Popolare Bari commissariata da Bankitalia. Scontro nel governo, Iv si defila

Popolare Bari commissariata da Bankitalia. Scontro nel governo, Iv si defila
13 dicembre 2019

Anche il governo Conte 2 viene scosso dalla banche. A innescare la bomba, la Banca d`Italia che ha disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca Popolare di Bari, con sede legale in Bari, e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi degli articoli 70 e 98 del testo unico bancario, in ragione delle perdite patrimoniali. Quanto basta per convocare nel giro di un apio di ore un Consiglio dei ministri in tarda serata. “La convocazione improvvisa di un Consiglio dei ministri sulle banche, senza alcuna condivisione e dopo aver espressamente escluso ogni forzatura o accelerazione su questa delicata materia, segna un gravissimo punto di rottura nel metodo e nel merito – dichiara Luigi Marattin, vicepresidente dei deputati di Italia Viva – Stupisce – sottolinea ancora Marattin – che chi per anni ci ha attaccato demagogicamente su provvedimenti finalizzati a sostenere i risparmiatori si renda oggi responsabile di una operazione incredibile, finalizzata più a salvaguardare le responsabilità di chi doveva gestire e/o vigilare e non l’ha fatto”. “Italia Viva non parteciperà al Consiglio dei Ministri e – conclude – si riserva di valutare in Aula quale posizione assumere”. Il coordinatore di Italia viva, Ettore Rosato, rincara la dose: “Dopo che per anni i 5 Stelle hanno costruito contro di noi la retorica sulle banche. Oggi con il Pd votano in CdM a difesa di chi avrebbe dovuto ben amministrare. Noi non ci stiamo e non parteciperemo a questo voto. In attesa di vedere come lo giustificheranno”.

Tensione anche in casa 5stelle. “Non si fanno Cdm risolutivi finché non c’è un accordo sul metodo. Che sia chiaro: il MoVimento 5 Stelle vuole salvare i risparmi e non le banche”, dichiarano fonti M5S. Luigi Di Maio, non senza qualche imbarazzo ricorda che “abbiamo sempre detto aiuteremo i risparmiatori non i banchieri: in questo momento c’è un problema con la Banca Popolare di Bari ma noi dobbiamo andare a vedere a chi hanno prestato i soldi: pensiamo a un decreto che aiuti i risparmiatori, non gli amici delle banche. Serve una riflessione sul decreto”. Viste le tensioni all’interno della maggioranza, si va verso un lungo weekend. L’ipotesi prevalente è quella di un decreto di salvataggio sul modello di quello effettuato per Carige, che ha appena riconquistato i requisiti per tornare in Borsa. La terza tranche dell’aumento di capitale dell’istituto ligure, per la cronaca, si è infatti conclusa con il superamento del 10% del flottante. Dunque, scatta la rete di salvataggio per la Popolare di Bari, 3.300 dipendenti, 70 mila soci. In sostanza si va verso una sorta di “nazionalizzazione” parziale con l’intervento della banca pubblica Mediocredito Centrale (Mcc) e del Fondo Interbancario di tutela dei depositi (Fitd). Il governo dovrebbe versare 250 milioni in Mcc, che a sua volta li userà per l’aumento da 800 milioni-1 miliardo della PopBari. Il cda della Popolare di Bari era stato convocato nel tardo pomeriggio dalla Vigilanza della Banca d’Italia per provvedimenti di vigilanza, cioè per il commissariamento, come si è saputo in serata. Il 12 dicembre il board ha avviato le procedure per una azione di responsabilità nei confronti dell’ex amministratore delegato e di ex dirigenti dell’Istituto. La banca sta cercando di definire un piano industriale e patrimoniale con l’assistenza di un primario advisor. Piano che, tuttavia, secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, non sarebbe ancora completato. La banca ha un fabbisogno di capitale di un miliardo.

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Il Consiglio dei ministri è stato convocato per le 21, ma è iniziato alle 22. Un Cdm durato quaranta minuti, nel corso del quale è stato stabilito che il decreto legge per il rilancio della Banca popolare di Bari sarà portato al prossimo Consiglio dei Ministri. Le misure sulla Banca Popolare di Bari(Bpb), fanno sapere da Palazzo Chigi, rientrano in un decreto legge relativo al potenziamento delle capacità patrimoniali e finanziarie della Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale (Mcc), interamente controllata da Invitalia. L`incremento della dotazione patrimoniale della banca, spiegano le stesse fonti “consentirà alla suddetta di operare quale banca di investimento che possa accompagnare la crescita e la competitività delle imprese. Nell`ambito e in linea con la tale missione, lo schema di Decreto prevede l`attuazione di un primo aumento di capitale che consentirà a Mcc, insieme con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e ad eventuali altri investitori, di partecipare al rilancio della Banca Popolare di Bari (BPB). A seguito di questa informativa e della comune determinazione del Governo ad assumere tutte le iniziative necessarie a garantire la piena tutela degli interessi dei risparmiatori e a rafforzare il sistema creditizio a beneficio del sistema produttivo del Sud – concludono le fonti del Mef – l`obiettivo è quello di sottoporre il testo del decreto al prossimo Consiglio dei Ministri per la sua approvazione”.

Alla fine del Cdm a cui non hanno preso parte i renziani, arriva la risposta del Pd. “I ministri del Pd hanno partecipato al Consiglio dei Ministri. In ogni scelta di governo, e a maggior ragione quando si tratta di tutelare i risparmi dei cittadini – dice il ministro per i beni culturali, Dario Franceschini, capo delegazione dei Dem – noi mettiamo doverosamente senso di responsabilità. Le minacce, le aggressioni agli alleati, le assenze per fare notizia, le lasciamo ad altri”. A stretto giro la replica di Italia Viva, da parte del capogruppo al Senato, Davide Faraone. “Franceschini faccia i nomi di chi secondo lui ha minacciato e aggredito. Noi – sostiene Faraone – non abbiamo partecipato al Cdm perché, a differenza di Franceschini, non siamo stati coinvolti sul merito e nel metodo delle scelte sulla Popolari di Bari”.

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Intanto, Bankitalia ha nominato Enrico Ajello e Antonio Blandini commissari straordinari e Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso componenti del comitato di sorveglianza della Banca Popolare di Bari. A questi ultimi, si legge nella nota, è affidato il presidio della situazione aziendale, la predisposizione delle attività necessarie alla ricapitalizzazione della banca nonché la finalizzazione delle negoziazioni con i soggetti che hanno già manifestato interesse all’intervento di rilancio della banca. L’opposizione attacca. “Come può nel giro di poche ore il premier sostenere che sulla Banca popolare di Bari non ci sarà nessun intervento salvo convocare un cdm d’urgenza a distanza di poche ore mentre Bankitalia ordina il commissariamento dell’istituto?- dichiarano Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti della Lega -. Un pacato “no comment” avrebbe evitato una farsa e sarebbe stato più serio anche a mercati aperti. Vorremmo capire cosa è successo: dal tutto bene al fallimento. Siamo nelle mani di una persona instabile o incapace che guida il governo del Paese. Conte si dimetta immediatamente: facciamo appello ai partiti di questa maggioranza per far finire al più presto questa disastrosa e pericolosa esperienza”.

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