Solo tregua tra Salvini e Berlusconi. L’Europa e il Mes dividono i due leader

Solo tregua tra Salvini e Berlusconi. L’Europa e il Mes dividono i due leader
Silvio Berlusconi e Matteo Salvini
17 aprile 2020

Per ora viene siglata una tregua, ma i rapporti tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi restano gelidi. Le distanze sul Mes e sul ruolo della Ue restano inalterate, con il leader leghista che ancora oggi definisce “pericoloso” lo strumento europeo e l’ex premier che è invece convinto della necessità di farvi ricorso, per le spese sanitarie. Tanto che dal Carroccio il giudizio prima della telefonata “di chiarimento” tra i due, era tranchant: “Il centrodestra è finito, con le parole di Berlusconi sul Mes. Restano tante idee comuni, su molto lavoreremo e voteremo insieme, ma se non siamo d’accordo su questioni dirimenti come la Ue e il Mes, non si può più pensare ad una coalizione”.

E nella telefonata, resasi necessaria perché “Berlusconi sul Mes è stato malconsigliato”, Salvini ha dovuto prendere atto che “le posizioni sono rimaste le stesse”. Clima cordiale, assicurano sia dalla Lega che da Forza Italia, e l’impegno a non fare ulteriori polemiche, per restare concentrati sull’emergenza sanitaria ed economica, con l’impegno a sentirsi “più spesso”. Subito dopo, il leader leghista ha sentito anche Giorgia Meloni. Scarsa soddisfazione il leader leghista l’ha avuta anche dal Quirinale, tirato in ballo esplicitamente per ottenere un voto sul Mes prima del Consiglio Europeo. Ma la consuetudine, per i Consigli informali come sarà quello del 23 aprile, è di un’informativa, non di un voto.

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Salvini cavalca allora la vicenda Lombardia, con una campagna sui social (hashtag ForzaLombardia), contrattaccando proprio dove la Lega è oggetto delle critiche più severe fino alla richiesta di commissariamento della sanità regionale. “Basta insulti”, il governo “aiuti la Lombardia con le mascherine e i guanti che non arrivano”. Perché “in tutta sicurezza” ma l’obiettivo è riaprire. Salvini nega di essere il regista del “Piano normalità” avanzato dal Pirellone, ma sulla Lombardia gioca gran parte della sua comunicazione di oggi. Dalle lodi alla “pianificazione e visione” della Regione a guida leghista, alle “ottime notizie dal San Matteo di Pavia e dalla sanità lombarda”.

“Invece di attaccare e insultare i lombardi e la Lombardia, il governo e i ministri Pd e Cinque Stelle dovrebbero finalmente fornire tutte le mascherine che servono a medici, lavoratori e cittadini lombardi, che ne hanno diritto e aspettano invano da settimane”, attacca il segretario leghista, ironizzando poi sul governo centrale: “Della Fase 2 qualcuno ha solo il nome ma la Lombardia lavora per una riapertura ordinata, regolata, a scaglioni, in sicurezza”. Una posizione che stride con la determinazione con cui lo stesso Fontana, solo pochi giorni fa, contestava le decisioni del governo di riaprire ad esempio le librerie. Dalla Lega però assicurano: “Al 4 di maggio mancano ancora 20 giorni, che vanno usati per organizzare una riapertura in sicurezza: oggi le librerie non si possono riaprire, tra due settimane, se si lavora bene, si può pensare di riaprire altre attività. Chiedendo a governo e Stato di fornire mascherine e guanti”.

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