E’ tornato Piatek, Bologna-Milan 2-3

E’ tornato Piatek, Bologna-Milan 2-3
9 dicembre 2019

Il secondo successo consecutivo in trasferta aiuta la squadra di Pioli a tornare nella parte sinistra della classifica. Ma al Dall’Ara l’attesa è tutta per Sinisa Mihajlovic. Bologna-Milan è la gara che segna il ritorno in panchina del serbo dopo il trapianto di midollo del 29 ottobre. Il Diavolo però rovina la festa e si prende la scena: seconda vittoria consecutiva in trasferta per la banda di Pioli, che concede il bis dopo il successo di Parma passando 3-2 al Dall’Ara. Il racconto della partita
Pioli cerca continuità e ripropone lo stesso undici schierato al Tardini, il suo Milan risponde presente e si conferma in crescita. La continuità la cercava anche il Bologna dopo il successo di Napoli, con l’obiettivo di dimenticare la figuraccia rimediata a Udine (1-4) in Coppa Italia. Mihajlovic archivia l’esperimento della difesa a 3, ripropone l’abituale 4-2-3-1, con Skov Olsen, Denswil e Schouten titolari al posto diOrsolini, Krejcì e dello squalificato Medel, ma risposta non arriva.

La squadra di Pioli gioca un ottimo primo tempo e al 13′ guadagna un calcio di rigore per fallo in area di Bani su un motivato Krzysztof Piatek. Il polacco si presenta sul dischetto e porta in vantaggio il diavolo spiazzando Skorupski. Il Bologna accenna una reazione, ma l’ottima organizzazione rossonera costringe i padroni di casa a giocare spesso nella propria trequarti, così sull’asse Suso-Theo Hernandez arriva il raddoppio milanista poco dopo la mezz’ora. Lo spagnolo, al limite di destra, finta il tiro in porta e verticalizza sul secondo palo per il francese che elude la marcatura di Skov Olsen e a tu per tu con Skorupski non sbaglia. Milan che non arretra di un centimetro e pienamente padrone del campo, ma al 40′ sugli sviluppi di un corner battuto sul primo palo da Sansone, Theo Hernandez nel tentativo di anticipare Denswill infila Gigio Donnarumma riaprendo il match.

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Ma non passa nemmeno un minuto dal fischio di Chiffi che ha dato inizio del secondo tempo, che il Milan si porta sul 3-1 grazie a uno splendido gol dal limite di Bonaventura che calcia a giro sul secondo palo beffando Skorupski. Al 50′ Donnarumma deve metterci il guantone sinistro su una conclusione ravvicinata (ma da posizione angolata) dell’ex Poli. Il Milan risponde con un destro al volo in area di Calhanoglu sul quale Skorupski respinge con i pugni. Poi col passare dei minuti i rossoneri calano vistosamente e il Bologna inizia a creare occasioni da gol sbagliando sempre l’ultimo passaggio negli ultimi 20 metri. All’82’ c’è bisogno del Var per decretare il calcio di rigore per la squadra di Mihajlovic. Theo Hernandez frana addosso al neo-entrato Orsolini (azione fotocopia a quella che ha portato al penalty rossonero nel primo tempo), Chiffi prima lascia correre, poi, richiamato dai colleghi al Var, assegna la massima punizione. Sansone dal dischetto non sbaglia. Con un gol da recuperare i padroni di casa si espongono ai contropiedi ospiti: solo uno stoico Storupski evita un passivo peggiore salvando prima su Castillejo, poi in rapida successione su Theo Hernandez e Piatek.

Mihajlovic torna in panchina dopo trapianto – I medici avevano suggerito un po’ di prudenza in più, ma Sinisa Mihajlovic a stare lontano dal campo non ce la fa e li ha convinti: a 40 giorni dal trapianto di midollo, fatto per cercare di sconfiggere la leucemia che ha scoperto di avere la scorsa estate, è tornato in panchina per guidare il suo Bologna nella sfida casalinga contro il Milan. L’ultima volta che Mihajlovic aveva potuto vedere la sua squadra dal vivo era stato in ottobre, a Torino contro la Juventus. Poi era cominciata la fase più delicata della lotta al male, quella del trapianto di midollo e della relativa convalescenza. La tabella di marcia prevista per tornare alla guida del Bologna era più lenta, ma lui ha voluto bruciare le tappe.

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E la voglia che Mihajlovic, accolto dall’ovazione dello stadio al suo ingresso, aveva di tornare ad assaporare le sensazioni della partita si sono viste fin dai primi minuti: irrefrenabile nell’incitare e rimproverare i suoi giocatori dalla panchina. Per far sentire loro che, nonostante la lotta durissima che sta conducendo, non ha mai smesso nemmeno per un secondo di sentirsi il condottiero di questa squadra. Il percorso verso la guarigione, come hanno spiegato nei giorni scorsi i medici dell’Istituto di ematologia Seragnoli dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna che lo hanno in cura, è ancora lungo. E anche se le sue condizioni non gli consentono di svolgere tutte le normali attività che svolge un allenatore di calcio, rivedere Sinisa in panchina, con il solito piglio da guerriero che gli appassionati di calcio italiani conoscono da più di 25 anni, è molto più che un segnale di speranza.

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