimento sociale di queste attività. Da una parte vi sono coloro che considerano piattaforme come OnlyFans una legittima opportunità economica. Dall’altra, persistono riserve legate alle implicazioni culturali, educative e sociali della monetizzazione dell’immagine personale.
In questo contesto, molte persone che operano nel settore rivendicano il diritto di essere giudicate sulla base della correttezza fiscale e della legalità della propria attività piuttosto che sul contenuto del lavoro svolto.
Anche Rasetti ha insistito su questo punto, sottolineando di adempiere regolarmente agli obblighi fiscali derivanti dai guadagni ottenuti online.
Le trasformazioni del mercato del lavoro
La vicenda raccontata a Radio24 offre infine uno spunto di riflessione sulle difficoltà economiche che possono seguire una separazione, soprattutto quando coinvolgono nuclei familiari numerosi. Per molte persone, la necessità di reperire rapidamente nuove fonti di reddito coincide con la ricerca di opportunità offerte dall’economia digitale.
L’espansione delle piattaforme basate sugli abbonamenti ha modificato il panorama del lavoro autonomo, consentendo a singoli individui di raggiungere direttamente il proprio pubblico senza intermediari tradizionali. Un cambiamento che ha aperto nuovi spazi economici ma che continua a suscitare interrogativi sul piano sociale e culturale.
Nel racconto di Noemi Rasetti, la piattaforma rappresenta prima di tutto uno strumento di sostegno economico. Una scelta maturata dopo la fine di una lunga relazione e motivata, secondo le sue parole, dall’esigenza di garantire ai figli condizioni di vita stabili. Al di là delle polemiche che spesso accompagnano
