Pd-Renzi in pressing su Conte, lockdown Mes e manovra i focolai

Pd-Renzi in pressing su Conte, lockdown Mes e manovra i focolai
Nicola Zingaretti e Matteo Renzi
17 ottobre 2020

L’impennata dei contagi e le iniziative dei governatori, del Pd e di Italia viva sono piombate al centro dell’attività di governo, quasi facendo passare in secondo piano la manovra, che deve essere approvata insieme al Documento programmatico di bilancio entro oggi (o al massimo domenica). Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scombinato la sua agenda, volando da Bruxelles a Cosenza per partecipare al funerale di Jole Santelli e poi a Genova, per la Festa di Limes. Ma è rimasto costantemente in contatto con Roma, dove la situazione si è fatta con il passare delle ore sempre più complicata e caotica. I dati sulla curva epidemiologica (oltre 10 mila casi e 55 decessi) fanno preoccupare e, a livello politico, il premier deve subire una sorta di accerchiamento da parte delle Regioni, in primis Campania e Lombardia, ma anche del Pd e dei renziani.

I Dem hanno dato un primo segnale con la solidarietà del segretario Nicola Zingaretti al governatore della Campania Vincenzo De Luca, ma sono entrati in campo senza mezze misure con Dario Franceschini, ministro per i Beni culturali e capo delegazione al governo. “Ho chiesto al presidente Conte una riunione per decidere senza indugio nuove misure nazionali per contenere il contagio, ovviamente d’intesa con le Regioni”, ha fatto sapere. Una richiesta che il premier non può certo ignorare. E infatti già oggi, dopo l’incontro con i presidenti delle Regioni dei ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza, potrebbe tenersi un vertice di maggioranza per decidere una eventuale nuova “stretta” per il contenimeto dei contagi. Il problema è che nella maggioranza non c’è unità di visioni. L’ala più dura (capitanata dallo stesso Speranza) preme per dichiarare i coprifuoco dalle 22, mentre altri sono contrari. Due ipotesi su cui lavorare sono la differenziazione degli orari delle scuole e interventi sui mezzi pubblici.

Collegata alla crescita dei contagi è la doppia offensiva sul Mes, se non coordinata quantomeno contemporanea, di Pd e Iv. “Ascoltiamo i sindaci italiani. Bisogna usare le risorse del Mes per rafforzare la sanità territoriale”, ha detto il leader Dem Nicola Zingaretti, sostenendo la raccolta firme di 200 primi cittadini. Mentre Italia viva ha lanciato una petizione per chiedere l’utilizzo dei fondi. “Il momento giusto” per attivarlo “era sei mesi fa. Ma, visto che non si è fatto allora, facciamolo adesso”, ha scritto Matteo Renzi nella sua e-news. Dunque i due partiti tentano di forzare la mano, per nulla contenti dai rinvii dietro cui il premier nasconde un tema fondamentale ma potenzialmente deflagrante per il Movimento 5 stelle, in particolare in un momento di profonda crisi dei pentastellati, alle prese con polemiche e contrasti interni.

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Una debolezza che ben conosce Renzi e che ha portato nei giorni scorsi il leader di Italia viva a chiedere un tavolo politico per cercare una intesa programmatica e forse (mormorano molti) anche qualche nuovo posto nell’esecutivo. Ma una “verifica”, a questo punto, la vuole anche il Pd, consapevole che in questo autunno l’esecutivo si gioca, politicamente, la pelle. Quel che è certo è che questa volta rimandare la soluzione dei problemi, per Conte, sarà molto difficile. Stasera alle 21 è confermato il vertice sulla manovra, il cui percorso deve essere concluso. E anche per fronteggiare il coronavirus non è il momento di mezze misure, pena il rischio di dover arrivare a un nuovo lockdown, con tutte le conseguenze economiche e sociali che porterebbe. Quello che si avvicina, dunque, potrebbe essere un fine settimana decisivo per Conte e per il suo governo. askanews

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