Garlasco, ventuno indizi e ora la psichiatria: la Procura amplia il fascicolo su Sempio

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Andrea Sempio

La consulenza psichiatrica disposta dalla Procura di Pavia su Andrea Sempio segna un ampliamento del perimetro investigativo nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. L’accertamento, affidato al professor Roberto Catanesi, punta a verificare eventuali condizioni patologiche rilevanti ai fini dell’imputabilità e la loro eventuale incidenza sui fatti contestati.

La decisione arriva in un contesto processuale ancora in fase preliminare e dopo il deposito di più consulenze tecniche da parte della difesa dell’indagato. Per i magistrati, tali contributi hanno reso necessario un ulteriore approfondimento scientifico, anche in chiave comparativa.

Accertamenti integrativi e contraddittorio tecnico

La Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, ha disposto una fase di indagini integrative. L’obiettivo dichiarato è valutare la fondatezza delle prospettazioni difensive attraverso il confronto tra consulenze tecniche già acquisite e nuove verifiche disposte dall’accusa.

Nel comunicato si sottolinea come i consulenti del pubblico ministero siano stati incaricati di esaminare i materiali prodotti dalla difesa, con particolare attenzione al rigore metodologico e all’affidabilità scientifica delle conclusioni. Si configura, in sostanza, un contraddittorio tecnico interno al fascicolo, ancora prima di un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Profilo clinico e imputabilità

Il quesito affidato al professor Catanesi riguarda tre livelli distinti: l’eventuale presenza di condizioni patologiche tali da incidere sulla capacità di intendere e di volere, la sussistenza di disturbi o alterazioni significative e il grado di correlazione con la condotta contestata.

Un terzo profilo riguarda la possibile pericolosità sociale dell’indagato. Elemento, quest’ultimo, che in ambito peritale viene valutato in relazione alla probabilità di reiterazione di condotte analoghe o alla struttura complessiva della personalità, secondo criteri clinico-forensi.

La posizione della difesa

I difensori di Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno espresso sorpresa per la tempistica della decisione, richiamando la necessità di un confronto su elementi oggettivi. La linea difensiva insiste sull’analisi tecnica dei dati già disponibili, piuttosto che sull’introduzione di nuovi accertamenti clinici.

Le dichiarazioni segnano una distanza interpretativa rispetto all’impostazione della Procura, che invece ha ritenuto necessario ampliare il campo di indagine anche alla dimensione psichiatrica.

Il quadro indiziario complessivo

Secondo gli atti dell’accusa, gli elementi a carico di Sempio sarebbero ventuno. Tra questi figurano le presunte incongruenze nelle dichiarazioni sulle telefonate effettuate a casa Poggi nei giorni precedenti il delitto, ricerche online su Dna e sul processo ad Alberto Stasi, oltre a versioni ritenute non coerenti rese nel corso degli interrogatori.

Ulteriori elementi riguardano la traccia genetica sulle unghie della vittima, l’impronta palmare numero 33 e alcuni contenuti audio intercettati. L’accusa sottolinea inoltre l’assenza di un alibi per la mattina del 13 agosto 2007 e il presunto ritorno dell’indagato sulla scena del crimine in più occasioni.

Nel complesso, il quadro delineato resta oggetto di valutazione tecnica e non ha ancora prodotto una richiesta formale di rinvio a giudizio. La prosecuzione delle indagini preliminari mantiene aperto l’intero perimetro investigativo, incluso il nuovo fronte psichiatrico ora affidato alla consulenza specialistica.