Parroco: se non posso benedire le coppie gay non benedico le palme

Parroco: se non posso benedire le coppie gay non benedico le palme
don Giulio Mignani
29 marzo 2021

“Se non posso benedire le coppie formate da persone dello stesso sesso, allora non benedico neppure palme e ramoscelli d’olivo”. Il parroco di Bonassola (La Spezia), don Giulio Mignani, lo ha detto in occasione della domenica delle Palme, in protesta contro il “responsum” della congregazione vaticana per la dottrina della fede che vieta la benedizione delle coppie omosessuali. Il sacerdote è già noto per alcuni gesti che hanno sollevato polemiche. Nel 2017, per esempio, don Giulio Mignani si era espresso a favore delle unioni tra omosessuali e lesbiche, quindi alcuni settori avevano addirittura chiesto di essere rimosso dal sacerdozio. Questa domenica, invece, il sacerdote ha spiegato che la benedizione delle palme è “legata alla processione in ricordo dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme” e, non potendo fare questa processione a causa dell’anti-COVID regole, non aveva senso benedire le palme.

Poi ha aggiunto di essere molto contento della sua decisione di non benedire le palme e gli ulivi perché avvenuta pochi giorni dopo la pubblicazione del documento della Congregazione per la Dottrina della Fede in cui si considerava illegale benedire gli omosessuali. Don Giulio ha confermato, quindi, che non benedire i rami di ulivo era una forma di protesta contro quello che considerava un “divieto assurdo” e, ancora più grave, “il fatto che il suo amore si chiami ancora peccato”, come è scritto nel Documento vaticano, approvato da Papa Francesco. In una nota della Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicata lunedì scorso, sacerdoti, vescovi e pastori in generale hanno indicato che “non è lecito impartire una benedizione alle relazioni, o anche alle coppie stabili, che implicano la pratica sessuale al di fuori del matrimonio (cioè fuori dall’unione indissolubile di un uomo e di una donna aperta, da sola, alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni tra persone dello stesso sesso”. Il documento ricorda che “Dio non smette mai di benedire i suoi figli” e che le benedizioni possono essere date alle persone omosessuali, ma “non benedice e non può benedire il peccato”.

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