Grasso premier, Conte commissario Ue. E a Salvini non resta che pregare

Grasso premier, Conte commissario Ue. E a Salvini non resta che pregare
Il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso
22 agosto 2019

Piero Grasso potrebbe essere il prossimo presidente del Consiglio. E Conte potrebbe indicare all’Europa se stesso come commissario UE per l’Italia. La quadra – durante la notte scorsa – sembra essere definita per la creazione del nuovo Governo. Fantapolitica? Può darsi. Intanto, a leggere i passaggi dei ‘personaggi’ in corsa per il nuovo esecutivo tutte le indicazioni sembrano prendere una unica linea: un governo di legislatura che eviti così anche nel 2022 sorprese per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica (Gianni Letta potrebbe essere l’espressione ideale del nuovo accordo che sta nascendo pur di non andare al voto subito) e al contempo far ‘sgonfiare’ la Lega nelle simpatie degli italiani, lasciando a Salvini solo il fatto di pregare la Madonna per evitare il tracollo di consensi. Tornando alle manovre in corso: i 5 Stelle, movimento antisistema per antonomasia all’improvviso sono diventati parte integrante di quel sistema che hanno combattuto e stanno favorendo la formazione del nuovo esecutivo pur di evitare il collasso elettorale se si andasse al voto.

Grasso si è smarcato dalla casacca di ‘Liberi e Uguali’ passando al gruppo Misto del Senato così da poter fare il ‘padre nobile’ della nuova coalizione di governo e potrebbe ‘salvare’ i grillini da essere attaccati di aver ceduto a nomi troppo esposti col vecchio regime. Così Grasso avrebbe tutte le carte in regole, ex presidente del Senato ed ex magistrato antimafia che potrebbe piacere anche al Capo dello Stato sul fatto che ambedue sono palermitani, per fare da collante alle varie anime del nuovo governo che vogliono evitare il confronto con il voto degli italiani. E quindi Mattarella, chiedendo correttezza politica e velocità nelle decisioni, sta aspettando solo che l’accordo tra 5Stelle, Pd, Liberi ed Uguali, gruppo delle Autonomie oltre a parte del gruppo Misto ed anche qualche parlamentare di Forza Italia si definisca nel giro di poche ore, così da dare l’incarico lunedì prossimo.

E per Conte si potrebbero aprire le porte della Commissione europea e così i pentastellati giustificherebbero il nuovo ruolo del paladino anti-Salvini che nel suo ultimo discorso in Senato – tra il serio e il faceto – ha trasformato le sue dichiarazioni in un attacco frontale al ‘traditore’ leghista – a volte anche sgraziato rispetto al ruolo che ricopre tanto d’apparire in alcune circostanze simile ad una moglie isterica che scopre che il marito si è accorto che è un po’ poliedrica. E dire che la prima “pugnalata” a Conte l’hanno dato proprio i cinquestelle chiedendo il voto sulla Tav in Senato dopo che lui aveva dato l’assenso del governo italiano all’Europa sulla continuazione dell’opera. Ma questo passaggio per Conte non ha alcun valore politico, etico e morale. Anzi è stata solo una goliardata. Ancora poche ore è tutto sarà chiaro. Una cosa sembra certa dato i tempi stretti: il programma di governo è l’ultima cosa nel pensiero della nuova coalizione…. poi si farà in corso d’opera, basta però che sia allineato ai diktat europei e l’Italia continuerà così ad eseguire gli ordini che le verranno impartiti così come è stato negli ultimi decenni.

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