Tiziano Renzi: massacro mediatico, mai fatte fatture false o bancarotta

Tiziano Renzi: massacro mediatico, mai fatte fatture false o bancarotta
20 febbraio 2019

– “Non auguro a nessuno – nemmeno al mio peggiore nemico – di vivere mai ciò che la Lalla e io stiamo vivendo. Tuttavia ci prepariamo a una lunga vicenda giudiziaria consapevoli di un fatto: la verità prima o poi verrà fuori”. E’ quanto scrive Tiziano Renzi in un post su Facebook, scritto “visto che mi è consentito per ringraziare tutte le persone che hanno fatto sentire in queste ore la loro vicinanza”.

“Voglio che sia chiara una cosa: i giornali sono pieni solo delle ricostruzioni dell’accusa. Io affermo qui (e purtroppo per il momento posso solo qui) che queste ricostruzioni sono FALSE”, aggiunge Tiziano Renzi ribadendo che “il massacro mediatico di questi giorni è incredibile. Ed è un incubo non potersi difendere”. Tiziano Renzi osserva quindi che “quando arriveremo a sentenza, vedremo quali titoloni ci saranno sui giornali” perché un avviso di garanzia apre “i giornali per settimane” ma la notizia dell’archiviazione finisce nei trafiletti, “ci sono già passato più volte”. Il padre di Matteo Renzi definisce “false” le ricostruzioni di questi giorni “come erano false le vicende del passato dalle quali siamo sempre usciti assolti. A tutti chiedo solo una cosa: aspettate i processi. Aspettate e vedremo chi ha ragione”.

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“Io affronterò il processo nelle aule dei tribunali, da cittadino massacrato preventivamente sui media ma da cittadino incensurato che rivendica con forza la propria innocenza”, prosegue il papà dell’ex premier, sottolineando che “non abbiamo fatto mai fatture false, non siamo amministratori di fatto, non abbiamo fatto bancarotta, non abbiamo lavoratori in nero”. “Noi non stiamo scappando: chiediamo solo di essere giudicati” aggiunge il padre di Matteo Renzi. “A tutti quelli che commentano dico: noi siamo persone oneste e non abbiamo commesso nessuno dei reati di cui ci accusano. Che si possa massacrare qualcuno sui giornali senza dare spazio mai alle ragioni della difesa e alle evidenti contraddizioni dell’accusa è semplicemente ingiusto. Grazie a chi sta pregando per noi, perché per noi è il regalo più grande. E grazie a don Giovanni Nerbini” conclude Tiziano Renzi annunciando di “staccare Facebook finché non uscirò di qui”.

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