Roma-Verona 3-1, scacco matto in nove minuti

Roma-Verona 3-1, scacco matto in nove minuti
31 gennaio 2021

La Roma ha battuto 3-1 il Verona nel posticipo della 20.a giornata di Serie A confermando il terzo posto in classifica. Altri tre punti per lasciare alle spalle il periodo difficile fuori dal campo. Una vittoria importante per la Roma, costruita nel primo tempo contro la (ex) miglior difesa del campionato e che ha permesso con un 3-1 netto di controsorpassare la Juventus al terzo posto in classifica alla vigilia del big match di Torino. Dzeko fuori rosa, Fonseca conferma Borja Mayoral punta centrale con Mkhitaryan e Pellegrini a sostegno. Stesso modulo per Juric (3-4-2-1), Zaccagni e Barak sono alle spalle di Kalinic. Avvio non trascendentale con tegola per i giallorossi: Smalling si ferma per un problema muscolare (da valutare) entra Kumbulla (ex scaligero) già al 12′.

Il Verona ha un calo d’attenzione e la Roma è cinica a sfruttare il momento. Al 20′, su calcio d’angolo, Mancini sale di testa a centro area e infila Silvestri che vede il pallone sbucare fra compagni e avversari. Due giri d’orologio e un errore della difesa fa scorrere il pallone verso Mayoral, Silvestri lo costringe ad allargarsi e lo spagnolo scarica verso Mkhitaryan che inventa un gran tiro sul primo palo col portiere in controtempo. Il Verona sbanda ancora e incassa il terzo gol al 29′ su un calcio d’angolo: Pellegrini ci prova dal limite, Silvestri respinge corto proprio su Mayoral che insacca.

Mkhitaryan potrebbe fare quaterna, il suo destro fila alto. Juric comincia la ripresa con Lasagna (al debutto con i gialloblù) al posto dell’evanescente Kalinic. Tameze protegge l’uscita di Silvestri, Veretout va vicino a beffarli entrambi. Oppurtunità anche per Spinazzola, in contropiede, Silvestri si salva di piede. Dentro Bessa, Dimarco e Colley fra i gialloblù. E i neoentrati confezionano il gol per gli ospiti: cross dalla fascia di Bessa e Colley insacca di testa appostato sul secondo palo (62′). La partita si velocizza, ma diventa anche molto confusa. Silvestri si oppone a Veretout, Lasagna allarga la mira del diagonale. In sostanza, tante azioni ma pochissime vere occasioni.

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