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Lettura: Premio Nobel letteratura a Kazuo Ishiguro, lo scrittore dalla atmosfere rarefatte
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Premio Nobel letteratura a Kazuo Ishiguro, lo scrittore dalla atmosfere rarefatte

Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2017 12:27
Redazione
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Il premio Nobel per la letteratura 2017 è stato assegnato dall’Accademia di Stoccolma allo scrittore inglese nato in Giappone Kazuo Ishiguro, che succede a Bob Dylan, insignito del Nobel l’anno scorso. Ishiguro, recita la motivazione dell’Accademia, “in romanzi di grande forza emotiva ha scoperto l’abisso nascosto dietro il nostro illusorio senso di connessione col mondo”. Kazuo Ishiguro si e’ detto “incredibilmente lusingato” per il riconoscimento. “E’ un incredibile onore, soprattutto perche’ significa che sono sulle orme dei piu’ grandi autori che ci sono stati, per questo e’ un incredibile encomio”, ha commentato alla Bbc. Lo scrittore giapponese, considerato tra i più grandi autori di lingua inglese del secondo dopoguerra, capace di ricreare suggestive atmosfere rarefatte, si è affermato a livello mondiale con il romanzo “Quel che resta del giorno” (1989), dal quale è stato tratto nel 1993 il film omonimo del regista James Ivory, con Anthony Hopkins ed Emma Thompson. “Quel che resta del giorno” ha vinto il prestigioso Man Booker Prize nel 1989. Tre anni prima, nel 1986, Ishiguro aveva vinto il Premio Withbread per il suo secondo romanzo, “Un artista del mondo fluttuante”. Con Salman Rushdie e Hanif Kureishi, Ishiguro fa parte del gruppo di scrittori, di origini diverse, che ha dato un sostanziale apporto alla letteratura inglese più recente, introducendo elementi stilistici delle culture d’origine. La sua attenzione ai particolari e alle atmosfere, sempre descritte con infinita cura, ricordano i grandi romanzieri nipponici classici. Nel 2005 ha vinto il Premio Alex con “Non lasciarmi”, diventato il film omonimo con la regia di Mark Romanek nel 2010. Nel 2008 il “Times” l’ha incluso fra i 50 più grandi autori britannici dal 1945.[irp]

Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki l’8 novembre 1954 e si è trasferito con la famiglia in Inghilterra nel 1960. Il soggiorno, che avrebbe dovuto essere temporaneo, divenne definitivo. Si è laureato nel 1978 in letteratura e filosofia ed attualmente vive a Londra con la moglie scozzese, Lorna MacDougall, assistente sociale, e la loro figlia Naomi. Scrive in lingua inglese e si firma con il cognome preceduto dal nome. Tutti i suoi romanzi sono tradotti in italiano da Einaudi: “Un pallido orizzonte di colline” (1982), “Un artista del mondo fluttuante” (1986), “Quel che resta del giorno” (ultima edizione Super Einaudi Tascabili 2016), “Gli inconsolabili” (1995 e 2012), “Quando eravamo orfani” (2000), “Non lasciarmi” (ultima edizione Super ET 2016) e “Il gigante sepolto” (2015, ultima edizione Super Einaudi Tascabili 2016). Per Einaudi ha pubblicato anche la raccolta di racconti “Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo” (2009 e 2010). Perfettamente integrato nella cultura britannica, Ishiguro privilegia una forma di scrittura non lontana dal tradizionale realismo occidentale, differenziandosi in questo dagli orientamenti postmoderni e dalle aperture multiculturali dei giovani scrittori britannici. Suo tema dominante è la rievocazione di un passato individuale e nazionale, situato negli anni del secondo dopoguerra, in un mondo dove è in atto un totale mutamento di costumi, accompagnato dalla perdita dei valori tradizionali. Pur frequentando fin da bambino le scuole in Inghilterra, Ishiguro fu educato secondo le tradizioni giapponesi.

https://www.ilfogliettone.it/wp-content/uploads/2017/10/Ishiguro-il-Nobel-All-inizio-ho-pensato-fosse-uno-scherzo_20171006_video_11173885.mp4

Si è laureato in filosofia e letteratura alla University of Kent (1978) e poi ha poi seguito corsi di scrittura creativa, avendo tra gli insegnanti Malcom Bradbury e Angela Carter. Alle sue origini orientali sono forse da ascrivere la meticolosità descrittiva e l’estrema chiarezza formale, così come gli accenni a una realtà sinistra e crudele, presenti soprattutto nei primi romanzi (“Un pallido orizzonte di colline” del 1982 e “Un artista del mondo fluttuante” del 1986), ambientati in Giappone. È però un romanzo integralmente britannico, “Quel che resta del giorno” (1989), quello che ha dato a Ishiguro il successo internazionale, grazie anche all’accurata versione cinematografica fornitane da James Ivory nel 1993: il passato di una residenza aristocratica inglese, prima e durante la seconda guerra mondiale, rivive in questo libro attraverso lo sguardo, tardivamente consapevole, del maggiordomo che, per eccessiva fedeltà agli istituti gerarchici, si è negato una grande storia d’amore. La rievocazione di un passato, individuale o collettivo, comunque irrecuperabile è del resto il tema dominante di tutta l’opera di Ishiguro, come dimostrano anche i successivi romanzi: “Gli inconsolabili” (1995) e specialmente “Quando eravamo orfani” (2000), dove l’indagine su una misteriosa, remota sparizione ha le suggestive movenze di una detective story. Nel 2005 ha scritto “Non lasciarmi” per il quale ha ricevuto il Premio lex e il Commonwealth Writers Prize. Nella sua produzione più recente spicca la raccolta di racconti “Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo” e il romanzo “Il gigante sepolto” (2015).[irp]

TAGGATO:bob dylanKazuo IshiguroletteraturanonpubblicarePremio Nobel
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